Ancora non ci crediamo: Marco “Sicc” Simoncelli non c’è più. Ieri, intorno alle 11.00 ora italiana, il campione romagnolo ha lasciato per sempre questo mondo, vittima di un incidente durante il Gran Premio di Sepang, in Malesia.
IL PILOTA - Un incidente terribile che, come ha dichiarato Vittoriano Guareschi del team Ducati, ha riunito molte circostanze sfortunate un solo, fatale attimo. Lo vogliamo ricordare come sportivo e come uomo. Romagnolo D.O.C., nasce a Cattolica nel 1987, ma vive a Coriano, vicinissimo a Misano Adriatico. Comincia a correre a 7 anni con le minimoto, a 12, nel 1999 è campione italiano, così come nel 2000, anno in cui arriva anche secondo nel campionato europeo. A 14 anni passa al campionato italiano 125 GP, nel 2002 è campione europeo classe 125cc e nello stesso anno debutta nella Classe 125 del Motomondiale nel team Aprilia CWF - Matteoni Racing. Il 2004 vede la sua prima vittoria, a Jerez, con il team Rauch Bravo. Il team Nocable.it Race lo ingaggia per il 2005: vince ancora a Jerez e chiude il campionato al quinto posto. Nel 2006 passa in Classe 250 (ora Moto2), su una Gilera RSV 250, senza ottenere risultati eclatanti.Anche il 2007, su Aprilia, si chiude in maniera quasi anonima. Nel 2008 la sorte inizia a girare a suo favore: vince al Mugello ed in Catalunya, poi Sachsenring, Motegi, Phillip Island, Valencia ed arrivando terzo in Malesia diventa campione del mondo 250. Rimane nella stessa classe anche nel 2009, dove giunge terzo a fine campionato. Nel 2010 passa alla classe regina, con la RC212V del team San Carlo Honda Gresini, con compagno di squadra Marco Melandri, terminando la stagione all'ottavo posto. Quest’anno resta nello stesso team, dove ottiene due quinti posti (Qatar e Francia) e due pole positions (Catalunya e Olanda). In Repubblica Ceca ottiene il primo podio, un terzo posto, ed il secondo in Australia, secondo, il miglior piazzamento in MotoGP.
L'UOMO - Alla domanda Non paura di ammazzarti se fai un incidente? aveva risposto No. Si vive di più andando cinque minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera. E’ qui l’essenza di Marco Simoncelli. Nessuna paura, passione infinita per le due ruote, Valentino Rossi prima idolo, poi amico fraterno. Noi di FusiOrari lo abbiamo incontrato due volte, e in entrambe le occasioni possiamo confermare che quanto si dice di lui è assolutamente vero: sempre disponibile, sempre sorridente, sempre cordiale. Non ha mai negato un autografo o una foto,aveva una predilezione particolare per i bambini ed i disabili, a cui, fra tanta gente che lo aspettava, si rivolgeva sempre per primo. Gli inconfondibili riccioli che spuntavano da dietro il casco bianco e rosso, restano nella nostra memoria, così come il suo bel sorriso. Quei riccioli che per essere domati ed entrare, appunto, nel casco doveva sempre bagnare e fermare con un elastico. L’accento romagnolo che lo rendeva simpatico solo a sentirlo parlare, la sua stazza, insolita per un motociclista, l’anticonformismo (a Misano girava in shorts ed infradito come se stesse andando in spiaggia): questo era il Sicc. Era il beniamino di tutti, simpatico a tutti perché era rimasto il ragazzo di Coriano semplice ed alla mano, come sono i romagnoli: non è da tutti arrivare a certi livelli e non montarsi la testa, non diventare arroganti, non darsi tante arie. In Malesia è diventato campione del mondo, in Malesia ha lasciato questo mondo. A volte il destino è proprio bizzarro. Lavorativamente parlando un po’ testa calda, con una guida aggressiva e spericolata, dovuta anche alla sua poca esperienza in MotoGP: quest’anno era solamente al suo secondo campionato, come abbiamo detto. Chissà se a chi l’ha definito zucca vuota o ha affermato Spero che si ammazzi lui, ma non ammazzi altri in questo momento rimorde un po’ la coscienza? Una vita spezzata nel momento in cui stava davvero iniziando la scalata al paradiso del motociclismo, ma ora sta scalando un altro paradiso. Anche lì siamo sicuri che non sarà capace di stare fermo.
Alla famiglia ed al team le più sentite condoglianze di FusiOrari.
Foto di Luigi Tesan
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