In qualifica ha sbaragliato l’agguerrita concorrenza con un giro capolavoro andando a conquistare la 14° pole position stagionale eguagliando il record del leone Nigel Mansell del 1993, ma in gara ci sono voluti appena 100 metri per metterlo ko.QUANTO CONTA IL PILOTA? - E’ da sempre la domanda alla quale è più difficile rispondere.
Si parla ogni anno di materiali differenti e trattamenti diversificati tra due piloti della stessa scuderia, ma la realtà, almeno per chi vive questo sport, è che il compagno di squadra è sempre il primo l’avversario da battere.
Lo sa bene Webber, passato da un 2010 da quasi campione del mondo, ad un 2011 dove ancora non è mai riuscito a vincere nemmeno una gara con una monoposto praticamente imbattibile.
Lo sa bene anche Massa, che questo weekend viaggiava regolarmente a un secondo abbondante da Alonso battagliando per le posizioni di rincalzo, mentre il suo team mate provava a vincere mettendo sotto pressione Hamilton e la sua ben più performante McLaren.
La realtà è che entrambi, sia Webber che Massa, si sono fatti scappare per un soffio l’occasione della vita.
L’australiano la scorsa stagione, quando ha combattuto contro tutti, compreso il suo stesso team, per ritrovarsi a combattere per il titolo fino all’ultima gara. Il brasiliano nel 2008, quando fu campione del mondo per pochi secondi, prima che Hamilton riuscisse a passare Glock sotto la pioggia di Interlagos.
Due storie molto simili e due piloti che, oggi come oggi, si ritrovano in due team di grande livello ma senza riuscire ad emergere, con accanto due pesi massimi come Vettel e Alonso.
Forse per entrambi è arrivato il momento della verità, il momento per dimostrare una volta per tutte di che pasta sono fatti, oppure che è arrivato il momento di cambiare categoria.
GIA’ POLEMICHE PER IL 2012 - No, non è uno scherzo. Nemmeno si è corsa l’ultima gara del 2011 che già i team discutono di buchi regolamentari della prossima stagione.
La voce che girava per il paddock di Yas Marina, parlava di un nuovo sistema di soffiaggio degli scarichi (l’arma vincente della Red Bull di questa stagione) studiato ad hoc per aggirare il divieto che sarà in vigore nel 2012 (quando saranno permessi solo soffiaggi degli scarichi in alto e non nel diffusore come oggi).
Newey ha già sperimentato alcune soluzioni nelle prove libere di Abu Dhabi, ma Ferrari, Sauber e HRT sono già sul piede di guerra.
Dopo il 2009 del doppio diffusore della BrawnGp, l’F-duct della McLaren nel 2010 e il soffiaggio Red Bull nel 2011, cosa dobbiamo aspettarci la prossima stagione? Sicuramente una nuova polemica.
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