NATO 2020, la nuova strategia

Mercoledì 24 Novembre 2010 16:39 Davide Borsani World - Politica
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Un vertice memorabile che decreta la nascita della NATO 3.0”. Così il Segretario Generale Rasmussen sul summit dell’Alleanza Atlantica tenutosi a Lisbona il 19 ed il 20 novembre scorso. Trepuntozero per far fronte alle “nuove sfide alla sicurezza del XXI secolo”. Gli Alleati hanno tracciato le linee guida della loro strategia difensiva per i prossimi dieci anni. Sul tavolo, tanto per iniziare, le relazioni con la Russia, lo scudo missilistico, la lotta alla proliferazione nucleare e la guerra in Afghanistan.

La NATO ha revisionato ufficialmente, e per la terza volta, la propria strategia dalla caduta del Muro di Berlino. Perfezionando e approfondendo il “Concetto Strategico” del 1999 - che fu firmato a Washington durante il meeting che celebrava i 50 anni del Patto Atlantico - la vocazione globale atlantista è stata enfaticamente ribadita. Non solo. In Portogallo, le relazioni con la Russia, l’ex nemico della Guerra Fredda, hanno goduto di un’accelerazione storica: Mosca è sempre più vicina a Bruxelles (e, quindi, a Washington). Last but not least, grande attenzione - e non poteva essere altrimenti - è stata dedicata al conflitto afghano per il quale è stata pianificata una "exit strategy".

NATO 2020 -
L’articolo 5 del Trattato del 1949 è, e rimarrà, il cardine della NATO e della sua strategia. Anche a Lisbona ne è stata ribadita solennemente la centralità. Un attacco ad un Paese membro va considerato un attacco contro tutti, e tutti vi devono rispondere nei modi a loro più congeniali. La sicurezza delle due sponde dell’Atlantico rimane unica ed indivisibile, così come inscindibili sono gli interessi ed i pericoli che Stati Uniti ed Europa condividono. Ed a questo deve, o meglio dovrebbe, corrispondere una più equa ripartizione dei compiti, delle responsabilità e soprattutto dell'entità dei finanziamenti richiesti ai vari membri. Per quanto riguarda la pura dottrina strategica, in un’era dove la minaccia di un attacco nucleare è “estremamente remota”, il ruolo della NATO è gestire, risolvere ed eventualmente anticipare crisi internazionali che minano, o rischierebbero di minare, gli interessi nazionali dei Paesi euro-atlantici. Parimenti, combattere il terrorismo internazionale, la criminalità cibernetica, il narcotraffico, la pirateria e garantire la protezione delle riserve energetiche sono le altre principali sfide a cui l’Alleanza è chiamata a rispondere. Insomma, insidie globali per una NATO che si riserva di agire caso per caso oltre i propri confini. E certamente non è una novità. Infatti, Bosnia e Kosovo prima ed Afghanistan dopo avevano già tracciato il percorso ed avviato il processo evolutivo extra-regionale. Lo stesso “Concetto Strategico” del 1999 aveva già definito cosa fossero le missioni “fuori area”. Su questa scia, dunque, il documento portoghese si propone di rimarcare il ruolo globale dell’Alleanza.

DALLO SCUDO AL NUCLEARE  -
Dopo lunghe diatribe e reticenze, in particolare di matrice turca, l’accordo per la realizzazione di uno scudo antimissile in difesa degli Alleati europei è stato raggiunto all’unanimità. In effetti, Ankara, con un occhio all’Unione Europea ed una mano sul Medio Oriente, aveva intralciato a più riprese le trattative imponendo di non citare esplicitamente Iran e Siria come potenziali minacce. E nonostante i capricci francesi, è stata accontentata. Inoltre, aspetto di non secondaria importanza, rimaneva dubbia la copertura garantita allo stesso territorio turco. Diplomaticamente, però, è stata trovata un’intesa: si andrà “verso” una copertura totale dell’area dell’Alleanza. Dunque, entro il 2020 la popolazione e le basi militari NATO dovrebbero essere immuni dalla minaccia di un attacco missilistico. Teheran e Damasco sono avvisate. La lotta alla proliferazione nucleare è stato l’altro grande punto su cui gli Alleati europei nei mesi scorsi si erano divisi. Da un lato, la Germania esigeva la rimozione totale delle vecchie testate nucleari dal Vecchio Continente, in particolare dal suo territorio. Dall’altro, Francia ed Inghilterra, già potenze nucleari, ne rivendicavano orgogliosamente il possesso.  Come sempre, l’accordo è stato trovato a metà strada: le testate saranno smantellate quando la minaccia nucleare sarà scomparsa. E, quindi, probabilmente mai.

L’EX NEMICO -
Alla fine la Russia ha accettato il caloroso invito di Rasmussen a sedere al tavolo dei Ventotto del summit lusitano. E gli Alleati l’hanno ripagata comunicando ufficialmente che Mosca non è più in alcun modo una minaccia per la NATO. Anzi, la sua collaborazione è ritenuta di primaria importanza per affrontare le nuove sfide globali, in particolare il terrorismo ed il narcotraffico, senza ovviamente dimenticare il supporto già concesso per l’Afghanistan. E il Cremlino concorda. Comunque, nel corso degli ultimi anni, l’Alleanza Atlantica aveva già progressivamente fatto della partnership con la Russia uno dei suoi fondamenti strategici. Ma lo Stato maggiore russo, e di riflesso la classe politica, erano volutamente rimasti pressoché sordi alle richieste di un rafforzamento del legame. Infatti, l’atteggiamento ritenuto ostile dei Paesi baltici neo-atlantici ed il minaccioso progetto dello scudo missilistico generavano un denso senso di sfiducia verso l’Alleanza, acuito non poco dalla recente guerra con la Georgia. A sorpresa, però, l’intesa tra le due parti a Lisbona è arrivata proprio a seguito della richiesta atlantica di dialogare sullo scudo missilistico. E questo sembrerebbe già di per sé memorabile. In più, se la Russia continuasse a raccogliere la mano tesa della NATO, come trasparirebbe dalle dichiarazioni ufficiali, la condivisione dello scudo con il relativo arsenale sarebbe l’inizio di una nuova stagione per la sicurezza mondiale. A quel punto, un giorno la stessa Russia potrebbe addirittura richiedere l’adesione all’Alleanza Atlantica. Nonostante sia realisticamente improbabile nel breve-medio periodo, Medvedev conferma: "sebbene oggi non sia all'ordine del giorno, la questione della nostra entrata nella NATO in futuro potrà essere discussa".

VIA D’USCITA -
La missione militare in Afghanistan continuerà ufficialmente sino al 2014, data entro la quale la fase di transizione sarà ultimata e le Forze Armate afghane saranno in grado di garantire la sicurezza del proprio territorio. Questo è il risultato dei negoziati portoghesi tra Rasmussen ed il Presidente Karzai. In verità, nel corso del 2009, Obama aveva propagandisticamente ipotizzato il ritiro dei soldati americani nel luglio 2011. Poi, però, aveva dovuto rettificare: sarebbe stata solo una parziale ed iniziale riduzione delle truppe. Infine ora, in seguito alle pressioni del generale Petraeus, pare che l’impegno degli Stati Uniti continuerà sino a quando servirà: saranno le condizioni sul campo a determinare il ritiro, non le scadenze temporali. Anche se c’è da scommettere che, in vista delle presidenziali del 2012, nel luglio dell’anno prossimo qualche americano farà davvero ritorno a casa. E sicuramente nei prossimi dodici mesi alcune province già pacificate (come quella di Herat in mano agli italiani) saranno consegnate alle forze afghane. I contingenti NATO che avranno portato a termine il loro compito, però, non saranno ritirati, ma trasferiti ad altre aree. L’Italia, per esempio, si concentrerà su Farah. Guardando al 2014, il “modello ritiro-Iraq” potrebbe essere replicato: la missione militare avrebbe ufficialmente fine, ma l’attività di addestramento delle locali Forze Armate e della polizia sarebbe prolungata e sostenuta dai contractors, seppur quest’ultimi invisi a Karzai. D’altro canto, l'esito del conflitto in Afghanistan è cruciale per la NATO in quanto alleanza militare. E questo benché , ormai, nessuno al quartier generale di Bruxelles parli più di “vittoria”, semmai di “uscita onorevole”. Per Henry Kissinger, braccio destro dell'allora Presidente americano Nixon, “onorevole” doveva essere la pace sul Vietnam del 1973, in modo da permettere agli Stati Uniti di uscire dalla guerra né vinti né vincitori. Dopo quasi quarant’anni, Washington si trova in una situazione non troppo differente.

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Febbraio 2011 23:50

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