Formula1 - Gp di Germania, Hamilton torna a vincere

Lunedì 25 Luglio 2011 19:44 Fabrizio Donati Sport - Motori
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Dopo la pioggia di critiche che ha ricevuto da appassionati e addetti ai lavori, passando dai contatti selvaggi monegaschi fino al crash suicida in Canada. L’angolo-caraibico aveva assolutamente bisogno di tornare alla vittoria con una McLaren in crisi e pericolosamente scivolata indietro nel weekend inglese a Silverstone.
Una buona dose di ottimismo per Hamilton e la squadra, in vista di quella che sarà l’unica lotta vera che infiammerà le piste fino alla fine della stagione: il duello per la seconda posizione costruttori tra Ferrari e McLaren e quello per il secondo posto mondiale tra l’inglese, Alonso e Webber.


LA GARA - Dopo le prove libere sembrava che la Ferrari potesse bissare il successo di Silverstone, invece le qualifiche hanno riportato sulla terra il team di Domenicali, con Alonso solo quarto e staccato di mezzo secondo. La vera sorpresa è stata la pole di Hamilton, con una McLaren sempre in difficoltà durante il venerdì: con un giro perfetto è riuscito a conquistare la seconda posizione accanto a Webber, mentre Vettel afferrava la terza posizione.
Al via Webber scatta male (come sempre ormai) ed Hamilton vola alla guida del gruppo. Alonso riesce a passare Vettel ma, qualche giro dopo, complice una lieve escursione sull’erba sintetica ancora bagnata, finisce nuovamente alle sue spalle. Dietro, intanto, Massa resta attardato da Rosberg.
Dopo i primi in giri in difficoltà, le due Ferrari scaldano le coperture e iniziano ad attaccare: Alonso passa Vettel e Massa supera Rosberg. Il campione del mondo in carica va in crisi e finisce in testacoda, ma senza perdere posizioni; intanto davanti Alonso parte alla caccia di Webber a suon di giri record.
Heidfeld, nel tentativo di passare Buemi, viene sbattuto fuori pista dallo svizzero e deve ritirarsi. Nel frattempo Hamilton perde terreno e Webber lo attacca, mentre in terza posizione Alonso vola e si fa minaccioso dietro l’ala posteriore dell’australiano della Red Bull.
Mark anticipa lo stop, seguito nel giro successivo da Lewis e Fernando, che entrano insieme: in uscita si ritrovano Massa e Vettel in piena lotta, con il brasiliano che riesce a passare il campione del mondo in netta crisi di gomme.
Situazione di stallo fino al secondo rientro al box, con Webber che anticipa tutti nuovamente, ma perde la posizione nei confronti di Hamilton, che riesce a contenerlo. Alonso rientra ai box, ma uscendo dal pit, si ritrova in difficoltà con le gomme ancora fredde e viene subito passato dall’inglese della McLaren.
Nel gruppo centrale Massa riesce a contenere Vettel, mentre Button è costretto a ritirarsi per problemi idraulici: è il secondo ritiro consecutivo per Jenson dopo la figuraccia di Silverstone.
Hamilton comincia a perdere terreno nei confronti di Alonso e rientra subito, Fernando invece decide di restare fuori ancora due giri, ma si rivelerà una strategia sbagliata. Lo spagnolo, infatti, non riesce a girare con tempi record e, dopo il pit, esce in seconda posizione dietro all’inglese, che con le Pirelli dure vola.
Il finale riserva un’ultima sorpresa solo nel duello Massa-Vettel: entrambi rientrano per montare gomme dure nel giro finale, ma un dado ruota difettoso priva a Massa di un meritato quarto posto. Il tedesco invece finisce per la prima volta, dopo 14 gare, fuori dal podio proprio davanti al pubblico di casa.

QUESTA FERRARI VALE? - La vittoria di Silverstone poteva sembrare solo figlia di quelle beghe regolamentari figlie dell’infinita polemica su diffusori e scarichi di scuola Red Bull, ma la realtà è che la Ferrari sta crescendo.
Già da Monaco, la 150° Italia aveva dimostrato di saper tenere il ritmo di Red Bull e McLaren, ma le nuove modifiche a telaio, sospensioni e scarichi introdotte a Silverstone, hanno dato alla monoposto di Maranello quella spinta in più che l’ha resa in grado di farla battagliare alla pari con Red Bull, anche se la qualifica continua a restare il suo vero tallone d’Achille.
E’ chiaro che il mondiale ormai è solamente un utopia, ma il secondo posto nel mondiale costruttori e in quello piloti non è una fantasia così lontana e Alonso può davvero riuscire nel miracolo. Ma lo spagnolo ha bisogno di vincere e Massa necessita di unire fortuna a buone performance, perché in McLaren di certo non dormono sugli allori.
La prossima domenica si correrà in Ungheria prima della lunga pausa estiva, che durerà fino al 28 agosto, quando i motori torneranno a ruggire nel bellissimo circuito di Spa in Belgio, per l’ultima parte di campionato.
Budapest è un circuito tortuoso, con asfalto abrasivo e grande caldo, definito dai piloti come una “Monaco senza le barriere”: una condizione perfetta per questa Ferrari che non riesce a scaldare le gomme. Non ci resta che attendere pochi giorni per vedere se il miracolo può riuscire davvero a questa rossa: chiudere con onore e dignità un anno cominciato nel peggiore dei modi.

IL FUTURO DELLA CATEGORIA - Nella riunione della Federazione Internazionale tenutasi qualche giorno prima del weekend di gara, sono state finalmente approvate e rese pubbliche tutte le regole e le novità della Formula 1 che entreranno in vigore dalla stagione 2014, quella che vedrà nuovamente la rivoluzione della categoria.
Naturalmente la novità più importante riguarda i nuovi motori: si tratta di propulsori da 1.6 litri a sei cilindri, con architettura a V di 90° obbligatoria per tutti, con un regime di rotazione limitato a 15.000 giri. Inoltre ci sarà un limite anche per il flusso del carburante, che non dovrà superare i 100 Kg/h, mentre verrà introdotta  per tutti l’ottava marcia sul cambio, limitando così al massimo i consumi. Sempre sul fronte dell’ecologia, il KERS verrà rivisto: sarà disponibile una versione più potente che non si limiterà, come ora, a recuperare energia in frenata per sviluppare 80 cavalli per soli sei secondi ogni giro, ma recupererà energia anche dagli scarichi delle vetture, consentendo ai piloti di transitare nella pit-lane totalmente in “Modalità Elettrica” durante i pit-stop.
Esteticamente le vetture non subiranno grandissime variazioni: ci saranno modifiche solamente sul peso, che aumenterà. I musi delle vetture verranno tutti abbassati (questo forse già dalla prossima stagione) e il profilo alare anteriore verrà ridotto per questioni di sicurezza. In più i piloti avranno, per la prima volta nell’abitacolo, il pulsante per avviare autonomamente il motore.
Non si è fatta attendere la replica delle scuderie, che oltre ad aver ottenuto la re-introduzione dei test durante la stagione già dal prossimo anno, hanno richiesto alla FIA di rivedere insieme queste nuove direttive. La telenovela è appena cominciata.

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