Gp di Turchia – La luce alla fine del tunnel

Martedì 10 Maggio 2011 20:07 Fabrizio Donati Sport - Motori
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Una legge che fa parte della Formula 1, da sempre, è che la storia può cambiare radicalmente e velocemente. E la Ferrari in Turchia l’ha dimostrato ancora una volta.
Una scuderia che in Cina arrancava tra le posizioni di rincalzo, si è ritrovata improvvisamente (dopo un lungo stop del mondiale di tre settimane che ha permesso agli uomini del cavallino di lavorare duramente sulla 150° Italia) a lottare per il podio e perfino sognare una vittoria contro gli extra-terrestri della Red Bull.
Di certo non siamo davanti ad una vera e propria rinascita del cavallino rampante, ma Fernando e i suoi cominciano a vedere la luce alla fine del tunnel.

LA GARA - Dopo il solito teatrino Red Bull, durante le qualifiche, con tutta la prima fila occupata dal duo di Chris Horner, solo la Mercedes di Rosberg (in grande rispolvero) e le due McLaren si erano prenotati per la lotta in gara, ma quello che si è visto poi sul circuito di Istanbul è stato un film diverso.
Al via Webber parte male dalla casella numero due e viene sorpassato dal duo McLaren, ma Hamilton sbaglia nel tentativo di sorpassarlo e viene passato da Alonso che si butta alla caccia dell’australiano.
Dietro grande bagarre con Rosberg, le due McLaren, impegnate per quasi tutto il Gp in una lotta fratricida, e Massa, autore di una gara aggressiva ma poco incisiva, condizionata anche da pit-stop lenti ed un problema alla posteriore destra durante la sua ultima fermata nei box.
Mentre davanti Vettel cerca la fuga, Alonso, dopo essersi liberato di Rosberg, attacca e passa Webber grazie alla combinazione DRS-Kers. Dietro intanto la battaglia continua tra Hamilton, Button, Rosberg e Massa con il brasiliano attardato da errori di guida e pit-stop infelici che lo sbattono fuori dalla zona punti.
Nel finale Webber, seppur senza l’aiuto del Kers, raggiunge e passa Alonso strappandogli un secondo posto d’oro andando a completare il capolavoro Red Bull, sempre più avanti nel mondiale con Vettel ormai in fuga. Finalmente la Ferrari riesce a raggiungere il podio dopo quattro gare.
Da segnalare un record, dopo quello dei sorpassi quasi raggiunto nell’ultimo gran premio della Cina, questa volta è stato battuto il record di pit-stop in una gara del mondiale.
Sono stati ben 78 le fermate in pit-lane per il cambio gomme contro i 75 del 1997 durante un Gran Premio D’Europa sotto pioggia battente. Tanto per ribadire l’enorme cambiamento che sta condizionando la Formula 1 in questa stagione.

L’ULTIMA SPIAGGIA - Tra 15 giorni si correrà in Spagna, sul veloce circuito di Catalunya, gara di casa per Fernando Alonso:  tante novità in arrivo per le rosse, dall’ala flessibile di scuola Red Bull ad un nuovo e riveduto diffusore, sperando che diano alla scuderia, quello spunto in più per provare ad attaccare le “lattine volanti”.
In Cina la Ferrari accusava un ritardo da Vettel di quasi due secondi in qualifica e di un secondo in gara: in Turchia il distacco si è dimezzato con Alonso che riusciva in gara a tenere i tempi di Webber e Vettel, che non riuscivano a fare il vuoto come nei primi appuntamenti del mondiale.
Spagna e poi Montecarlo sono le piste giuste per dare una svolta ad un mondiale iniziato nel peggiore dei modi: le rosse hanno bisogno di carico aerodinamico e soprattutto di punti.
Vettel ne ha 52 di vantaggio sullo spagnolo, anche se la strada verso la riscossa sembra lunga e tortuosa. La Ferrari ha dimostrato in passato di poter regalare ai suoi tifosi, recuperi da leggenda: non ci resta che aspettare e vedere se le rosse riusciranno a ritornare protagoniste.

L’OMBRA DEL RE - Anche se in pochi se ne sono accorti, in Turchia correva anche Michael Schumacher, il sette volte campione del mondo ormai sempre più l’ombra di se stesso.
Mentre il suo compagno lottava per il podio, lui si ritrovava nelle retrovie a battagliare per posizioni di rincalzo, sempre coinvolto in contatti  e incidenti. E’ un pilota ormai disorientato, remissivo e stanco. Caratteristiche che non hanno mai fatto parte della leggenda Schumacher, nemmeno nelle peggiori annate con Benetton e Ferrari.
Schumacher ha indubbiamente sottovalutato il suo ritorno in Formula 1: il campione tedesco pensava di essere competitivo sin da subito ma si è ritrovato una vettura difficile da guidare, un team nel quale non riesce a ritrovarsi  ed avversari agguerriti che non aspettano altro che mettersi dietro la grande leggenda che ha cambiato la storia di questo sport.
Il 2012 sarà l’ultimo anno di contratto con la Mercedes, sempre che Michael non decida di andarsene prima, e salvo miracoli dell’ultim’ora, pare del tutto improbabile che le cose possano cambiare per lui.
Già si parla del promettente debuttante Di Resta come probabile sostituto in Mercedes. Di sicuro nessuno due anni fa poteva mai immaginare che anche il sedile di Schumacher potesse “traballare” un giorno.

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