Formula1 – GP d’Ungheria, giro di boa del mondiale

Martedì 31 Luglio 2012 10:31 Fabrizio Donati Sport - Motori
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Ha dominato sin dalle prove libere, una qualifica perfetta e una gara condotta con autorevolezza dall’inizio alla fine. Hamilton riporta alla vittoria la McLaren sul tortuoso circuito di Budapest in una gara noiosa e senza particolari emozioni. L’anglo-caraibico torna in corsa per l’iride insieme a Kimi Raikkonen, prima della lunga pausa estiva che traghetterà il circus iridato alla parte conclusiva di questo avvincente mondiale.

RINASCITA MCLAREN -
Era dal Canada che Hamilton non riusciva a vincere. Dopo il disastro tedesco, dove comunque la McLaren era tornata finalmente competitiva come all’inizio del campionato, l’anglo-caraibico ha condotto magistralmente tutto il weekend, tornando di diritto nella lotta per il titolo piloti a 47 punti da Alonso e con una monoposto velocissima. La versione “B” della monoposto di Woking, che ha debuttato in Germania, sembra funzionare bene e il sogno mondiale potrebbe portare nuove sorprese nelle prossime piste di Spa e Monza, veloci e tecniche, in particolar modo nel circuito belga, che ha sempre regalato grandi soddisfazioni a Lewis.
Per una McLaren che vola, c’è una Lotus che continua a non riuscire a vincere pur disponendo di una vettura performante. Con qualifiche non sempre all’altezza, il team di Boullier non riesce ad agguantare il primo gradino del podio pur arrivandoci sempre molto vicino, come qui a Budapest, con Raikkonen incollato agli scarichi di Hamilton fino al traguardo, così come era successo con Vettel in Bahrein.
Dopo le polemiche tedesche per le mappature irregolari dei propulsori e il set-up in regime di parco chiuso regolato in maniera illecita dai meccanici durante le operazioni di pulizia delle vetture, il team Red Bull non trova pace in questa stagione. Continuamente sotto la luce dei riflettori dei commissari sportivi, le Red Bull procedono tra prestazioni altalenanti, che proiettano lontano la gloria delle due stagioni precedenti. Dopo l’ultima zampata di Webber in Inghilterra, il team si è po’ perso, con Vettel sempre nervoso e propenso all’errore e Webber sprofondato nelle retrovie. Ma la RB8 di Newey è con la McLaren, la vettura più in forma del campionato e non passerà troppo tempo prima che, a Milton Keynes, Newey escogiti qualche nuova diavoleria vincente.

SCHUMACHER DOVE SEI? - Dopo l’ottimistico inizio di campionato della Mercedes, si pensava che questa fosse la stagione decisiva in cui Schumacher potesse tornare finalmente a lottare per l’iride come nei gloriosi anni che hanno regalato alla Ferrari una pioggia di vittoria e soddisfazioni. La verità è che, dopo la gara di Shanghai, il team Mercedes è sprofondato in una crisi senza via d’uscita, che rischia di lasciare il team a casa nella prossima stagione, con il consiglio d’amministrazione Mercedes sempre più convinto ad abbandonare la Formula 1.
Esclusa la bellissima pole position a Monaco e il podio nella gara di Valencia, per Schumacher ci sono stati solo ritiri per la mancata affidabilità della vettura o per incidenti, per lo più causati dal tedesco fino a Budapest, dove c’è stata quella che forse è la gara più brutta nella carriera del sette volte iridato.
Prima un crash nelle prove libere, seguito poi da una qualifica disastrosa che lo blocca in diciassettesima posizione, davanti solo a Caterham, Marussia e HRT. Allo start, Michael sbaglia la posizione in partenza occupando il posto di Kovalainen, costringendo  così il resto dello schieramento a non rispettare le caselle sulla griglia facendo quindi ripetere il giro di ricognizione a tutto il gruppo ritardando la partenza. Come se il disastro non fosse già completo, il tedesco spegne il motore, credendo che il regolamento preveda la ripetizione di tutta la procedura di start così come accadeva fino alla stagione 2006 (l’ultima di Schumacher prima del suo ritiro), ma le regole sono cambiate ed oggi le vetture, in caso di mancata partenza, ripetono solamente il giro ritardando la partenza di soli 5 minuti. La Mercedes viene quindi spostata in pit-lane per riavviare il motore e permettere a Schumacher di partire dai box, ma anche qui supera la velocità consentita e sarà costretto scontare un drive through. Un disastro enorme soprattutto ora che si comincia a discutere sul suo futuro e sul futuro del team, che sembra non riuscire a trovare lo spunto necessario per lottare contro Ferrari, Red Bull, Lotus e McLaren: è un disastro fatto da errori che nessuno si aspetterebbe di vedere da uno che ha conquistato 7 titoli mondiali e 91 vittorie nella categoria. E’ forse arrivato il momento per Schumacher di ritirarsi definitivamente?

PAUSA ESTIVA - Adesso la lunga pausa estiva, con quasi un mese di stop senza prove prima della bellissima gara in Belgio a settembre. Una pausa che dovrà aiutare la Ferrari a ridurre il gap da McLaren e Red Bull: sebbene Alonso si trovi ancora in testa al mondiale con ben 40 punti di vantaggio sul secondo, le prestazioni della F2012 sono ancora largamente inferiori rispetto alla concorrenza e le cose in Formula 1 cambiano molto velocemente.
La nuova ala anteriore sembra non funzionare e al momento lo sviluppo è in una situazione di stallo, un po’ come accaduto fino a Silverstone alla McLaren. Ma il team di Maranello non può permettersi nessun passo falso se vuole puntare alla vittoria finale. Dopo la bellissima vittoria in Germania, oltre al consolidamento della leadership di Alonso, il team era passato in seconda posizione nella classifica costruttori, ma già dopo la brutta gara di Budapest, la Ferrari è sprofondata di nuovo dietro a McLaren e Lotus, con Hamilton e Raikkonen tornati in lotta per il mondiale. Una stagione ricca di colpi di scena ma anche tiratissima, con ben quattro team capaci di portare alla vittoria i propri piloti e almeno sette piloti che si giocheranno il titolo piloti fino all’ultima curva dell’ultimo Gran Premio.
Con McLaren e Red Bull, che dividono equamente le vittorie tra i loro piloti, e la Lotus, che invece ancora non riesce a conquistare il gradino più alto del podio, solo la Ferrari tra i top team non riesce a capitalizzare i risultati con entrambi i piloti. Dei 189 punti conquistati, ben 164 sono di Alonso: un problema non da poco in un mondiale dove ogni singolo punto riesce a fare la differenza, con una Red Bull che ha ben 57 punti di vantaggio sulla scuderia di Maranello. Massa sembrava aver finalmente trovato il feeling con la vettura dopo il disastro di inizio stagione, ma ancora non riesce a fare buoni risultati soprattutto in qualifica, vanificando spesso tutto il lavoro del weekend, con contatti nelle fasi iniziali di gara che gli impediscono di recuperare e ottenere punti preziosi. A causa delle sue prestazioni troppo altalenanti, le voci su una sua sostituzione nel 2013 cominciano a farsi sempre più insistenti. Dopo che Webber ha firmato il rinnovo con Red Bull, per il secondo sedile Ferrari si sono fatti i nomi di Adrian Sutil (ex Force-India avvistato a Maranello), Jenson Button (anche se ha firmato il rinnovo con McLaren), Di Resta e Perez (giovane del programma Drive Academy Ferrari). Ma i due nomi che sono finiti subito sotto i riflettori sono quelli di Hamilton (che ancora ritarda la sua firma con McLaren) e Raikkonen, con il finlandese che tornerebbe in Ferrari dopo il licenziamento nel 2009 proprio per far spazio ad Alonso. Ovviamente sono tutte speculazioni: dopo che la Ferrari ha fatto trapelare l’intenzione dell’accoppiata d’oro Alonso-Vettel dal 2014, sembra impossibile che un pilota di grande livello possa arrivare nella scuderia italiana per una sola stagione.

 

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