Mercato del lavoro europeo, segnali positivi nell’ultimo rapporto ILO

Giovedì 09 Giugno 2011 20:23 Matteo Zaupa World - Attualità
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ILO

L’ILO Global Job Crisis Observatory, un braccio dell’International Labour Organization ha di recente pubblicato un rapporto sulla situazione del mercato del lavoro europeo. Dietro ad una apparente stabilità del tasso di disoccupazione (9,5%) si cela un aumento delle differenze tra i diversi paesi membri. Le migliori performances delle repubbliche baltiche e della Germania vengono compensate dalla diminuzione dell’occupazione in paesi che già facevano registrate tassi di disoccupazione elevati.

Anche la disoccupazione giovanile resta elevata, questa fascia di età potrebbe tuttavia beneficiare in maniera più consistente di una eventuale crescita dell’occupazione. Secondo il rapporto dell’Osservatorio segnali positivi vengono dalle imprese e dalla crescente attività di reclutamento in quasi tutti i settori. Infine appare limitato l’impatto netto delle attività di ristrutturazione sul mercato del lavoro europeo.

IL RAPPORTO DELL’ILO SULL’OCCUPAZIONE EUROPEA - “In Europa la ripresa occupazionale rimane debole, mentre aumenta la fiducia nel mercato del lavoro”. Questo è quanto emerge dal rapporto sulla situazione lavorativa europea redatto dall’ILO Global Job Crisis Observatory a maggio. Quattro sono gli aspetti chiave che emergono dal rapporto. Viene innanzitutto sottolineata l’apparente stabilità del tasso di disoccupazione europeo che continua ad attestarsi al 9,5%. Aumentano tuttavia le differenze tra le performances dei diversi paesi membri: in tredici di essi il tasso di disoccupazione diminuisce, mentre aumenta in dieci nazioni che già facevano registrare tassi di disoccupazione elevati. In secondo luogo la disoccupazione giovanile in Europa resta marcata con un tasso del 20,7%. Segnali di fiducia vengono dalle imprese: le assunzioni dovrebbero aumentare nel corso del prossimo mese. Il dato sembra confermato dalla crescente attività di reclutamento nella maggior parte dei settori. Infine le ristrutturazioni sono calate in aprile, tali attività hanno comunque avuto un impatto netto sul mercato del lavoro piuttosto limitato.

L’ILO GLOBAL JOB CRISIS OBSERVATORY - Ma cos’è l’ILO Global Job Crisis Observatory? Di cosa si occupa? L’ILO, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, venne creata nel 1919 in seno alla Società delle Nazioni. Obiettivo principale dell’ILO è da sempre la promozione di standard e diritti internazionalmente accettati per tutti i lavoratori, affinché essi possano ottenere “impieghi produttivi e rispettosi della dignità umana in condizioni di libertà, equità e sicurezza”. In seguito alla crisi dei mercati finanziari del 2008, divenuta presto una crisi economica con drammatiche ripercussioni sul mercato del lavoro, l’ILO ha creato un osservatorio specializzato denominato “ILO Global Job Crisis Observatory”. Ogni settimana l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite pubblica sul suo sito le ultime informazioni e statistiche, i documenti più recenti e le analisi più importanti per quanto concerne l’impatto della crisi sul mondo del lavoro. L’Osservatorio monitora inoltre le politiche che ciascun paese ha adottato a riguardo e redige rapporti sulla situazione del mercato del lavoro per ciascuna area regionale.

CRESCONO LE DIFFERENZE TRA I DIVERSI PAESI MEMBRI - Per quanto riguarda l’Unione Europea, nonostante la moderata ripresa economica, emerge, secondo l’osservatorio, una sostanziale stabilità del tasso di disoccupazione. Dopo una diminuzione di un punto percentuale a gennaio, esso si è attestato al 9,5%, risultato che poco si discosta dalla media dell’anno precedente (9,6%). Rimane invariato anche il tasso di disoccupazione dell’eurozona pari al 9,9%. Tuttavia, se si considera la situazione dei singoli paesi, questo risultato di apparente stabilità riflette un andamento delle performances tutt'altro che omogeneo. Durante il 2011 sono infatti aumentate le differenze tra i 27 stati membri: si passa dalla diminuzione di 2,9 punti percentuali del tasso di disoccupazione lettone all’aumento di 3,9 punti percentuali di quello greco. Complessivamente la disoccupazione è diminuita in 16 nazioni e questo ha portato al leggero miglioramento registrato a gennaio. In particolare le repubbliche baltiche, duramente colpite dalla crisi occupazionale, hanno visto una importante ripresa nell’ultimo trimestre del 2010. Anche paesi che già facevano registrare un tasso di disoccupazione piuttosto basso, come la Germania, hanno ulteriormente migliorato la loro performance grazie soprattutto all’incremento dell’occupazione maschile. Questi risultati incoraggianti sono tuttavia compensati dalla diminuzione dell’occupazione in 10 paesi europei, che peraltro avevano già elevati tassi di disoccupazione. Grave è il caso della Spagna degli “Indignados”: qui il tasso di disoccupazione, il più alto tra quello dei paesi membri, ha registrato a marzo un aumento di un punto percentuale che lo ha portato a quota 20,7%.

IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE RESTA ELEVATO - La situazione non sembra migliorare nemmeno per quanto riguarda i giovani europei. Stabile dal gennaio 2011, il tasso di disoccupazione giovanile si attesta al 20,7%, 4 punti percentuali più basso rispetto a quello registrato nel marzo 2010, ma comunque molto elevato, soprattutto rispetto alle altre fasce di età. Questo tasso è anche quello che presenta le maggiori differenze tra i diversi paesi: si passa dal 6,9% dei Paesi Bassi al 44,6% registrato in Spagna. Per quanto riguarda l’andamento nel corso dell’anno, il tasso di disoccupazione giovanile è diminuito in 13 paesi e aumentato in 12. L’aumento più significativo, + 8,2 punti percentuali, si è avuto in Grecia dove tocca così quota 36,1%. Diciotto paesi membri registrano tassi di disoccupazione giovanile superiori al 20%. Di questi, Irlanda, Grecia, Spagna, Lettonia, Lituania e Slovacchia superano il 30%. Unico dato incoraggiante è che una riduzione generale della disoccupazione potrebbe essere accompagnata da un marcato aumento dell’occupazione giovanile, come è successo nei Paesi Bassi e in Germania.

LE ATTIVITÀ DI RISTRUTTURAZIONE E IL LORO IMPATTO NETTO - Per quanto concerne le attività di ristrutturazione, l’ERM (European Restructuring Monitor) ha dichiarato che nell’aprile 2011 si è registrata una riduzione di tali attività. Secondo il rapporto dell’ILO esse avrebbero comunque avuto un impatto netto sul mercato del lavoro piuttosto limitato. Ad aprile sarebbero andati persi a causa di ristrutturazioni 16’898 posti di lavoro e ne sarebbero stati creati 12’090. La perdita di occupazione netta dovuta a tali attività appare quindi poco rilevante.

SEGNALI POSITIVI - Stando al rapporto dell’ILO segnali positivi sembrano provenire dal mondo dell’imprenditoria. In aprile un’indagine di mercato ha indicato che le imprese si aspettano di incrementare l’offerta di posti di lavoro nei prossimi mesi, in particolare nei settori industriale, finanziario, dei servizi e della vendita. Le prospettive di impiego sembrano decisamente migliorare rispetto ad inizio anno soprattutto per quanto riguarda il settore industriale e dei servizi. Queste previsioni sembrano confermate dal trend delle attività di reclutamento. Secondo l’indice “Monster Employment”, che monitora le offerte di lavoro online, in aprile esse sono aumentate del 3,8% rispetto al mese precedente e del 26% rispetto al 2010. I settori dei trasporti, della manifattura e ingegneristico guidano la crescita. Una flessione si registra soltanto nei settori dell’arte, dello sport e dell’intrattenimento. Anche secondo Eurociett, l'organizzazione europea delle agenzie per il lavoro, il settore delle agenzie interinali in Europa è cresciuto del 24,3% nel periodo che va da febbraio 2010 a febbraio 2011. Durante questi 12 mesi la crescita è stata ininterrotta. Segnali positivi questi, che lasciano sperare in un calo della disoccupazione nei prossimi mesi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Giugno 2011 21:10

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