Dopo i drammi di Dan Wheldon e Marco Simoncelli, il motor sport volta pagina e lo fa con il primo Gran Premio in terra indiana, dove Vettel, ancora affamato di successi, sigla nuovamente pole position, vittoria e giro più veloce in gara. Tanto per ricordare ai suoi avversari chi ha vinto gli ultimi due campionati del mondo.
LA GARA - Le Red Bull partono in prima fila, seguite da Alonso e Button, con Hamilton (secondo in qualifica) penalizzato e quinto sulla griglia.
Fernando parte bene ma, alla prima curva, finisce sullo sporco e viene passato da Button, che passa subito Webber e parte alla caccia di Vettel.
Dietro Barrichello scatena il caos tamponando Kobayashi, che a sua volta mette fuori gioco Glock, mentre, alla curva successiva, Ricciardo manda sull’erba Trulli (che per l’occasione indossava un casco con i colori del compianto Simoncelli).
Posizioni stabili fino al primo stop, con Alonso bloccato dietro a Schumacher. Massa arriva lungo alla prima curva con le gomme fredde ed Hamilton si fa subito minaccioso alle sue spalle.
L’inglese cerca un varco impossibile e colpisce, con la sua gomma anteriore, la ruota posteriore sinistra del brasiliano mandandolo fuori pista. Hamilton è costretto a rientrare per sostituire l’ala anteriore, mentre il Massa riesce a proseguire, ma accusa problemi alle sospensioni e al cambio.
La direzione gara decide di sanzionare Massa per il contatto con un clamoroso Drive Trought: il brasiliano cerca di recuperare ma viene penalizzato anche da una foratura. Dopo un duro contatto con un cordolo nella parte mista del tracciato, la sospensione anteriore sinistra della rossa cede, mettendo la parola fine alla gara dello sfortunato pilota brasiliano.
Davanti Vettel comanda senza rivali, seguito a distanza da Button. Secondo valzer di stop e Webber decide di montare le coperture più dure, vedendo il grande ritmo di Alonso. Lo spagnolo riesce ad inanellare una serie di ottimi giri che lo proiettano davanti all’australiano, in terza posizione.
Ennesima vittoria di Vettel e miracoloso terzo posto di Alonso, che riporta nuovamente a podio una 150° Italia sempre più in difficoltà e ormai non più sviluppata.
IL CASO HAMILTON - Sesta penalità dell’anno e sesto episodio controverso con Felipe Massa.
Non sono i dati che riguardano la carriera di un pilota ma solamente l’infinita serie di episodi in cui è stato coinvolto Lewis Hamilton in questa stagione (e ancora mancano due gare da disputare).
Il campione del mondo 2008 non riesce proprio a stare alla larga dai problemi e soprattutto dall’occhio vigile dei commissari sportivi.
Dopo l’anomala tranquilla gara coreana, Hamilton ha iniziato il weekend indiano beccandosi immediatamente una penalità dalla direzione gara: tre posizioni in meno sulla griglia per non aver rispettato le bandiere gialle durante le prime prove libere del venerdì.
Come se non bastasse, in gara ha tamponato Massa rovinando la sua e la gara del brasiliano (penalizzato poi ingiustamente dai commissari, in quanto Massa aveva un evidente vantaggio di vettura rispetto Lewis).
Intanto il suo compagno di scuderia vince e convince sempre di più, ed è tutt’oggi considerato dalla squadra e dal main sponsor come il punto di riferimento della McLaren.
Ma cosa sta succedendo al pupillo di Ron Dennis, al debuttante che ha messo in crisi Fernando Alonso, fresco campione del mondo nell’ormai lontano 2007?
Voglia di vittoria, voglia di risultati, troppa aggressività e grandi distrazioni, oltre ad una gestione discutibile delle sue attività in pista e fuori, stanno mettendo in ginocchio un talento puro che rischia di bruciare la sua carriera prima del tempo.
Forse ad Hamilton servono nuovi stimoli e un nuovo modo di affrontare la Formula 1, altrimenti presto si ritroverà ad aver bisogno di una nuova scuderia.
RED BULL, ANCORA POLEMICA CON FERRARI - Un weekend di Formula 1 senza polemiche non è un vero weekend di Formula 1.
Al centro delle attenzioni del circus, oltre le scaramucce tra Massa e Hamilton, è stata la nuova ala anteriore della Ferrari che debuttò senza troppo successo (ma tanto clamore) nel precedente Gran Premio di Corea.
Le immagini di Massa sul rettilineo più lungo del nuovo circuito indiano, con l’ala anteriore completamente flessa verso il basso con tanto di scintille e movimenti ondulatori evidenti, hanno fatto il giro del mondo e soprattutto del paddock.
La direzione gara ha immediatamente verificato le vetture di Maranello, che sono passate al check sportivo per la seconda volta, dopo il GP di Corea, senza trovare nulla di irregolare.
Adrian Newey si è interessato molto alla nuova soluzione Ferrari e in Red Bull sono arrivati al punto da dichiarare che, in occasione dello scorso Gran Premio di Monza, quando la vettura di Webber finì contro le barriere in parabolica perdendo l’ala anteriore, al loro box questo particolare non tornò mai, accusando quindi apertamente Ferrari e lo staff dell’autodromo di Monza, di aver “trafugato” questo elemento.
Insomma l’ennesima sparata a zero sugli avversari da parte del team di Horner, che non sembra sazio dei due anni di vittorie e successi. Che la Ferrari cominci a far paura al tanto acclamato Newey?
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