MotoGp - Misano, cronaca di quattro giorni sulle due ruote

Lunedì 12 Settembre 2011 16:43 Chiara Pedretti Sport - Motori
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Per il secondo anno consecutivo, FusiOrari ha seguito in diretta i giorni del Moto GP di San Marino. Diario del week-end dalla bella pista di Misano Adriatico.

GIOVEDI – Arriviamo in circuito e non ci sembra vero: parcheggi vuoti, pochissima gente, si gira tranquillamente tra paddocks e hospitalities. Quasi inesistenti i controlli agli accessi, di solito ferrei. Vero è che non c’è apertura al pubblico La disposizione di boxes ed officine mobili è la stessa dello scorso anno: curioso vedere gli stessi nomi magari con colori diversi: su tutti spicca il 46 giallo di Valentino Rossi, stavolta su sfondo rosso Ducati e non su blu Yamaha. Da un giro nelle hospitalities incontriamo subito Loris Capirossi (team Pramac), sorridente e cordiale; facciamo un giro alla Honda LCR di Toni Elias e fissiamo il nostro appuntamento con il pilota catalano per un’intervista. Álvaro Bautista (team Rizla Suzuki) sorride e si concede alle foto ed alle richieste di autografi, così come Héctor Barbera, molto gentile. Sempre grande Marco Sicc Simoncelli (team Honda Gresini), che arriva in shorts ed infradito come se stesse andando in spiaggia: sempre sorridente, non nega a nessuno una foto o un autografo. Passa Casey Stoner (team Repsol Honda) in motorino con la moglie, e Carl Crutchlow (team Monster Yamaha), pure in motorino, velocissimo. Dani Pedrosa (team Repsol Honda), con la sua inseparabile assistente Gemma, sempre ombroso e poco cordiale, esce dalla sua hospitality, dove troneggia un manifesto con le quattro stelle della casa blu-arancio (Pedro, appunto, Stoner, Dovizioso e Marc Márquez, attuale dominatore in classe Moto2): sarà proprio il suo carattere o la stagione sportiva non proprio felice? Davanti al box Ducati c’è sempre il pellegrinaggio, ma il Vale nazionale non si vede. In pista, prove delle safety cars con Colin Edwards (team Monster Yamaha) che gira per la pista con lo scooter usato per gli spostamenti, ad una discreta velocità e senza casco. Ai box, meccanici che tirano a lucido ogni singolo pezzo delle moto, altri che studiano al computer le strategie, altri ancora che corrono dal box all’officina con pezzi di moto in mano. Questo è il lato che nessuno mostra, ma senza il quale anche il più grande campione non farebbe molta strada. Alle 17 c’è la conferenza stampa di apertura e, come è usanza, sono invitati i primi tre classificati nella gara precedente (in questo caso Stoner, Pedrosa, Spies: il podio di Indianapolis) e due ospiti: ecco Rossi e Capirossi. Il primo è l’idolo di casa, il secondo è ufficialmente prossimo al ritiro. Inizia a dire la sua l’australiano con le orecchie da Dumbo e i dentini da tricheco: anche se in testa alla classifica, dice, ci sono ancora diverse gare, quindi non si sente per niente arrivato né sicuro di sé. Sta andando bene, certo, ma non bisogna pensare di aver finito e, nel caso di questo GP, teme il caldo e la temperatura dell’asfalto. Segue Dani Pedrosa, non per niente detto Camomillo: non cambia mai la sua espressione da statua di marmo, ed in un buon inglese. Dice che, avendo vinto l’anno scorso, spera di fare bene anche quest’anno: se farà così caldo, sarà senz’altro più difficile. Si dichiara ancora un po’ sconvolto visto che la scorsa gara è stata solo un settimana fa, ma dall’altra parte del mondo (Stati Uniti). E’ indietro come classifica, dato i mesi di assenza per infortunio e le volte che è andato per terra, da solo o per colpa di altri. Ben Spies, con il cappellino al contrario da perfetto americano, terzo a casa sua nel GP precedente, afferma di andare bene in questo momento, dopo un po’ di errori ad inizio campionato. Ora si sta anche divertendo per cui va bene così. Rossi conferma la stagione difficile per la sua Ducati, ma appare tranquillo e scherzoso come suo solito. Alle domande provocatorie di alcuni colleghi poco delicati risponde sempre, in un inglese terribile, “Boh, don’t know”. La pista è buona, qui è a casa, ma è comunque dura: conta sul suo pubblico, che gli è sempre vicino in particolare qui, vicino ai suoi luoghi natali. Ammette che quest’anno ci sono e ci saranno ben pochi risultati interessanti per lui, ma sta continuando a provare e troveranno la soluzione. Già sa che a fine stagione bisognerà lavorare tanto per il prossimo anno. Infine Loris Capirex Capirossi, che annuncia ufficialmente la sua ultima gara in Italia e la decisione di smettere a fine stagione, dopo davvero tanti anni di due ruote. Tutta l’assembla lo applaude e lui scoppia in lacrime per l’emozione: al che tutti in piedi, e Loris ancora più in difficoltà: che bello vedere che anche i grandi campioni hanno un cuore! Si riprende dicendo ai colleghi di tavolo di lasciarlo un po’ far bene in queste gare che mancano. Dice che è stato spesso in forse sul ritiro, ma alla fine crede sia la cosa giusta farlo ora. Ringrazia per il supporto, promette che farà del suo meglio nelle ultime gare. Viene chiesto a Rossi un commento sul connazionale: è stato un suo fan, correva quando lui ancora non era nessuno, soprattutto Ero fan di Loris contro Biaggi. Dopo anni dalla loro discussione, Rossi non ha dimenticato. A malincuore accetta la decisione di Capirossi ma se ne dispiace perchè si perde uno dei piloti migliori in circolazione. A fine conferenza, Rossi e Capirossi si abbracciano con affetto, e rimangono per qualche foto insieme: uniti dalla stessa provenienza, dalla serietà e dalla bravura, oltre che dall’educazione. Non dal fisico: alto Vale, piccolino Loris. In tema di educazione, gli altri tre se ne vanno senza attendere un secondo di più. Notiamo la signora Stoner da sola, sul fondo: le facciamo le congratulazioni per il bimbo in arrivo: ci dice che non sa ancora se sia maschio o femmina. Finita la conferenza, ognuno torna alle sue faccende. Esce poi Rossi dall’hospitality Ducati e, seppure da poche persone, viene assalito. Pochi autografi e via!

VENERDI – Di buon’ora siamo già ai cancelli dei paddocks e la situazione è completamente cambiata: dal deserto di ieri, si sono materializzate bancarelle di ogni genere, controlli severi, e c’è molta gente. Battezza la pista la classe più piccola, la 125, seguita dalla GP per la prima sessione di prove libere: tutti gli occhi puntati sulla classe regina, in particolar modo su Rossi, idolo di casa e sempre nel cuore di tutti gli appassionati. Vale sembra andare finalmente forte, ma dura poco: alla fine il tempo migliore è sempre del solito Stoner, piccolo ma tosto, seguito dall’aggressivo Spies e da Pedrosa. Rossi solo undicesimo. Dopo la Moto2, nel pomeriggio, altro turno di prove, e musica molto simile: in testa Lorenzo, per la gioia di tutti i presenti, seguito da Stoner e Pedrosa. Le Honda vanno, niente da dire! In Moto2 è il tedesco Bradl a fare meglio di tutti, seguito da Espargaro e Márquez, la stella emergente del momento. In 125, domina il solito Terol, dopo di lui Faubrel e Kent. Ci avviamo alle conferenze stampa che i vari teams tengono quotidianamente, e iniziamo da Ben Spies. Camminata dinoccolata, cappellino portato con la visiera dietro, occhiali da sole che non toglie mai, entra all’hospitality Yamaha e alle domande, banali, dei colleghi britannici, risponde più o meno sempre con le stesse parole: nel pomeriggio ha fatto meno bene del mattino, ma non c’è da lamentarsi: dall’inizio ha fatto un’escalation incredibile, e continua a lavorare duro. Anche se nel secondo turno di prove è arrivato quinto, è comunque un ottimo risultato. Sono state fatte diverse drastiche modifiche, si è perso molto tempo, c’è ancora molto da fare ma è comunque difficile stare sempre al top; si dichiara soddisfatto di come sta andando il suo campionato. Dopo dieci minuti esatti, il suo assistente dichiara finito l’incontro con un Thank you guys, al che capiamo che è ora di sloggiare. Ben rimane per qualche autografo e per dare un’occhiata alla Moto2 che sta provando in quel momento. Usciti dall’hospitality Yamaha, incontriamo Guido Meda, telecronista Mediaset, autore di frasi storiche come Scatenate l’inferno o Tutti insieme sul divano quando Rossi tagliava il traguardo per primo. Ci portiamo all’hospitality Ducati, presa d’assalto in attesa del Vale nazionale: meno male che, almeno qui, può entrare solo la stampa. Vale arriva, sorridente, si siede, si toglie gli occhiali da sole (lui, sì) e inizia a raccontare un po’ della prima giornata di prove libere. Ha voluto provare la gommatura dietro, ma si è reso conto che perde grip e va piano. Sta cercando di capire tutto il possibile soprattutto in vista del prossimo anno: ormai, per questo, non si può fare granché, più di così non si può, almeno per ora. Alla domanda veramente indelicata di un collega, "Perché con questa moto Stoner andava e tu no", Valentino risponde molto serafico: "Abbiamo fisici diversi e stili di guida molto diversi". In effetti, Vale è alto e Stoner è decisamente bassino, uno guida fluido e dolce, l’altro molto aggressivo e Usa meno il davanti. E zittito il collega! Abbiamo anche noi di Fusiorari.Org un appuntamento one to one: ci aspetta Toni Elias, team LCR Honda (cfr intervista). Una bella sorpresa fra le hospitalities: Wayne Rainey, per tre volte consecutive campione del mondo (1990-1991-1992) su Yamaha, finché nel 1993 è vittima di un bruttissimo incidente proprio a Misano: la frattura della colonna vertebrale, e conseguente paralisi alle gambe, interrompe la sua carriera. Oggi è ospite della casa giapponese bianco-blu: qualche anno in più (è nato nel 1960), e vederlo sulla sedia a rotelle fa molto male. Guadagniamo l’uscita e incontriamo Simone Corsi, uno dei migliori in Moto 2 (team Ioda Racing Project). Domani sarà la giornata delle prove per definire la griglia di partenza!

SABATO – Sono arrivati davvero tutti. Ci sono code di auto fino alla Statale, auto deviate già molto prima che il circuito si possa vedere anche solo da lontano… La macchina della GP è in piena attività! Inizia subito la classe più baby, la 125, con la terza (ed ultima) sessione di prove libere: sono sempre i soliti nomi che girano, infatti miglior tempo per il solito Terol, seguito da Viñales e Zarco, che ci era passato davanti poco prima su un monopattino (ognuno gira in circuito come preferisce!). Dopo le “piccine”, ecco uscire in pista le assordanti della MotoGP: 45 minuti di giri, fermate ai box, moto cambiate, gomme sostituite. Cade da solo, senza alcuna interferenza altrui, scivolando alla Curva del Tramonto: un errore stupido, quasi di disattenzione, per il figlio d’arte Karel Abraham (team Cardion AB): gli addetti alla pista lo spingono per farlo ripartire, ma niente, la moto non riparte: e allora il Delfino di Brno cerca di richiamare l’attenzione degli assistenti che tornano a spingerlo, e stavolta sembra ok. Alla fine è ancora il canguro Stoner ad andare più veloce di tutti, seguito dal compagno di squadra Pedrosa e dal più amato dagli italiani, Lorenzo. Rossi solo dodicesimo. Anche in Moto2, dominio straniero: miglior tempo per il tedesco Bradl (Viessmann Kiefer), poi Márquez ed Alex De Angelis, che sembra italiano ma in realtà corre con i colori della Repubblica di San Marino. Nel pomeriggio, le prove ufficiali che assegnano le pole positions. In 125, davanti a tutti Zarco, poi Faubel e Terol. In MotoGP, ancora una volta Stoner in pole, seguito da Lorenzo e Pedrosa, poi Spies, Simoncelli, Dovizioso, Edwards, Bautista, Barbera, Aoyama. Rossi solo undicesimo. Dopo di lui, Abraham, Crutchlow, De Puniet, Hayden, Capirossi ed Elias. In Moto2, Bradl, Márquez e Takahashi.

FATICA DUCATI - Andiamo a sentire in hospitality Ducati cos’ha da dire Valentino Rossi. Dice che le prove sono andate meglio, il setting è stato un po’ modificato, ma è stato anche un po’ sfortunato perché De Puniet davanti lo rallentava un po’. Si è dichiarato soddisfatto del passo, ma ancora perde nelle frenate forti, "Faccio fatica col davanti, mentre il passo dietro non è male. Ho ancora problemi col cambio, è da migliorare". Assediato, come sempre, da domande poco intelligenti, risponde molto onestamente e senza scomporsi. La più bella: un collega lo informa che "Pedrosa dice che Stoner va bene perché corre su una moto preparata da lui; Lorenzo idem, su una moto preparata da te; e tu?" Il Vale nazionale risponde, con tutta spontaneità "Allora devo dire che Stoner mi ha lasciato una moto che fa c…" poi si scusa, ma in effetti la domanda del collega è davvero mal posta. Ci si dimentica troppo spesso che le giapponesi sono simili tra loro, Ducati è una moto italiana e pertanto diversa da quelle che ha guidato finora. "La Yamaha si guida in punta di piedi; questa, bisogna violentarla", dice. "Si fa fatica a migliorare. Si perde sempre il davanti, se piove invece va meglio". L’anno scorso Stoner sì, andava, ma quante volte è caduto? Ma non è per niente abbattuto, anzi, secondo noi l’impressione è che stia già lavorando per il prossimo anno, quando cambierà tutto (in primis da 800 si passerà a 1000) e siamo sicuri che il Vale saprà mettere in riga tutti come ha sempre fatto.

Dopo aver avuto l’onore di stringere la mano a Rossi, ci spostiamo in pista perché la Honda Gresini fa una piccola dimostrazione: presente il suo pilota di punta, Simoncelli, presenta alcuni giovanissimi centauri, che compiono un paio di giri di pista. II circuito è in fermento per la gara di domani.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Settembre 2011 10:44

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