Usa 2012: lo scoglio Florida e gli sconosciuti democratici

Domenica 29 Gennaio 2012 15:13 Mario Pagano World - Politica
Stampa PDF

Le primarie per le Presidenziali negli Stati Uniti sono ormai entrate nel vivo, anche se si è votato solo in pochi Stati (Iowa, New Hampshire, South Carolina e il 31 gennaio in Florida). La data del 6 marzo 2012, il SuperMartedì che porterà al voto mezza America, è sempre più vicina e a quel punto la situazione potrebbe essere molto più chiara e precisa. Dove ha portato quindi sino ad oggi la corsa alla Casa Bianca? Gli scenari, sia sul fronte repubblicano che su quello democratico, sono i più diversi e la partita è ancora profondamente aperta. Si aspettano colpi di scena ma anche colpi bassi, in particolare sul fronte mediatico, il vero campo di battaglia della politica statunitense.

 

 

I REPUBBLICANI - Nel Partito Repubblicano i superstiti sfidanti di Obama sono l'ex governatore del Massachussets Mitt Romney (il favorito), Rick Santorum, Newt Gingrich (ex Speaker della Camera dei Rappresentanti) e Ron Paul, dal Texas. Dopo la vittoria in Iowa per pochi voti, Romney ha trionfato nel New Hampshire con il 39,3% dei voti raccogliendo 7 delegati, seguito a sorpresa da Ron Paul, l'anziano liberale 76enne, che ha conquistato il 22,9% dei voti e 3 delegati. Huntsman (poi ritiratosi) era risultato terzo (16,9%) e Gingrich quarto (9,4%). le certezze di Romney però sono state stravolte il 21 gennaio, con il voto in South Carolina: Gingrich è risultato il più suffragato con il 40,4% dei voti, conquistando ben 23 delegati, seguito da Romney, staccato di oltre 12 punti (27,8%), Santorum (17%) e Paul (13%). Ora, alla vigilia del voto in Florida è un testa a testa fra Gingrich e Romney e gli scenari sono davvero imprevedibili. Il 26 gennaio i quattro candidati hanno duellato in tv sulla CNN, nell'ultimo dibattito televisivo prima del voto in Florida. Tomney è apparso molto aggressivo nei confronti di Gingrich e secondo i media americani ha prevalso sullo sfidante principale, specialmente dopo che l'ex speaker ha affermato di voler installare una colonia spaziale sulla luna per poi annetterla come 51esima stella della bandiera Usa. Del resto Romney non ha fatto di meglio, avendo giustificato quegli 8 milioni di dollari alle isole Cayman dicendo che a gestire tutto è un blind trust di cui lui è all'oscuro, ma rispedisce l'attacco al mittente dicendo: «Anche tu hai investimenti, in Fannie Mae e Freddie Mac! (il gigante dei mutui statunitense, ndr)». Gli ultimi sondaggi danno Gingrich in testa a livello nazionale con il 37% contro il 28% di Romney, ma quest'ultimo sembra voler ottenere la sua rimonta a tutti i costi.

LA SORPRESA PAUL – La vera sorpresa, però, potrebbe essere l'anziano Ron Paul. Di lui si stanno interessando tutti i più importanti quotidiani del mondo, tra cui anche l'italiano Il Sole 24 Ore che in un articolo del 4 gennaio parlava così del Texano: «Le idee iconoclastiche del nonno libertario Ron Paul stanno esercitando un fascino incontenibile sugli elettori più giovani e impressionabili, e il fenomeno sta preoccupando non poco l'establishment repubblicano. Anche se Ron Paul non ha alcuna chance di essere eletto presidente degli Stati Uniti proprio a causa di quelle idee iconoclastiche, la sua influenza sulle nuove generazioni è destinata a cambiare il discorso politico della destra americana e a giudicare dal solido terzo posto nelle elezioni in Iowa (21% dei voti) a modificare la piattaforma del Partito. […] Ron paul non ha paura di scandalizzare, di distaccarsi dalla linea di partito, di creare controversie, di provocare, e questo atteggiamento puro, genuino e onesto piace immensamente ai più giovani. […] Osteggia le nuove leggi antiterorismo che limitano le libertà individuali, propone la liberalizzazione di tutte le droghe, pesanti e leggere, e si dichiara pronto a tagliare 1000 miliardi di dollari dal deficit pubblico, riducendolo praticamente a zero: parole poco credibili dalla bocca di un candidato qualsiasi ma non da quella di Ron Paul. Il paladino dei libertari, i cosiddetti anarchici di destra, ha anche un chiaro messaggio pacifista, non per motivi idealistici ma pragmatici: le guerre costano troppo, sottraggono indebitamente risorse dalle tasche dei contribuenti, e con quale risultato? L'America non ha l'obbligo di essere il poliziotto del mondo, e dovrebbe smettere di elargire aiuti ai suoi alleati, da Israele alla Turchia».

I DEMOCRATICI – Nel Partito Democratico la situazione è molto meno avvincente. Il Presidente uscente Barack Obama è particolarmente impegnato sul fronte politico a causa della riforma fiscale che cercherà di attuare nelle prossime settimane. Secondo quanto detto da Obama nel discorso sullo stato dell'Unione, la nuova legge dovrebbe imporre un'aliquota almeno del 30% per chi guadagna più di un milione di dollari l'anno. Sul lato elettorale invece il Presidente è dato ancora come favorito nei sondaggi e può contare sulla forte assenza di alternative all'opposizione perchè nessuno dei candidati repubblicani sembra in grado di poter insidiare la sua permanenza a Washington. Tuttavia, nonostante il completo silenzio e disinteresse dei media italiani, ci sono altri candidati oltre ad Obama nel Partito Democratico per le Presidenziali di novembre. Questi “sconosciuti” (in Italia) sono Darcy Richardson, Randall Terry e Vermin Supreme. Il primo, Richardson, 56 anni, è un blogger americano esperto di assicurazioni industriali, autore di quattro volumi sulla storia dei Partiti di minoranza negli usa (Third Party Politics). Si candida per via del progressivo disinteresse della gente per la politica e del costante immobilismo nel Partito Democratico che, a suo dire, si starebbe allontanando dai suoi valori più importanti. Randall terry invece è un 53enne attivista Pro-Life, convinto che l'aborto sia un crimine che merita la pena capitale. È il fondatore della Operation Rescue National, un'organizzazione che si oppone con forza all'aborto, alle religioni non cristiane e all'omosessualità. Terry è stato arrestato circa una quarantina di volte proprio per via delle sue manifestazioni pubbliche contro l'aborto. La prima volta perchè si era incatenato ad un lavabo in una clinica per aborti. Tra i candidati democratici però il più stravagante è senza dubbio Vermin Love Supreme. Cinquant'anni, artista di strada anarchico, indossa sempre un enorme scarpa come cappello. Supreme propone una legge su come lavarsi i denti, promette un pony per ogni americano ed una legge per lo sfruttamento dell'impressionante forza degli zombie. Si candida quasi ininterrottamente dal 1988 alle Presidenziali ed alle elezioni locali di diversi Stati. Nel 2000 si dichiarò “Imperatore del Nuovo Millennio” e da allora questo è rimasto il suo cavallo di battaglia. Il 19 dicembre, al Lesser-Known Democratic Candidates Presidential Forum nel New Hampshire, in cui erano presenti anche Terry e Richardson, Supreme è balzato in piedi e ha cominciato a bombardare Terry con del glitter, urlando: «Gesù mi ha detto di far diventare gay Terry!». Nonostante le loro indiscusse capacità mediatiche, non sembra possibile che questi tre coraggiosi candidati possano minimamente sperare di poter essere scelti come candidati finali nella corsa alla Presidenza. Obama e il mondo intero attendono, staremo a vedere.

Ultimo aggiornamento Domenica 29 Gennaio 2012 19:23

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

150 anni d'Italia

La Vignetta

PhotoGallery

  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria

Editoriali

Analisi - L'Italia è in svendita?
Martedì 24 Gennaio 2012 Rosanna Terminio
Immagine
Il 2011 si é concluso con la notizia dell'acquisto di una partecipazione nel gruppo Ferretti, produttore di yatch di lusso, da parte dell'azienda cinese Shandongh Heavy Industry Group (SHIG). Nello stesso periodo dell'anno precedente una azienda cinese ha comprato l'azienda Cantieri Navali di Lavagna in bancarotta Leggi tutto...
F-35 o Eurofighter Typhoon, per l’Italia è scelta strategica
Mercoledì 04 Gennaio 2012
Immagine
Sulle pagine di quotidiani e riviste, sui blog e nei social network impazza il dibattito sul ventilato acquisto da parte dell’Italia di centotrentuno velivoli militari F-35 per una somma pari a quindici miliardi di euro. Questo proprio mentre il governo vara una manovra da ventitré miliardi definita sovente «lacrime e sangue». In risposta a tale presunta assurdità, i cittadini chiedono più spesa sociale e i pacifisti reclamano ulteriori tagli per la difesa. È errato però porre il problema in termini così semplicistici. FusiOrari vuole guardare oltre una prospettiva ideologica, analizzando pragmaticamente il perché, il come e le eventuali alternative all'acquisto degli F-35. Leggi tutto...
FusiOrari in Cina, alla scoperta del Gigante “ignoto”
Martedì 06 Dicembre 2011
Immagine
SHANGHAI - Se per strada fermaste dei passanti e chiedeste loro dove si trova la Cambogia e quali siano i tratti caratteriali dei cambogiani, pochi sarebbero in grado di rispondere. Una cosa simile si verificherebbe per il Bangladesh, l’Indonesia, e così via. Se però domandate anche a una sola persona se ha cognizione o un’opinione sulla Cina e sui cinesi, quasi certamente si lancerà in analisi geopolitiche, sociali e culturali ripercorrendo la gran parte degli stereotipi occidentali sulla discendenza di Mao. Leggi tutto...

Il Meteo