24 Ore di Le Mans – Audi nella storia

Martedì 14 Giugno 2011 12:37 Fabrizio Donati Sport - Motori
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Audi scrive il decimo sigillo nella storia della corsa più bella e famosa del mondo, la maratona della Sarthe. La nuova R18 HDI non solo conquista la vittoria, ma domina qualifiche e gara, strappando il titolo ai francesi di Peugeot, quest’anno per la prima volta in difesa. AUDI AL TRAGUARDO - La cavalcata dei tedeschi non è stata, però, tutta rose e fiori: su tre R18 HDI iscritte, due sono finite disintegrate contro le protezioni dopo nemmeno metà a gara, con due incidenti terribili, ma fortunatamente solo spettacolari, con Mcnish fuori dopo 23 minuti e nella notte fuori anche Rockenfeller, che ha stampato la sua LMP1 contro le protezioni verso Arnage.
Gli eroi di questa 79° edizione sono stati i membri dell’unica R18 rimasta in gara, quella condotta da Faessler - Lotterer – Treluyer, autori anche della Pole Position e veri dominatori della classica maratona. L’Audi n° 2 vincitrice ha percorso ben 352 giri, ma è riuscita a vincere con un distacco di soli 15 secondi sui secondi classificati, l’equipaggio della Peugeot 908 HDI FAP di Pagenaud-Bourdais-Lamy.
Una gara sprint più che una corsa endurance, ricca di colpi di scena, oltre ai due grossi incidenti e al lungo periodo di neutralizzazione, con la safety car attiva nella notte dopo il tremendo crash di Rockenfeller. Anche la pioggia ha animato una cosa tiratissima dal primo all’ultimo giro, con sorpassi al limite in ogni ora di gara.
Le Audi hanno puntato tutto sulla prestazione pura, presentandosi al via con una LMP1 performante che ha messo alle strette una 908 conservativa e un team, quello Peugeot, troppo prudente nelle strategie e forse ancora scosso dopo la batosta del 2010, quando le vetture francesi rifilavano quasi 3 secondi al giro alle tedesche, ma si arresero tutte per problemi di affidabilità, lasciando campo libero ad un Audi in difficoltà.
Dieci vittorie in tredici partecipazioni, una in più rispetto alla Ferrari, che ormai manca da molti anni tra le sfidanti per la classe regina di questa straordinaria competizione, un vero e proprio banco di prova per le case automobilistiche che riescono a sfruttare l’esperienza in pista per la tecnologia da applicare sulle vetture stradali.

PEUGEOT ALLA RICERCA DELLA RISCOSSA - Nella classe LMP2 è riuscita a trionfare la Zytek, motorizzata Nissan, del team Greaves Motorsport, pilotata da Ojjeh - Kimber - Smith - Lombard, arrivata in ottava posizione in classifica generale, mentre in GTE-Pro non è riuscito il miracolo a Bruni – Fisichella – Vilander nel portare alla vittoria al debutto la nuovissima 458 Italia della AF Corse, afflitta da numerosi problemi d’elettronica ma giunta comunque al traguardo in seconda posizione dietro la corvette, che si è aggiudicata anche la classe GTE-Am con la C6 della Larbre Competition.
La sfida si rinnoverà sul circuito francese il prossimo anno con Peugeot alla ricerca della riscossa e con l’Audi che è già a lavoro per riuscire a mantenere costanza nelle prestazioni, diminuendo i consumi.
Intanto il presidente della FIA Jean Todt, che ha dato anche il via alla maratona quest’anno, ha siglato un importante accordo con gli organizzatori per creare già dalla prossima stagione un nuovo campionato del mondo endurance: è uno storico punto d’incontro tra FIA e A.C.O., dove le case costruttrici potranno esprimere tutte le loro capacità per produrre vetture innovative, ecologiche e tecnologiche.

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