Alla nona gara finalmente è arrivata la prima vittoria della Ferrari con Fernando Alonso, autore di una gara condotta con autorevolezza lì dove nessuno credeva che questa 150° Italia potesse battere le rivali. Lì dove, proprio 60 anni fa, il messicano Jose Froilan Gonzales portò una rossa per la prima volta alla vittoria nel mondiale di Formula 1.
LA GARA - Partenza con pista bagnata: tutti si presentano con gomme intermedie su un circuito per metà asciutto e con il tratto veloce ancora allagato. Vettel balza al comando con una straordinaria partenza, mettendosi subito dietro il compagno di scuderia. Ad inseguire Alonso, Hamilton (autore di un primo giro straordinario, da decimo a quinto) seguito da Button e Massa.
La prima parte di gara è tutta marcata Red Bull, con le Ferrari che non riescono a sfruttare le gomme su pista umida. Il circuito comincia ad asciugarsi e tutti rientrano immediatamente per montare le coperture slick: in questa fase sia Hamilton che Button riescono a guadagnare sulle Ferrari, in crisi con le slick che non riescono a entrare in temperatura.
La svolta arriva quasi a metà gara, con pista ormai asciutta: Alonso riesce a risalire e riprendersi la posizione che, nel frattempo, aveva perso nei confronti di Hamilton, lento al pit stop, mentre Button è costretto al ritiro dopo che i meccanici dimenticano di fissare la sua gomma anteriore destra. Nel box si vive qualche momento concitato, con Kobayashi che, ripartendo dalla sua piazzola, rischia di colpire una Williams: per evitare il contatto, centra le pistole pneumatiche nel box della Force-India.
La Ferrari di Alonso vola in pista, segnando giri record e costruendo il suo vantaggio nelle velocissime curve Becketts. Vettel rientra al box con Alonso, ma un problema durante il suo pit consente a Fernando di balzare al comando.
Mentre davanti la Ferrari distanzia tutti, Hamilton crea un tappo dove restano bloccati Vettel e Webber: solo al terzo pit-stop il tedesco riesce a sorpassare di strategia l’inglese della McLaren e portarsi al secondo posto.
Webber recupera e riesce a passare Hamilton, costretto a rallentare perché a corto di carburante, mentre Mark Webber si porta molto vicino al suo compagno di scuderia proprio nei giri finali del Gran Premio.
In Red Bull impartiscono a Webber l’ordine di congelare le posizioni, ma l’australiano ignora le comunicazioni e ingaggia un duello con Vettel fino alla bandiera a scacchi, mentre Hamilton riesce, proprio sul traguardo, a contenere Massa, che termina in quinta posizione.
Alonso vince così il primo Gran Premio stagionale per la Ferrari, 60 anni dopo Gonzales, nel circuito meno adatto alle caratteristiche delle rosse di Maranello.
FORMULA PAGLIACCI - La FIA è riuscita in questo weekend di gara a distruggere l’ultimo barlume di credibilità che gli era rimasto, dopo decenni di decisioni sbagliate e regole imbarazzanti.
Dopo l’annuncio di qualche gara fa, con il divieto dell’utilizzo dei diffusori soffiati a partire dalla gara inglese, il venerdì mattina prima delle prime prove libere, a seguito delle pressioni di Red Bull e Mercedes, la Federazione ha deciso di tornare indietro su i suoi passi, consentendo il soffiaggio di aria calda nei diffusori al 50% invece che del 10% come precedentemente annunciato, ma solo per i team con motori Renault e Mercedes.
Immediata la reazione degli altri team, Ferrari e Williams in primis, che hanno contestato la decisione e la FIA è stata costretta a tornare nuovamente indietro, vietando nuovamente il soffiaggio per i diffusori di tutti i team.
Dopo le qualifiche, dove si è vista finalmente una Red Bull terrestre, una Ferrari competitiva, ma soprattutto Renault e Mercedes in difficoltà, la FIA ha consentito nuovamente l’uso dei diffusori scatenando le ire di tutto il paddock, rimandando una decisione ufficiale per la domenica mattina prima della gara e lasciando libertà di scelta a tutti i team.
Con l’opposizione delle scuderie motorizzate Cosworth e Ferrari, la gara si è svolta con il soffiaggio dei diffusori limitato al 10%, mentre tutti i team sono arrivati all’accordo che dal successivo Gran Premio, fino alla fine del mondiale, si tornerà alla precedente configurazione congelando, di fatto, il regolamento tecnico per tutto il corso della stagione.
In una Formula 1 difficile da comprendere, sia per lo spettatore sia per gli addetti ai lavori, vedere un organo di controllo e di organizzazione come la FIA agire come un dilettante allo sbaraglio, completamente inadeguata al ruolo che svolge in questo sport, rende tutto piuttosto imbarazzante.
INIZIA UN MONDIALE DIVERSO? - Con il rientro del divieto, in Germania la Red Bull dovrebbe tornare al livello di competitività cui ci aveva abituati sin da inizio anno, ma la Ferrari, grazie al nuovo pacchetto aerodinamico fatto debuttare in Inghilterra, potrebbe davvero dare del filo da torcere alla scuderia austriaca fino alla fine, rendendo più difficile la vita di Christian Horner e soci.
La 150° Italia si è presentata a Maranello con un nuovo sistema di sospensioni, già testato nei precedenti weekend di gara, studiato per riuscire a mandare più velocemente in temperature le coperture Pirelli, in particolar modo le mescole dure, che tanto penalizzarono le rosse alla gara di Barcellona.
Il pacchetto comprende anche un nuovo e riveduto diffusore e un’ala posteriore inedita priva del pilone centrale, ma sostenuta solo dai due profili laterali, con le bandelle laterali completamente riviste e ispirate alle McLaren.
Il mondiale ormai è un argomento riservato a Vettel che, anche nelle peggiori delle ipotesi, riesce a terminare le gare in seconda posizione. I Gp rimanenti saranno quindi per Maranello un buon banco prova in vista della prossima stagione, con l’obiettivo di vincere il maggior numero di gare possibili e cercando di contrastare la McLaren per la conquista del secondo posto nelle due classifiche iridate.
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