
Quanto e come spendono gli europei nel tempo libero? L'ultimo rapporto della Confcommercio “Europa Consumi”, relativo al 2008, fornisce un quadro completo della struttura di spesa per Stato e per funzione di consumo; prima di analizzare questi dati, però, è utile chiarire quanto tempo e quanto denaro hanno a disposizione gli europei nei vari Paesi dell'Unione.
COM'È IL PORTAFOGLIO- Scorrendo i dati Eurostat sul Pil pro capite nel 2008, risulta che i cittadini più ricchi sono quelli del Lussemburgo con 81.200 euro l'anno, seguiti a distanza da olandesi (36.300 euro), austriaci (34.000 euro) e belgi (32.200). I redditi più modesti si collocano invece in Bulgaria (4.700 euro), Romania (6.500 euro), Polonia (9.500 euro) e Lituania (9.600 euro), tutti ben al di sotto della media dell'Ue a 27 Paesi, che si attesta a 25.000 euro. L'Italia, con i suoi 26.200 euro l'anno per abitante, si posiziona appena al di sopra della media europea, ben distanziata da Francia e Germania, dove il reddito a disposizione dei cittadini supera i 30.000 euro annui.
QUANTO LAVORO E QUANTO RELAX- Resta ora da capire quanto è il tempo che gli europei dedicano, o meglio, possono dedicare, agli hobby, al relax o ai viaggi, insomma a tutto ciò che non è lavoro. I dati Eurostat del 2010 mostrano che nell'Unione Europea la settimana lavorativa media per gli impiegati full time dura circa 40,4 ore. I più stakanovisti sono gli inglesi, che dedicano alla fabbrica o all'ufficio una media di 42,2 ore a settimana, seguiti da bulgari e cechi che si fermano a quota 41,2. La settimana full time più leggera si concentra nel nord Europa e, più precisamente, in Danimarca (37,7 ore), Irlanda (38,4 ore) e Olanda (38,9), seguite dall'Italia, che si colloca ai piedi del podio con 39 ore settimanali. Da non sottovalutare sono poi i dati relativi alla diffusione del part-time e al numero di ore lavorative che esso implica, diverso da Paese a Paese. Stando sempre ai dati relativi al 2008 (per poterli meglio confrontare con quelli di “Europa Consumi”), se la media europea registra un part-time che prevede 20,2 ore di lavoro settimanali, queste possono diventare meno di 19 in Danimarca, Germania, Irlanda e Spagna, oppure salire oltre le 24 in Ungheria, Romania e Svezia. In Olanda quasi la metà dell'impiego (47%) è part-time, quindi quasi la metà degli impiegati olandesi lavorano 19,9 ore alla settimana, circa 4 ore al giorno esclusi sabato e domenica. Quote consistenti di part-time sono presenti in Svezia (26,6%), Germania (25,9%), Regno Unito (25,3%, con 19,3 ore lavorative a settimana), Danimarca (24,6%) e Austria (23,3% con 20,9 ore settimanali). L'orario ridotto non è invece molto diffuso in Bulgaria e Slovacchia, dove non assorbe nemmeno il 3% dell'impiego e questi due Paesi sono anche tra quelli in cui la settimana full time è più pesante, con 40,6 ore per la Slovacchia e 41,2 per la Bulgaria. In Italia il part-time è meno frequente rispetto alla media europea, 14,3% contro 18,2% e prevede un monte di ore a settimana pari a 22,1.
CONSUMI NEL TEMPO LIBERO- Precisato dunque quanto hanno in tasca e quanto tempo libero hanno a disposizione, passiamo ora ad analizzare come gli europei spendono quando non sono al lavoro.
In Europa il totale dei consumi pro capite nel 2008 è stato di 14.093 euro, di cui 1.729 destinati complessivamente al tempo libero. Il Paese che fa registrare i livelli più alti di spesa è il Lussemburgo, con 29.830 euro annui per persona, di cui 2.853 investiti nel free time. Il Paese è però solo al terzo posto per consumi destinati al tempo libero, dietro a Regno Unito con 3.104 euro a persona su 17.990 euro di spese totali, e Austria con 2.924 euro pro capite su 18.153. Al quarto posto si colloca la Danimarca, dove i cittadini spendono ciascuno 2.556 euro l'anno per il tempo libero su una spesa totale di 20.494 euro. I Paesi più parchi nel leisure time risultano invece la Bulgaria, con 233 euro di spesa a persona su 3.032 complessivi, la Romania, con 359 euro su 4.105, la Polonia, con 520 euro su 5.672 e la Lituania, con 528 euro su 6.231.
La voce di spesa più significativa è quella dei servizi ricreativi e culturali, che assorbe in Europa una media di 463 euro all'anno. Gli Stati che spendono di più in questo settore sono Austria (731 euro), Danimarca (715 euro), Grecia (629 euro), Regno Unito (667 euro) e Svezia (651 euro), mentre i valori più bassi sono toccati da Bulgaria e Romania, rispettivamente a quota 40 e 82 euro.
Il secondo ambito più importante è quello dei computer e dell'elettronica di consumo, che costano in media in un anno 247 euro per ogni abitante. Danimarca e Regno Unito ci spendono 489 e 480 euro all'anno, mentre i Paesi dell'Est si mantengono intorno ai 100 euro. Bulgaria (54 euro) e Romania (49 euro) sono i fanalini di coda.
VACANZE E LETTURE- E per le vacanze, quanto spendono gli europei? Secondo il rapporto della Confcommercio la media europea annuale pro capite per alberghi e campeggi è di 221 euro, abbondantemente doppiato da Austria, Grecia e Lussemburgo, dove la spesa è rispettivamente di 654, 531 e 496 euro. Meno propensi a spendere per le vacanze i polacchi (31 euro annuali pro capite) e bulgari e slovacchi (43 euro). Chi preferisce rivolgersi alle agenzie per pacchetti vacanza spende invece in media 143 euro all'anno in Europa, con punte di 480 euro nel Regno Unito, di 418 in Lussemburgo e 409 in Belgio. Non spendono invece più di 8 euro all'anno i romeni e anche la Francia, che pure è uno degli Stati europei in cui la spesa per il tempo libero è più cospicua, non supera i 20 euro all'anno per persona, poco meno dei 24 euro di Lettonia e Lituania. Piuttosto bassa anche la spesa degli italiani, che si mantengono a quota 43 euro.
Per giornali, libri e cancelleria ciascun europeo spende in media 204 euro all'anno: i lettori più appassionati sono i lussemburghesi, con 449 euro pro capite, i tedeschi, con 304 euro, e gli olandesi, con 303 euro, mentre bulgari e romeni destinano a libri e giornali solo 25 e 34 euro all'anno.
Molto importante è anche la voce “altri articoli ricreativi”, al quale sono indirizzati ben 258 euro per cittadino europeo all'anno. Regno Unito, Lussemburgo e Danimarca, con valori compresi tra i 350 e 580 euro, sono gli Stati in cui si registrano i valori più alti, mentre le solite Romania e Bulgaria si mantengono al di sotto dei 20 euro.
ITALIA E DIFFERENZE TRA PAESI- Dando un'occhiata all'Italia si può notare come la spesa complessiva annuale pro capite per il tempo libero ammonta a 1.603 euro, appena sotto la media europea di 1.729 euro. Il titolo di spesa più consistente è quello dei servizi ricreativi e culturali, con 425 euro, seguito da alberghi e campeggi che si attesta a 385 euro. Piuttosto consistente è anche la spesa per libri e giornali (228 euro), per computer ed elettronica di consumo (135 euro) e per altri articoli ricreativi (188 euro).
Il rapporto della Confcommercio sottolinea inoltre che tra il 1996 e il 2008 il gap tra le quote di spesa dei vari Paesi si è assottigliato, ossia che gli Stati in cui si registravano livelli di consumo inferiori si sono via via avvicinati ai più ricchi. I dati raccolti rilevano dunque un processo di omogeneizzazione in corso tra Paesi dell'Unione Europea, ma alcune differenze, dovute principalmente a specifici modelli culturali, sono destinate a perdurare. È il caso, per esempio, della spesa destinata all'ambiente domestico e al design, che in Italia tocca il 7,59% dei consumi e difficilmente scenderà a livello di Paesi come la Gran Bretagna, dove si aggira intorno al 5%. Tendenzialmente è inoltre più alta la spesa per bar e ristoranti nei Paesi aperti ai flussi turistici come Spagna (32,4%), Grecia (30,19%), Portogallo (27,9%) e Irlanda (25,7%) perché, spiegano gli analisti, in sistemi economici improntati a un determinato tipo di consumi, anche i residenti tendono a seguire quegli orientamenti di spesa.