Uno dei principali temi su cui si stanno giocando le presidenziali americane tra Barack Obama e lo sfidante repubblicano Mitt Romney, è l’immigrazione e la conquista del voto dei latinos, gli immigrati ispanici. Obama punta all’accoglienza degli immigrati, Romney alla sicurezza nazionale contro i clandestini (perlopiù latino-americani). Ma il sostenitore Jeb Bush frena il candidato conservatore: “Troppo estremismo, sviluppare una cultura d’inclusione verso gli immigrati”.
IMMIGRAZIONE E PRESIDENZIALI USA: PERCHE’? -Uno dei principali temi su cui si stanno giocando le presidenziali americane tra Barack Obama ed il repubblicano Mitt Romney ( sfidante ufficiale del presidente uscente dall’aprile scorso), è l’immigrazione e la conquista del voto dei latinos, gli immigrati ispanici. Questo perché gli USA sono meta di un’immigrazione massiccia e costante, spesso clandestina (peraltro un’immigrazione in cui, per la prima volta in questo periodo, asiatici benestanti hanno superato quasi del 20% gli ispanici, secondo un recente rapporto del “Pew Research Center”, il quale fa dipendere ciò probabilmente dai respingimenti proprio degli “irregolari” ispanici alle frontiere).
LA “SANATORIA” DI OBAMA – Per affrontare la questione immigrazione Obama e Romney propongono due linee opposte. Quella del presidente democratico Obama assomiglia alla linea del nostro Pd, basata sull’accoglienza degli immigrati. Pertanto il mese scorso egli ha annunciato una “sanatoria” per regolarizzare 800.000 giovani immigrati, a condizione che siano entrati negli Stati Uniti quando erano molto piccoli, che non abbiano commesso alcun reato, che abbiano studiato o stiano studiando tutt’ora. Con questa mossa Obama vuole soprattutto conquistare i voti dei latini, a circa cinque mesi circa dall’ ”Election Day”. In particolare Obama promette il “divieto di espulsione” per chi è arrivato negli USA prima dei 16 anni, abbia meno di 30 anni, ed abbia vissuto in America almeno 5 anni consecutivi. Coloro che rispondono a tali requisiti potranno godere di un permesso di soggiorno rinnovabile ogni due anni e a vita.
ABOLIZIONE DELLA LEGGE SULL’IMMIGRAZIONE DELL’ARIZONA – Per ora la strategia elettorale del presidente Obama sembra vincente, soprattutto grazie all’abolizione della Legge sull’immigrazione dello Stato dell’Arizona: la n. 1070 voluta dalla governatrice Jan Brewer nell’aprile 2010. Tale norma è stata giudicata “razzista e punitiva” nei confronti degli immigrati, poiché garantiva, in nome del “ragionevole sospetto di clandestinità” ad enti pubblici e polizia, di effettuare controlli e arresti, di bloccare le domande o lo svolgimento di un rapporto di lavoro di immigrati non registrati alle autorità. Di ciò avrebbero dovuto rispondere, anche penalmente, l'amministrazione attuale. L’abolizione della 1070 è stata apprezzata in particolare dagli immigrati ispanici.
ROMNEY PUNTA SULLA SICUREZZA NAZIONALE – Il repubblicano Romney si fa invece portavoce di una linea simile a quella del nostro “Centro-destra”. In un’intervista del mese scorso a “Fox News” l’ex governatore del Massachussetts ha garbatamente fatto capire che, se venisse eletto presidente, farebbe il contrario di quanto promesso da Obama. Parlando di “quelle persone che vengono qui perché portate dai loro genitori” ( perciò non è “colpa loro”, se sono immigrate?), Romney ha dichiarato che il problema fondamentale è "rendere sicuro il confine" (riferendosi proprio ai clandestini latino-americani) e ha detto che "ci vuole una riforma dell'immigrazione più ampia" rispetto a quella di Obama. “
LE RISERVE DI JEB BUSH - I repubblicani sono già stati ammoniti "per eccesso di estremismo" niente meno che dal sostenitore Jeb Bush, fratello dell'ex presidente George W. ed ex governatore della Florida, che, in caso di vittoria, lo stesso candidato conservatore potrebbe scegliere come suo vice. Jeb Bush, sposato con una donna messicana, ha dichiarato che per la sua famiglia "la riforma dell'immigrazione è prioritaria" e si è chiesto se "appena si affronta il tema degli immigrati bisogna per forza parlare di muri da erigere alla nostra frontiera" o se non sia invece il caso di "sviluppare una cultura d'inclusione" verso gli immigrati. Chi sarà dunque il prossimo presidente degli Stati Uniti d'America? Mr. Accoglienza Obama, il capo di Stato ora in carica, o Mr. Sicurezza Nazionale Romney, sponsorizzato da un'intera, ma cauta famiglia Bush?