Ci siamo, tra pochi giorni partirà il mondiale di Formula1 dopo l’annullamento della prima gara in Bahrein a causa della crisi del mondo arabo a cui stiamo assistendo ormai da mesi.
Il via domenica prossima nella terra dei canguri mentre il sipario calerà in Brasile il 27 novembre prossimo dopo 19 appuntamenti, tra cui la new entry “India”. Di nuovo come nella stagione 2009, le monoposto saranno equipaggiate con il Kers, il sistema di recupero dell’energia cinetica in frenata, ma le due vere novità saranno l’ala mobile posteriore e le nuove coperture realizzate da Pirelli (che fornirà gli pneumatici anche alle categorie cadette Gp2 e Gp3) dopo l’addio della storica Bridgestone, in Formula 1 ormai dal lontano 1997.
Pronti quindi alla ricerca di riscatti e conferme, con nuove regole ma soprattutto, con quella che sarà la grande protagonista sin da subito: la confusione. Ma andiamo nel dettaglio alla scoperta di come cambierà la Formula1 in questa stagione.
IL KERS - Già visto nel 2009, il sistema di recupero dell’energia cinetica verrà adottato da quasi tutti i team, i piloti potranno utilizzarlo solamente per circa sette secondi in un giro dando alla vettura un plus di potenza di 80 cavalli: un sistema molto utile che è in via di sviluppo anche nel panorama automobilistico di serie, ma che sicuramente non andrà ad aiutare quella carenza di spettacolo che dilaga nel circus iridato.
L’ALA POSTERIORE MOBILE - Nemmeno scuderie e piloti sapranno a Melbourne come poterla utilizzare al meglio vista la gran confusione che la Federazione ha creato introducendo l’ennesimo dispositivo nella spasmodica ricerca dei sorpassi, i veri assenti di questa Formula1.
L’ala mobile potrà essere attivata dal pilota solamente in un tratto di pista prefissato, che verrà segnalato gara per gara dai commissari sportivi (solitamente il rettilineo davanti i box). Il pilota che attacca potrà attivarla solo dopo aver ricevuto il via libera dalla direzione gara se si troverà a meno di un secondo di distacco dall’auto che precede nell’ultimo intermedio del circuito.
Solo in questo caso, il pilota potrà attivarla e guadagnare fino a 15km/h sulla velocità di punta mentre il suo utilizzo sarà completamente libero durante le prove libere e le qualificazioni.
NOVITA’ – Saranno vietati i sorpassi all’interno della pit lane, dopo le continue polemiche per alcuni episodi avvenuti in particolar modo nella passata stagione. Il cambio dovrà durare ben cinque Gran Premi e non più quattro come nel 2010: pena per chi dovesse cambiarlo prima, cinque posizioni di arretramento sulla griglia di partenza. La regola del 107% verrà re-introdotta, dopo essere sparita per qualche anno, a causa della “lentezza” dei nuovi team arrivati nel circus la scorsa stagione e per motivi legati alla sicurezza: tale regola impedirà alle vetture troppo lente di qualificarsi e di prendere parte alla corsa. I giochi di squadra di nuovo regolari ma non dovranno esserci gare e risultati palesemente costruiti a tavolino. Inoltre da quest’anno le vetture non potranno rientrare in pit-lane quando la Safety Car, vettura della commissione, sarà in pista: è un modo per evitare il teatrino a cui abbiamo assistito nella scorsa stagione in occasione del Gran Premio d’Europa. Sparita invece la possibilità di cambiare l’incidenza dell’ala anteriore (introdotta nel 2009), vietati f-duct e diffusore forato, aumentato il peso minimo delle monoposto e rinforzate le strutture per aumentare maggiormente la sicurezza di piloti e pubblico.
PNEUMATICI, ADDIO BRIDGESTONE - Pirelli per tutti, con ancora una mescola morbida e una dura da utilizzare
obbligatoriamente durante la gara. L’azienda italiana ha deciso di marcare con un colore differente ogni tipo di pneumatico prodotto e non solo con due colorazioni come fatto Bridgestone fino allo scorso anno (pneumatici di mescola dura con riga bianca e quelli di mescola morbida con una riga verde). In un periodo dove la confusione generale regna sovrana, questa era davvero una scelta necessaria da fare? A voi l’ardua sentenza.
ALLA RICERCA DELLO SPETTACOLO - La Fia ha chiesto esplicitamente alla Pirelli di costruire pneumatici con durata minima per garantire un maggiore spettacolo e un maggior livello d’incertezza durante i gran premi costringendo le scuderie a più fermate in pit-lane durante la corsa, contrariamente all’unica sosta che i team facevano con le gomme giapponesi nel 2010.
Il rischio è che siano proprio le gomme le vere protagoniste di questo mondiale, al contrario dei milioni e milioni spesi per sviluppare la confusionaria ala mobile posteriore e il superfluo Kers.
Nei test pre-campionato la Ferrari ha palesato una grande affidabilità compiendo tantissimi chilometri senza riscontrare problemi, ma la vettura da battere sarà sicuramente la Red Bull e il campione del mondo in carica Sebastian Vettel, mentre Toro Rosso e la Mercedes di Schumacher potranno fare la parte degli outsider. Male la McLaren che, dopo aver presentato una vettura innovativa, ha coperto pochissimi chilometri mostrando una grandissima fragilità e soprattutto una bassa competitività. Notevole progresso invece per la Lotus di Trulli e Kovalainen, che sembra aver imboccato la strada giusta, mentre la Virgin pare in netta difficoltà. Chi sta messa davvero male è l’HRT, che schiera il nostro Vitantonio Liuzzi: la vettura non ha percorso nemmeno un chilometro e farà il suo debutto in pista proprio in Australia.
Le prospettive per un mondiale ricco di sorprese ci sono tutte, non ci resta che aspettare e vedere chi avrà lavorato meglio durante l’inverno ma soprattutto, se tutte queste nuove infernali tecnologie, aiuteranno davvero la Formula1 a tornare quella di un tempo ormai lontano.
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