Nella terra del Sol Levante, Sebastian Vettel si laurea, per la seconda volta consecutiva, campione del mondo di Formula 1 con ben quattro gare d’anticipo.
A soli 24 anni è il più giovane bi-campione del mondo nella categoria, dopo essere stato il più giovane campione del mondo la scorsa stagione, il più giovane a vincere un Gran Premio e il più giovane a siglare una pole position. Numeri che parlano già da soli.
LA GARA - Questa volta non è stata la solita sfilata Red Bull. Vettel si è trovato in difficoltà sin dalla partenza, quando ha dovuto chiudere la traiettoria di Button, che partiva accanto a lui, fino a spingerlo sull’erba e rischiando una pesante penalizzazione.
Hamilton si avvantaggiava della breve escursione di Button per prendersi il secondo posto, mentre dietro Bruno Senna e un infelice start di Kobayashi (splendido 7° in qualifica) creavano scompiglio al gruppo degli inseguitori.
Dopo pochi giri, Hamilton accusa una foratura lenta e deve cedere la posizione al suo compagno di scuderia, invece dietro Alonso passa Massa sul rettilineo del traguardo grazie al DRS.
Vettel è costretto subito al box per via del repentino degrado dei suoi pneumatici, seguono al pit Button e Alonso, che riescono ad uscire davanti ad Hamilton.
Al secondo valzer di pit-stop, Vettel è messo sempre di più sotto pressione da Button, che riesce a passarlo nel gioco delle soste. Massa, dopo la fermata nei box, si avvicina pericolosamente ad Hamilton che, con una manovra pericolosa, chiude il brasiliano rompendo un profilo dell’ala anteriore della 150° Italia.
E quindi la Safety Car scende in pista per rimuovere dal tracciato i detriti rimasti in traiettoria dopo il contatto tra Felipe e Lewis nell’ultima chicane, lì dove i piloti arrivano a quasi 300km/h.
Nella ripartenza, Button compatta tutto il gruppo, ma Vettel continua a perdere terreno sull’inglese. Così entrambe le Red Bull decidono di anticipare la sosta per montare le coperture più dure e arrivare in fondo alla gara.
La scelta non paga e Alonso riesce a passare Vettel, che cerca di attaccare il ferrarista utilizzando l’ala mobile: la manovra non riesce e Alonso mantiene una seconda posizione d’oro per la Ferrari.
Mentre Button si invola verso la vittoria, Hamilton passa Massa mentre Schumacher, avendo approfittato del regime di Safety Car per rientrare in pit-lane, si ritrova in testa alla gara: non gli accadeva dal Gran Premio del Giappone 2006, quando sfumò il suo ottavo titolo mondiale.
Negli ultimi dieci giri, anche Button comincia ad accusare problemi di degrado delle sue coperture e Alonso si fa sempre più minaccioso. Dietro di loro Vettel molla la presa e pensa al suo titolo mondiale, mentre Webber, che cominciava a farsi vedere negli scarichi del suo compagno, riceve dalla scuderia l’ordine di mantenere la posizione.
La gara si chiude con Button primo con un solo secondo di distacco di Alonso e terzo Vettel, campione del mondo di Formula 1 per la seconda volta consecutiva.
DUE PESI DUE MISURE? - Non si riesce proprio a chiudere una gara in questa stagione senza polemiche o episodi controversi.
Ancora una volta i colpevoli sono i commissari, incoerenti nelle loro scelte e soprattutto lenti nel giudicare quello che accade in pista.
Il primo episodio riguarda la partenza di Vettel: il tedesco stringe fino all’erba Button. E’ la stessa manovra la fece Schumacher contro Barrichello nel Gran Premio d’Ungheria dello scorso anno.
E’ vero che in Ungheria il limite della pista era delineato dal muro e non dall’erba come in Giappone, ma la manovra era identica: in questa occasione quella di Vettel è stata giudicata regolare, invece quella di Schumacher costò al tedesco ben dieci posizioni di penalità nella gara successiva.
Ancora Massa contro Hamilton: questa volta l’inglese, in crisi di gomme, tira una staccata al limite colpendo il brasiliano che era ormai affiancato alla sua vettura.
Hamilton ha dichiarato a fine gara di non aver visto Massa (allora perché la staccata con ruote fumanti?) e si è scusato. Ancora una volta l’inglese è coinvolto nel quarto episodio pericoloso consecutivo in due gare.
Forse è arrivato il momento che la Federazione sia coerente nelle sue scelte e soprattutto dia una penalità esemplare ad un pilota che ancora non ha capito come correre in Formula 1.
IL FUTURO DI VETTEL - Già due mondiali alle spalle e ancora 25 anni da compiere, Vettel è un pilota che è maturato molto in questa stagione e che, soprattutto, non ha più fatto errori.
Una vettura perfetta l’ha aiutato nella conquista di questo solo titolo iridato, ma è anche vero che con la stessa vettura, il suo compagno di scuderia non è ancora riuscito a vincere nemmeno una corsa.
Ormai non ha più nulla da dimostrare a nessuno, anche se nemmeno quest’anno si è ritrovato sulla strada dei veri avversari con cui combattere ad armi pari.
Avversari come Button, che è riuscito a mettere sotto pressione un pilota aggressivo come Lewis Hamilton, oppure come Alonso, che in Giappone ha battagliato fino alla fine con una vettura in chiaro deficit prestazionale, contro monoposto ben più veloci della sua.
La prossima stagione non avrà grandissime variazioni regolamentari, ad eccezione dei sistemi di scarico e forse dei musetti delle monoposto, che verranno abbassati per questioni di sicurezza. Il vantaggio tecnico della Red Bull continuerà ad esserci, bisognerà vedere chi riuscirà a portare in pista, sin da subito, una monoposto in grado di mettere sotto pressione Vettel e la sua scuderia, per tentare di non regalare al team anglo-austriaco la terza iride consecutiva.