Sono poche le figure politiche che riescono ad avere un protagonismo sulla scena internazionale pari a quello di cui gode l’attuale presidente del Venezuela. Specie per un Paese in via di sviluppo , con un’ importanza relativamente scarsa nello scacchiere geopolitico mondiale. A partire però dal 1998 la sua notorietà ha goduto di una copertura mediatica senza precedenti. Quali sono le cause che hanno sconvolto il relativamente basso profilo di questo stato Sudamericano negli ultimi anni? E quali sono i risultati di un’amministrazione che ancora oggi non sappiamo come verrà giudicata dalla storia? A questi ed altri interrogativi tenteremo di dare risposta con questa indagine in tre parti che intendono raccogliere, per quanto possibile, le diverse realtà presenti nel Paese.
Uscito dal periodo della colonizzazione nei primi dell’ottocento il Paese attraversò una fase di sviluppo democratico che lo vide, nel novecento, teatro di tre diverse dittature militari, per una durata complessiva di poco più di quarant’anni. Non sono mancate alcune intermittenze liberali grazie anche ad una forte influenza Europea, come risultato delle massicce migrazioni di metà del novecento. Fu però nel 1958, dopo l’ennesimo colpo militare, che il Paese poté acquisire finalmente un’organizzazione sistemica di tipo liberal democratico e grazie a ciò, ad oggi, ha visto soltanto sei capi di stato compreso l’attuale presidente Hugo Chàvez. Non sorprende dunque, che un leader dal così forte carisma abbia saputo cogliere, in un Paese vittima di un benessere sociale atrofizzato, i bisogni e le aspettative di una classe popolare con gravi problemi di povertà. Classe sociale che è stata protagonista indiscussa nell’ultimo decennio e che ha permesso a Chàvez di mantenere un potere particolarmente esteso negli ultimi 12 anni, rendendo la re-elezione nel 2012 una possibilità molto concreta.
CHI E' HUGO RAFAEL CHAVEZ FRIAS? Nato a Sabaneta il 28 Luglio 1954. Cresciuto tra enormi difficoltà economiche si arruolò nell’ Accademia Venezuelana di Arti Militari dove ottenne la laurea in Scienza e Arti Militari. Di indole anticonformista, intellettualmente irrequieto, Chàvez sviluppò la sua ideologia socialista all’ombra di personaggi come Marx o Lenin, ma soprattutto interiorizzò il pensiero del libertador Simon Bolivar, forgiando per l’appunto il “Movimento Bolivariano Revolucionario” nel 1983 mentre faceva parte delle forze armate, situazione che le permise di guadagnarsi il rispetto e l’ammirazione di buona parte dei militari. Il suo primo tentativo di andare al potere fu un colpo di stato perpetrato il 4 Febbraio 1992 nel quale persero la vita 14 persone ed altre 53 ne risultarono ferite. A conseguenza di ciò, Chàvez ed altri golpisti furono imprigionati finché non ottennero la grazia presidenziale dal governo Caldera nel 1994, il quale aveva un disperato bisogno dell’appoggio dei partiti di sinistra che avevano favorito il colpo di stato contro il governo precedente. Grazie al fascino e all’ammirazione che suscitava tra le masse, abile oratore dal linguaggio semplice quanto poderoso, Chàvez riuscì a mobilitare il voto popolare come non era mai successo prima di allora. Il 6 Dicembre 1998 con il 56,2% dei voti il Venezuela iniziava il periodo più controverso della sua travagliata vita politica.
RETORICA COINVOLGENTE O RISULTATI SORPRENDENTI? Quanto l’esperimento socialista Venezuelano sia stato un successo dipende dai punti di vista con cui si analizza la situazione odierna del Paese. Prove, statistiche e fatti non sono mai stati così messi a dura prova come durante il governo Chàvez. Tuttavia, indipendentemente dalle simpatie o delle opinioni contrarie, risulta sorprendente come la politica Chavista abbia attuato molti programmi per combattere la povertà attraverso le cosiddette “Misiones Bolivarianas”. Motivo di orgoglio è stato, nel 2005, il raggiungimento dello status di territorio libero dall’analfabetismo con circa il 97% della popolazione in grado di leggere ed scrivere.
LOTTA ALLA POVERTA' - Non meno importante risulta il fatto che gli indici di povertà durante il governo Chàvez si siano drasticamente ridotti. Diverse sono le cifre a sostegno, L’INE (Istituto Nazionale di Statistica), ad esempio, parla di una diminuzione in termini di povertà di ingressi dal 70% nel 1996 al 23% nel 2009 e di una diminuzione della povertà estrema dal 42% al 9,5% nello stesso periodo. Coerente a queste cifre risulta la creazione di nuovi posti di lavoro che hanno permesso la diminuzione della disoccupazione di ben il 50% raggiungendo nel 2009 il 6,1%. Dati che sembrano in linea con la forte diminuzione del debito pubblico che è passato dal 73,5% del PIL nel 1998 al 14,4% nel 2008, facendo si che il Venezuela fosse il Paese in via di sviluppo con il minor tasso di indebitamento al mondo.
SALUTE E RIFORME SOCIALI - Interessante è inoltre il progetto di cooperazione tra Cuba e Venezuela che vede all’opera personale medico cubano per garantire l’accesso, libero e gratuito, alle salute nelle aree più colpite dalla povertà estrema. Ad oggi sono stati creati 4500 consultori medici e la mortalità infantile è diminuita di 5 punti dal 2003 al 2009. Inoltre il governo investe ben il 4,2% del PIL nel settore salute. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, consistenti sono i sussidi che coprono circa 14 milioni di persone (metà della popolazione) e che permettono di acquistare generi alimentari a prezzi agevolati. Inoltre la somministrazione di acqua potabile raggiunge il 92% della popolazione.
IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA - Di fronte a queste cifre che sembrano parlare da sole molti critici hanno relativizzato l’importanza dei traguardi raggiunti o mettono in dubbio molte delle cifre ufficiali che il governo utilizza per promuovere e approfondire le sue politiche. Tuttavia in molti casi, le obiezioni fatte al governo Chàvez, spesso preda di un esasperante ottimismo statistico (gestito per altro da informazioni esclusivamente ricavate da istituzioni ufficiali fortemente favorevoli al governo), sono molto lontane dall’essere infondate...
(1 - continua)