Dopo aver espugnato le foreste delle Ardenne, Vettel rompe l’ultimo tabù delle Red Bull (storicamente in difficoltà sulle piste veloci) e conquista autorevolmente il tempio della velocità di Monza. Una vittoria di talento e superiorità che lo issano di diritto verso il suo secondo titolo iridato, un titolo che potrebbe far suo già al prossimo appuntamento tra 15 giorni, nella gara notturna di Singapore.
LA GARA - Dopo la solita pole position firmata Vettel e Red Bull (13 su 13 per la scuderia austriaca), Alonso infiamma i tifosi italiani con una partenza spettacolare, passando subito in testa alla prima curva mentre, dietro, un errore di Liuzzi metteva fuori gara Rosberg e Petrov, causando l’uscita della safety car.
Alla ripartenza lo spagnolo viene subito pressato da Vettel, che lo supera con una magistrale manovra all’esterno della curva grande, toccando con entrambe le ruote di sinistra l’erba a più di 240 chilometri orari. Dietro Schumacher sorprende Hamilton e lo passa, iniziando così un avvincente duello che durerà ben 23 giri tra il tedesco e l’inglese della McLaren. Ne approfitta Button, che coglie l’occasione e riesce a sorprendere entrambi andando così ad insidiare Alonso al secondo posto. Webber, intanto, nel tentativo di recuperare velocemente, colpisce Massa alla prima variante, mandandolo in testacoda e rovinando la sua ala anteriore: l’australiano però non si rende conto di avere la vettura danneggiata e finisce nella ghiaia alla staccata della parabolica.
Dopo il primo valzer di pit-stop, al vertice le posizioni restano invariate, ma la vera svolta arriva nel secondo rientro ai box: la Ferrari inizia ad entrare in difficoltà, per via delle coperture medie, e perde la seconda posizione in favore di Button. Dietro, invece, Hamilton riesce finalmente a passare Schumacher, in crisi con le gomme posteriori.
Il finale è tutto per Sebastian Vettel, che rivince a Monza dopo la sua storica vittoria del 2008 a bordo della Toro Rosso (Ex Minardi). Il tedesco, visibilmente emozionato sul podio, precede Button e Alonso, che regala una piccola parentesi di gioia al pubblico ferrarista.
Hamilton chiude quarto, Schumacher quinto e solo sesto Massa, che ha limitato i danni dopo il contatto con Webber. Bruno Senna, che ha sostituito Nick Heidfeld alla guida della Lotus-Renault, conquista invece i suoi primi punti.
L’EX BIMBO PRODIGIO - Il campione della Red Bull ha dimostrato domenica che questo suo secondo titolo mondiale non sta arrivando per caso e nè tantomeno solo grazie alla superiorità della sua monoposto. La RB7 è forse una delle monoposto più vittoriose e meglio costruite nella storia della categoria. In tempi recenti solamente la Ferrari, nelle magiche annate 2002 e 2004, riuscì a monopolizzare la Formula 1 in questo modo.
Le tredici pole position e le 8 vittorie conquistate portano il tedesco a giocarsi il suo primo match point già dal prossimo appuntamento a Singapore. Vicino il bis per il pilota tedesco, che lo scorso anno riuscì a diventare campione del mondo per un soffio, quasi beffato dalla discreta Ferrari di Alonso e dal suo compagno di scuderia, che invece quest’anno ancora non è riuscito mai a vincere, pur disponendo di una vettura palesemente superiore al resto dello schieramento.
Dietro, la lotta sarà solo per il secondo posto nel mondiale, per il momento occupato dal ferrarista Alonso, ma con Button ed Hamilton che daranno battaglia fino alla fine per conquistare l’ultimo spiraglio di gloria nel “Mondiale degli altri”.
Per Vettel i tempi dei motori fumanti e gli errori banali sembrano lontani: la sua maturità è ormai completa e se non ci sarà una scuderia in grado di impensierire le astronavi di Adrian Newey nella prossima stagione, la monoposto blu e il tedeschino rischiano di continuare la loro scia di conquiste ancora per molto tempo.
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