Formula1 – Gp d’Ungheria, Jenson re della pioggia

Martedì 02 Agosto 2011 10:03 Fabrizio Donati Sport - Motori
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200 le gare disputate da Jenson Button in Formula 1, vittoria sul circuito dell’Hungaroring proprio a distanza di cinque anni dalla sua prima vittoria nella massima categoria.
Ancora una gara-lotteria piena di spettacolo, quella vinta dall’inglese della McLaren, che ormai sembra essere diventato l’indiscusso padrone delle condizioni variabili in gara: dopo il capolavoro canadese, una nuova ottima performance per l’ex “paracarro” di Briatore.

LA GARA - Un weekend segnato in particolar modo dal meteo variabile: questo ha condizionato le scuderie sin dalle prime prove libere. In qualifica ancora un duello al limite tra il solito Vettel e le due McLaren, mentre le Ferrari restavano attardate in terza fila con addirittura “l’assonnato Massa” davanti al suo team-mate.
Il via, con asfalto bagnato e gomme intermedie, vede le due Ferrari beffate dalle due Mercedes di Rosberg e Schumacher, con Alonso costretto a manovre al limite per tornare dietro al gruppo di testa. Lo spagnolo si renderà protagonista di ben quattro uscite di pista nel tentativo di recuperare il terreno perduto dietro le Mercedes. Intanto Massa, tradito dal bagnato, stampa il suo posteriore contro le protezioni. Il brasiliano riesce a proseguire nonostante l’ala posteriore seriamente danneggiata ma, la sua, è una gara parzialmente compromessa.
La pioggia si intensifica e Vettel si ritrova in difficoltà con Hamilton, che lo pressa da vicino costringendolo all’errore. L’inglese passa in testa alla gara, mentre Vettel si ritrova subito a dover duellare anche con Button. Tutti dentro per il primo valzer di pit-stop, con l’asfalto che comincia ad asciugarsi. Tutte le scuderie quindi passano alle coperture slick morbide: Button, che aveva anticipato la sosta, con le gomme già calde riesce ad avvicinare Vettel e a passarlo, balzando così in seconda posizione. Nick Heidfeld e la sua Lotus-Renault sono protagonisti  di una pericolosa scena proprio in corsia box, con il tedesco che parcheggia la sua monoposto proprio alla fine della pit-lane, per un principio d’incendio sulla fiancata sinistra della sua vettura.
Il pilota riesce a balzare fuori con la vettura completamente avvolta dalle fiamme, i commissari accorrono immediatamente per spegnere l’incendio, ma il fuoco danneggia le batterie del KERS provocando l’esplosione dell’intera fiancata che per poco non investe il personale di servizio.
Il caos generato dal problema di Heidfeld, spedisce tutto il gruppone nei box in attesa di un probabile intervento della safety car che però non viene richiesta dal direttore di gara.
Una scelta davvero insensata, vista la pericolosità della situazione, la posizione della vettura e dei detriti, in piena traiettoria per le vetture che escono dal box.
A metà gara Alonso decide di giocare una nuova carta: rientra per montare un nuovo treno di morbide e recupera a suon di giri veloci, costringendo il gruppo di testa a rientrare in anticipo.
Il duo Red Bull e Button decidono di montare le dure per cercare di arrivare alla fine della corsa, Hamilton, invece, monta le morbide come Alonso, ma i giri alla fine sono ancora molti e dovrà cercare di gestire le gomme.
Un piccolo scroscio di pioggia rimescola di nuovo le carte, con Hamilton che finisce in testacoda e, nel rientrare, per poco non colpisce Di Resta della Force-India.
Button passa il suo compagno di squadra e insieme ingaggiano un lungo duello, con Vettel che resta dietro a valutare la situazione.
La pioggia aumenta d’intensità e sia Webber che Lewis decidono di rientrare e montare gomme intermedie per avere un vantaggio sul resto del gruppo, che è rimasto in pista.
La pioggia cessa e per Webber ed Hamilton arriva la beffa: entrambi infatti sono costretti a ritornare nuovamente al box per montare le slick, con l’inglese della McLaren costretto anche a scontare un drive trought per la manovra pericolosa che per poco non metteva fuori gara Paul Di Resta.
Alonso riesce a issarsi fino alla terza posizione ma, mentre cercava di recuperare su Vettel, l’ennesimo testacoda spenge definitivamente i suoi sogni di gloria, costringendolo ad accontentarsi del gradino più basso del podio, con Button che va a vincere la gara nel suo duecentesimo gran premio disputato in Formula 1.

TROPPO CAOS NEI BOX? - Si è passati dai 3 sorpassi fatti su questo circuito nel 2010 alla valanga vista in questa gara ricca di colpi di scena, con il record di ben 88 pit-stop effettuati.
C’è da dire che anche la pioggia ci ha messo del suo, rimescolando le carte, ma la variabile delle gomme è determinante nelle gare di oggi dove è davvero complicato valutare la performance pura di team e piloti. Non è un caso che Vettel riesca a gestire agevolmente il suo enorme vantaggio nel suo viaggio verso il secondo titolo iridato.
Ferrari e McLaren continuano ad alternarsi come seconda forza nel mondiale, alla caccia dell’ambitissimo secondo posto mondiale (ormai è rimasto solo questo da vincere), lasciando il via libera alla Red Bull che, per la prima volta nel corso della stagione, non è la vettura più veloce del lotto, almeno in gara.
Alla fine della stagione 2009 la FIA decise di eliminare il rifornimento delle vetture durante i pit-stop proprio per questioni di sicurezza ma oggi, quando nei box si vedono in media 80 fermate, è normale che si creino inevitabilmente situazioni pericolose durante i momenti convulsi delle gare, ormai sempre più indecise e ricche di spettacolarità. E’ davvero questa la strada che la Federazione vuole seguire per il futuro?
Nel 2010 Sutil e Kubica si scontrarono in corsia box proprio in Ungheria, per fortuna senza causare danni ai meccanici ma solo alle vetture. Sempre nella stessa gara, Rosberg perse una ruota durante il pit, che andò a colpire un meccanico.
Questo weekend abbiamo visto D’Ambrosio della Marussia-Virgin finire in testacoda mentre rientrava nella sua piazzola in pit-lane e, per poco, non centrava in pieno il suo team. Senza dimenticare l’incendio che ha colpito la vettura di Heidfeld, che poteva avere conseguenze ben peggiori sia per lui che per i commissari di percorso.
Se questa è la strada che la Federazione vuole seguire per la sicurezza in questo sport, forse c’è qualcosa da cambiare.
Ora tre settimane di stop forzato, per arrivare nel rush finale della stagione:  si ripartirà dal bellissimo circuito belga di Spa a fine agosto, subito seguito dalla nostra gara di casa a Monza, dove tutti i team sforneranno le ultime soluzioni tecniche, per un finale di stagione sicuramente ricco di colpi di scena.

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