Tutto era già ben chiaro al termine delle qualifiche: quest’anno la superiorità della Red Bull e del suo alfiere Sebastian Vettel non daranno spazio a nessuno.
La Ferrari si prende quasi un secondo e mezzo sul giro secco, la Mercedes naviga addirittura a due secondi dal tedesco, la seconda Red Bull ad otto decimi, quasi fosse una monoposto differente quella a disposizione di Mark Webber.
La vera sorpresa è la coppia McLaren, competitiva fin dal venerdì: riesce a strappare una prima e seconda fila. Dopo aver sofferto enormemente durante i test invernali, il team di Grove è riuscito a recuperare più di un secondo sul giro durante il weekend.
LA GARA - Il momento in cui Alonso perde la sua unica chance di arrivare a podio è la partenza. Lo spagnolo infatti parte male e si trova all’esterno della prima insidiosa curva, stretto da Petrov e Button, viene così sorpassato dal compagno Massa e da Rosberg su Mercedes.
Inizia la rimonta del bi-campione asturiano che riesce a intromettersi nell’unica lotta che anima il pomeriggio australiano, quella tra Massa e Jenson Button, che con kers e ala mobile, le prova tutte per passare il brasiliano ma senza riuscirci: il taglio di una chicane lo costringerà a un drive trought.
Davanti Vettel continua la sua cavalcata senza sforzo fino al traguardo. Dietro di lui Hamilton, che nel tentativo di raggiungerlo, fa una piccola escursione sull’erba e danneggia il fondo piatto riuscendo comunque a gestire la vettura fino alla bandiera a scacchi.
A metà schieramento Schumacher si ritira con il fondo danneggiato dopo un contatto al primo giro con Buemi, mentre il suo compagno Rosberg viene letteralmente buttato fuori da Barrichello durante un tentativo di sorpasso impossibile da parte del brasiliano, anche lui poi ritiratosi.
La gara termina con Sebastian Vettel davanti a tutti, staccatissimo. Hamilton, secondo, è stato l’unico in grado di metterlo sotto pressione, poi un sorprendente Petrov sul terzo gradino del podio (la prima volta per il giovane pilota e la prima volta nella storia della Formula1 per un russo), seguiti da Alonso e Webber costretti a tre pit-stop contro i due del trio di testa. Squalificate le due Sauber di Perez e Kobayashi, giunte al traguardo sesta e settima, per una irregolarità sull’ala mobile (il team ha fatto però ricorso alla fine delle verifiche tecniche).
LO SPETTACOLO - Chi aspettava di vedere una Formula 1 diversa, grazie alla nuova ala mobile (DRS), è rimasto completamente deluso. La nuova ala funziona ma il kers annulla tutti i suoi benefici: la dimostrazione in gara l’hanno data Massa e Button, impegnati in una dura lotta per una buona frazione di gara. Il brasiliano continuava a difendersi sfruttando il kers, mentre era attaccato dall’inglese sul rettilineo principale con il DRS attivato. Sicuramente Melbourne non era proprio la pista adatta per testare sul campo i due sistemi, ma le premesse non fanno di certo ben sperare.
Le gomme Pirelli hanno sorpreso un po’ tutti dimostrandosi molto più longeve rispetto a quello che si era visto durante i test invernali. I tre sul podio sono riusciti a concludere il Gran Premio effettuando due soste mentre gli inseguitori Alonso, Webber e Massa sono dovuti ricorrere al terzo pit-stop. Subito dietro di loro, il debuttante Perez, con la Sauber, si presentava al traguardo in zona punti con una sola fermata nei box.

SOFFERENZA FERRARI - La Ferrari ha sofferto molto, sia in qualifica che in gara, a causa della temperatura dei pneumatici. Sembra proprio che le r
osse di Maranello si trovino in netta difficoltà rispetto alla concorrenza, soprattutto nelle fasi iniziali di corsa e sul giro secco: le loro migliori tornate sono state realizzate nell’ultima fase di gara.
A gara terminata è emersa l’ipotesi di estendere l’uso del sistema DRS liberamente, come già avviene nelle prove libere e in qualifica, ma siamo veramente sicuri che ridurre il carico aerodinamico sia veramente la soluzione a tutti i problemi della Formula1?
MUSI FLESSIBILI E REGOLE FLESSIBILI? - Il regolamento sportivo della Formula1 prevede che tutte le vetture conservino un certo spessore del fondo piatto al termine della corsa per evitare che lo stesso strusci per tutta la durata del Gran Premio, evitando così che le squadre possano cercare di sfruttare al massimo l’effetto suolo rendendo le vetture poco gestibili e pericolose. Lewis Hamilton ha danneggiato il suo fondo uscendo di pista in curva mentre cercava di raggiungere inutilmente l’inavvicinabile Red Bull. Nessuno però si è preso la briga di misurare nel parco chiuso, dopo la gara, lo spessore del suo fondo (come risulta nel comunicato stampa della Federazione): tale verifica avrebbe certamente portato alla squalifica l’inglese (tra l’altro già graziato dai commissari nelle qualifiche, dove aveva ostacolato un collega nel suo giro veloce). Inoltre, sempre durante il Gran Premio, i commissari non hanno ritenuto opportuno esporre la bandiera nero-arancio al pilota, obbligandolo così a rientrare nel box perché la sua vettura presentava evidenti problemi (il suo fondo infatti continuava a vibrare pericolosamente). In una situazione del tutto simile nel 2003, sempre a Melbourne, Schumacher (con problemi sui deviatori di flusso laterali), venne invece richiamato dai commissari.
IL MUSO FLESSIBILE - Ormai è chiaro che in Formula1 le polemiche corrono più veloci delle monoposto: dopo il doppio diffusore di Brawn del 2009 e il condotto F-Duct della McLaren nel 2010, quest’anno la Red Bull ha presentato un’innovazione aerodinamica che debuttò, con grande successo, già nel Gran Premio D’Ungheria 2010 e fu giudicato regolare dalla Fia: le ali flessibili o meglio… il muso flessibile. Dalle immagini televisive è chiaro, anche a chi non è esperto di aerodinamica, che le ali frontali di Red Bull e McLaren (il team è riuscito in extremis a copiare la soluzione del geniale Newey nell’ultimo test a Barcellona) sembrano quasi strusciare sull’asfalto, creando di fatto un effetto suolo che crea un carico aerodinamico elevatissimo.
Tale carico elevato rende le vetture facili da guidare, dona maggiore trazione in uscita di curva e diminuisce sensibilmente l’usura dei pneumatici. Ma perché le altre scuderie non hanno introdotto anche loro questa soluzione? Il regolamento infatti vieta la flessibilità delle ali e tutte le componenti alari delle vetture vengono sottoposte a verifiche di resistenza prima, dopo la gara e nelle qualifiche dei weekend. Il genio di Newey ha però escogitato un metodo per flettere le ali e superare la verifica tecnica: far flettere l’intero muso della vettura.
In questo modo l’ala anteriore è vicinissima al terreno quando la vettura è in movimento, ma da ferma rispetta le misure previste dal regolamento tecnico, così come tutte le altre monoposto dello schieramento. Questo è l’ennesimo buco regolamentare che condizionerà certamente tutto il mondiale 2011. Ora non resta che aspettare una pronta reazione delle squadre che hanno fatto flop nella gara inaugurale. Mercedes e Ferrari proveranno a riscattarsi al prossimo appuntamento, in Malesia.
Tutto era già ben chiaro al termine delle qualifiche: quest’anno la superiorità della Red Bull e del suo alfiere Sebastian Vettel non daranno spazio a nessuno.
La Ferrari si prende quasi un secondo e mezzo sul giro secco, la Mercedes naviga addirittura a due secondi dal tedesco, la seconda Red Bull ad otto decimi, quasi fosse una monoposto differente quella a disposizione di Mark Webber.
La vera sorpresa è la coppia McLaren, competitiva fin dal venerdì: riesce a strappare una prima e seconda fila. Dopo aver sofferto enormemente durante i test invernali, il team di Grove è riuscito a recuperare più di un secondo sul giro durante il weekend.
LA GARA - Il momento in cui Alonso perde la sua unica chance di arrivare a podio è la partenza. Lo spagnolo infatti parte male e si trova all’esterno della prima insidiosa curva, stretto da Petrov e Button, viene così sorpassato dal compagno Massa e da Rosberg su Mercedes.
Inizia la rimonta del bi-campione asturiano che riesce a intromettersi nell’unica lotta che anima il pomeriggio australiano, quella tra Massa e Jenson Button, che con kers e ala mobile, le prova tutte per passare il brasiliano ma senza riuscirci: il taglio di una chicane lo costringerà a un drive trought.
Davanti Vettel continua la sua cavalcata senza sforzo fino al traguardo. Dietro di lui Hamilton, che nel tentativo di raggiungerlo, fa una piccola escursione sull’erba e danneggia il fondo piatto riuscendo comunque a gestire la vettura fino alla bandiera a scacchi.
A metà schieramento Schumacher si ritira con il fondo danneggiato dopo un contatto al primo giro con Buemi, mentre il suo compagno Rosberg viene letteralmente buttato fuori da Barrichello durante un tentativo di sorpasso impossibile da parte del brasiliano, anche lui poi ritiratosi.
La gara termina con Sebastian Vettel davanti a tutti, staccatissimo. Hamilton, secondo, è stato l’unico in grado di metterlo sotto pressione, poi un sorprendente Petrov sul terzo gradino del podio (la prima volta per il giovane pilota e la prima volta nella storia della Formula1 per un russo), seguiti da Alonso e Webber costretti a tre pit-stop contro i due del trio di testa. Squalificate le due Sauber di Perez e Kobayashi, giunte al traguardo sesta e settima, per una irregolarità sull’ala mobile (il team ha fatto però ricorso alla fine delle verifiche tecniche).
LO SPETTACOLO - Chi aspettava di vedere una Formula 1 diversa, grazie alla nuova ala mobile (DRS), è rimasto completamente deluso. La nuova ala funziona ma il kers annulla tutti i suoi benefici: la dimostrazione in gara l’hanno data Massa e Button, impegnati in una dura lotta per una buona frazione di gara. Il brasiliano continuava a difendersi sfruttando il kers, mentre era attaccato dall’inglese sul rettilineo principale con il DRS attivato. Sicuramente Melbourne non era proprio la pista adatta per testare sul campo i due sistemi, ma le premesse non fanno di certo ben sperare.
Le gomme Pirelli hanno sorpreso un po’ tutti dimostrandosi molto più longeve rispetto a quello che si era visto durante i test invernali. I tre sul podio sono riusciti a concludere il Gran Premio effettuando due soste mentre gli inseguitori Alonso, Webber e Massa sono dovuti ricorrere al terzo pit-stop. Subito dietro di loro, il debuttante Perez, con la Sauber, si presentava al traguardo in zona punti con una sola fermata nei box.
SOFFERENZA FERRARI - La Ferrari ha sofferto molto, sia in qualifica che in gara, a causa della temperatura dei pneumatici. Sembra proprio che le rosse di Maranello si trovino in netta difficoltà rispetto alla concorrenza, soprattutto nelle fasi iniziali di corsa e sul giro secco: le loro migliori tornate sono state realizzate nell’ultima fase di gara.
A gara terminata è emersa l’ipotesi di estendere l’uso del sistema DRS liberamente, come già avviene nelle prove libere e in qualifica, ma siamo veramente sicuri che ridurre il carico aerodinamico sia veramente la soluzione a tutti i problemi della Formula1?
MUSI FLESSIBILI E REGOLE FLESSIBILI? - Il regolamento sportivo della Formula1 prevede che tutte le vetture conservino un certo spessore del fondo piatto al termine della corsa per evitare che lo stesso strusci per tutta la durata del Gran Premio, evitando così che le squadre possano cercare di sfruttare al massimo l’effetto suolo rendendo le vetture poco gestibili e pericolose. Lewis Hamilton ha danneggiato il suo fondo uscendo di pista in curva mentre cercava di raggiungere inutilmente l’inavvicinabile Red Bull. Nessuno però si è preso la briga di misurare nel parco chiuso, dopo la gara, lo spessore del suo fondo (come risulta nel comunicato stampa della Federazione): tale verifica avrebbe certamente portato alla squalifica l’inglese (tra l’altro già graziato dai commissari nelle qualifiche, dove aveva ostacolato un collega nel suo giro veloce). Inoltre, sempre durante il Gran Premio, i commissari non hanno ritenuto opportuno esporre la bandiera nero-arancio al pilota, obbligandolo così a rientrare nel box perché la sua vettura presentava evidenti problemi (il suo fondo infatti continuava a vibrare pericolosamente). In una situazione del tutto simile nel 2003, sempre a Melbourne, Schumacher (con problemi sui deviatori di flusso laterali), venne invece richiamato dai commissari.
IL MUSO FLESSIBILE - Ormai è chiaro che in Formula1 le polemiche corrono più veloci delle monoposto: dopo il doppio diffusore di Brawn del 2009 e il condotto F-Duct della McLaren nel 2010, quest’anno la Red Bull ha presentato un’innovazione aerodinamica che debuttò, con grande successo, già nel Gran Premio D’Ungheria 2010 e fu giudicato regolare dalla Fia: le ali flessibili o meglio… il muso flessibile. Dalle immagini televisive è chiaro, anche a chi non è esperto di aerodinamica, che le ali frontali di Red Bull e McLaren (il team è riuscito in extremis a copiare la soluzione del geniale Newey nell’ultimo test a Barcellona) sembrano quasi strusciare sull’asfalto, creando di fatto un effetto suolo che crea un carico aerodinamico elevatissimo.
Tale carico elevato rende le vetture facili da guidare, dona maggiore trazione in uscita di curva e diminuisce sensibilmente l’usura dei pneumatici. Ma perché le altre scuderie non hanno introdotto anche loro questa soluzione? Il regolamento infatti vieta la flessibilità delle ali e tutte le componenti alari delle vetture vengono sottoposte a verifiche di resistenza prima, dopo la gara e nelle qualifiche dei weekend. Il genio di Newey ha però escogitato un metodo per flettere le ali e superare la verifica tecnica: far flettere l’intero muso della vettura.
In questo modo l’ala anteriore è vicinissima al terreno quando la vettura è in movimento, ma da ferma rispetta le misure previste dal regolamento tecnico, così come tutte le altre monoposto dello schieramento. Questo è l’ennesimo buco regolamentare che condizionerà certamente tutto il mondiale 2011. Ora non resta che aspettare una pronta reazione delle squadre che hanno fatto flop nella gara inaugurale. Mercedes e Ferrari proveranno a riscattarsi al prossimo appuntamento, in Malesia.
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