E’ il paese degli spazi incontaminati, delle vaste foreste, dei fiumi infiniti e delle cascate possenti. Selvaggio, idilliaco, dove d’estate il sole non tramonta mai e in inverno l’aurora boreale tinge di luce il cielo nero. Questa, la Norvegia: la terra dei fiordi.
Un viaggio in Norvegia: perdersi tra storia e natura - Viaggiare indietro nel tempo e scoprite la ricca eredità storica della Norvegia, con i Vichinghi e i Sami. Sbarcate ad Olso, la capitale, per assaporare la forte cultura della costa e il suo patrimonio: dall’architettura, ai musei, dalla letteratura ai festival e i concerti. Città unica in cui vita urbana e natura si combinano perfettamente: il Parco di Vigeland, noto per “ospitare” ben 212 sculture di Gustav Vigeland, il sempre popolare trampolino dello sci e il Museo dello Sci di Holmenkollen e, il Museo delle Navi vichinghe sono solo alcune delle principali attrazioni di Oslo.
Itinerari creativi ed emozionanti - Bella, selvaggia, seducente. Una terra dove il comune visitare si trasforma in una vera e propria esplorazione: rafting, escursioni in canoa, sightseeing in barca, crociere tra i fiordi, percorsi in bicicletta nelle foreste, fo
to safari. Lasciatevi incantare dal Sognefjord, il fiordo più lungo e profondo della Norvegia, che si insinua per più di 200 chilometri fino ai piedi dello Jotunheimen; fatevi sorprendere da Brudesloret (il velo della sposa) e De syv sostrene (le Sette sorelle), le due cascate più famose che si tuffano nelle acque del Geirangerfjiord, parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO; lasciatevi rapire dalla dimensione magica e romantica della luce del sole di mezzanotte che avvolge il paesaggio norvegese e fatevi ammaliare dai vapori di luce color arancio, porpora, verde e rosso che, danzando nel cielo, danno vita all’aurora boreale.
Una destinazione invitante e sicura - Stabile, accogliente e altamente tecnologica, la Norvegia risulta essere una destinazione invitante e sicura. Una meta dove assaporare una diversa tipologia di viaggio, dove imparare a farsi trasportare in dimensioni altre, dove percepire il suono dei colori e il profumo del tempo.
Norvegesi e vacanze: flussi turistici in calo e principali destinazioni - Con un numero medio di 25 giorni di vacanza all’anno, i norvegesi, come in genere tutti i popoli nordici, considerano tale periodo come una scelta di vita ad alta priorità. Il periodo di vacanza viene, solitamente, suddiviso in tre o quattro “short breaks” durante l’anno, privilegiando i mesi di maggio e settembre. I mesi estivi sono i preferiti per i viaggi leisure : 2/3 della popolazione effettua almeno un viaggio con più di quattro pernottamenti durante l’estate. In crescita, inoltre, l’outgoing nei mesi invernali, con il 25% della popolazione che organizza il “winter break” puntando su destinazioni calde come le Isole Canarie. Giovani e famiglie, nel 2010, hanno mutato le proprie abitudini di viaggio effettuando un minor numero di viaggi e prenotando con minor anticipo; persino il segmento selfcatering (appartamento e ville), che costituiva uno dei maggior segmenti di crescita per l’outbound norvegese, ha subito un calo delle prenotazioni. Lo scorso anno, infatti, i norvegesi hanno effettuato un totale di 20,3 milioni di viaggi, tra domestici e outgoing, registrando una diminuzione del 8% rispetto al 2009 (22,1 milioni di viaggi). In tale periodo, le mete più popolari quali Spagna (-38%), Danimarca (-34%), Germania (-30%) e Gran Bretagna (-48%) (in ordine di preferenza) hanno subito una flessione rilevante. In tale contesto solo la Svezia ha ottenuto ottimi risultati con un aumento del 29%, mentre la Grecia è rimasta in posizione statica. I dati statistici dimostrano che l’Italia continua ad essere una destinazione “economicamente interessante” in quanto il gap dei prezzi con le altre destinazioni europee è stato assorbito; il Belpaese ha pertanto potuto beneficiare del flusso di ritorno da altri Paesi-destinazione come la Croazia, che ha svalutato in pochi anni il suo “value for money”, o Romania e Bulgaria, con un offerta di servizi troppo povera per continuare a piacere ai benestanti norvegesi. Da sottolineare, inoltre, che anche la Francia, uno dei maggiori concorrenti dello Stivale, sta perdendo consistentemente la sua presa sul mercato norvegese.
La “rivincita” delle donne e dei “senior”: le figure dominanti del mercato - In Norvegia l’elemento femminile svolge un ruolo-guida sulla decisione delle vacanze del nucleo familiare: le rilevazioni condotte da Statistics Norway hanno posto in evidenza che , in termini relativi, la maggior percentuale di viaggi vacanze ha riguardato soprattutto le donne, il cui numero di viaggi per anno cresce più velocemente di quello degli uomini, e gli anziani, il cui numero di viaggi cresce più velocemente di quello dei giovani. Infatti, la frequenza dei viaggi all’estero è un fenomeno che riguarda, in particolare, gruppi di consumatori tra i 25-44anni e tra i 45-64 anni, come rilevano
i dati statistici.
Una preferenza per l’estero: i motivi dell’”evasione” - Il livello reddituale del viaggiatore norvegese, uno dei più alti al mondo, non costituisce un limite alle possibilità di viaggio per nessuna classe di reddito, incidendo casomai sulla frequenza, sulla durata del viaggio e sulla scelta della destinazione. Il desiderio di sfuggire al rigido clima scandinavo (“evasione climatica”), in primis, legato alla voglia di scoprire nuove destinazioni (“evasione dalla routine”) e, alla ricerca di approfondimento culturale e arricchimento individuale spinge il consumatore turistico ad una propensione per le mete estere. Il crescente bisogno di personalizzazione della propria esperienza di viaggio, resa tanto più possibile dalla compresenza di sensibilità culturale e dalla disponibilità finanziaria, orienta sempre più il consumatore verso segmenti turistici di “nicchia”. L’interesse è rivolto a località balneari europee non di “massa” dove spiagge di qualità, elevate attrazioni culinarie, rispetto ambientale, tradizioni artistiche e vivacità culturale devono arricchire il tradizionale prodotto ed essere in grado di attrarre un turista evoluto e sensibile ai messaggi di qualità. Questo l’attuale trend “norvegese” distante da quello delle altre popolazioni nordiche, dagli svedesi in particolare.