L’Alleanza Atlantica come si prepara ad una crisi internazionale? E in che modo il nostro Esercito può direttamente contribuire alla causa? Con l’esercitazione “Noble Light 2010”, il NRDC-ITA, l’unico componente terrestre italiano della Forza di Reazione Rapida della NATO, risponde a queste domande.ADDESTRAMENTO – L’esercitazione Noble Light 2010, terminata il 13 ottobre e condotta principalmente tra Solbiate Olona e Bellinzago Novarese (Novara), si è proposta di testare gli uomini, la struttura e le procedure del NRDC-ITA nel condurre una missione a guida NATO. In un comunicato diffuso dal Capufficio Stampa Colonnello Francesco Cosimato, si chiarisce che la Noble Light è stata un’esercitazione basata su una trama ed entità fittizie ma con problematiche reali, avente “come riferimento uno scenario di crisi relativo ad un’area di sottosviluppo, in cui sono in corso una serie di conflitti e di disordini politico-sociali”. Scopo della missione è stato dunque sostenere la stabilità dell’immaginaria Cerasia dell’Est, ovvero il Corno d’Africa, garantendo la sicurezza del territorio, contribuendo alle operazioni umanitarie e all’addestramento delle forze di polizia locali e stabilendo una proficua collaborazione con gli innumerevoli attori (come le agenzie ONU o le organizzazioni non governative) operanti sul campo. L’esercitazione ha visto inoltre il coinvolgimento di oltre mille militari e di un cospicuo team di civili provenienti da varie università e centri studi. Infine, l’attività “è stata monitorata da un apposito nucleo di controllo composto da esperti” della NATO provenienti dal comando terrestre di Madrid e dal Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE) di Bruxelles, incaricati di verificare l’adeguatezza, le capacità e la rispondenza del NRDC-ITA.
DICHIARAZIONI – Alla stampa il Generale Chiarini ha dichiarato che “il ritorno positivo ed il plauso ricevuti dai controllori e valutatori dell’attività hanno dimostrato che siamo pienamente in grado di essere al comando di un’operazione a guida NATO in qualsiasi parte nel mondo”. Inoltre, particolare enfasi è stata posta sull’“addestramento che deve andare avanti di continuo”, in quanto “l’elemento base è che i militari sono utili alla nazione se sono addestrati”. Così come per il mondo lavorativo civile, anche l’Esercito deve avere “capacità di adattarsi alle situazioni che non sono mai quelle che abbiamo immaginato”, facendo così della “flessibilità” il proprio punto di forza. E a chi si chiede quale sia l’impatto dei social network sulle Forze Armate, Chiarini risponde che di fronte ai media “dobbiamo essere in grado di raccontare la nostra storia, di dire quello che facciamo nella maniera più trasparente possibile” anche perché “su internet c’è la possibilità che vi siano dei racconti che non sono effettivamente aderenti alla realtà”.