Le gare della domenica del Gran Premio di San Marino, seconda parte: dopo un sabato convulso ecco scendere in pista, per l’atto finale, la classe regina. I bolidi si sfidano, si sorpassano. Ma a fine gara una notizia raggela gli animi: la scomparsa del pilota Shoya Tomizawa. Sarà un podio triste per Dani Pedrosa
Dopo un sabato convulso, arriviamo al circuito in prima mattinata, e già la classe 125 sta effettuando il warm-up. Gli ultimi 20 minuti per la messa a punto delle moto e pochissimo tempo per gli ultimi dettagli prima della gara. La quantità di persone presenti aumenta di ora in ora: la maggioranza, bisogna ammetterlo, porta i colori di Valentino Rossi: giallo e blu, sole e luna, con il suo numero, il 46. In questo circuito c’è addirittura una parte di tribune riservata al suo fan club: d’altronde, qui è di casa! A seguire, subito le prove di Moto2 e Moto GP. Lorenzo corre, ma Pedrosa non è da meno: sarà una bella lotta. Entrambi spagnoli, entrambi minuti fisicamente, notiamo però una differenza fondamentale: appena Lorenzo mette piede in pista, è coperto di fischi. Per il resto, potrebbero anche confondersi. Seguiamo le prove da bordo pista ed è impressionante. Sul rettilineo del traguardo non si distinguono nemmeno dalla velocità a cui vanno; allora ci spostiamo verso una curva, dove devono per forza rallentare: almeno li riusciamo a mettere a fuoco il numero delle moto. Ci chiediamo come i piloti possano vedere la strada a quella velocità, per non parlare dei messaggi sui tempi che i loro teams espongono con dei cartelli davanti ai box. Resta un mistero. Senza tappi per le orecchie, poi, non si resiste: il rumore è fortissimo!
TENSIONE PRE-GARA - Sfrecciano le varie classi, e nei box c’è tensione. I piloti si fanno vedere poco, e sfuggono qualsiasi tentativo di avvicinamento. Rossi è blindato, Pedrosa si affaccia dal suo box per richiudervisi poco dopo. Gli altri si vedono sui rispettivi motorini dopo le prove per andare a pranzo prima di concentrarsi per la gara, ma nessuno concede tempo ai fans. Li capiamo: c’è bisogno di concentrazione e di tenere i nervi saldi. Seguiamo gli ultimi preparativi e poi, alle 11.00 in punto, parte la classe 125. Domina lo spagnolo Marc Marquez, leader del mondiale, su Red Bull Ajo, in 1’43.195; con lui sul podio, un altro spagnolo, Nicolas Terol su Bancaja Aspar e il tedesco Sandro Cortese su Avant Mitsubishi Ajo. C’è da dire che la gara passa quasi sotto silenzio, il che ci rammarica: in fondo, questi teams lavorano e si preparano esattamente come le altre classi. Arriva il momento della gara della Moto2: tutto secondo le previsioni, almeno all’inizio: Toni Elias con il suo numero 24 conserva la pole position e domina la gara. Assistiamo dai maxischermi presenti un pò ovunque in pista alla caduta di uno dei piloti, ma non sembra niente di più di un normale capitombolo. Le immagini tornano sulla gara, stravince Elias su Gresini Racing in 43’33.996, seguito da Julian Simon su Mapfre Aspar a 1.969 e terzo lo svizzero Thomas Luthi su Interwetten Motoriwaki a 11.919. Ai fini della classifica mondiale, Elias rinsalda il suo primato portando i suoi punti a 211; dietro di lui, in rincorsa, Simon a 128 e Luthi a 124: in pratica, il podio di oggi è lo specchio della classifica.
SCENDE IN PISTA LA CLASSE REGINA - Finalmente parte la classe regina: escono dai box i bolidi della Moto GP e alle 14.00 in punto parte la gara più attesa. Già durante il giro di ricognizione Jorge Lorenzo si fa riconoscere: sorpassa, molto maleducatamente e del tutto senza senso, Valentino Rossi che gli è davanti. Fischi e apprezzamenti poco gentili dal pubblico, stavolta a ragione. Ventotto giri da mal di pancia: si ritira Kallio su Pramac dopo 11 giri, Capirossi vola e coinvolge Hayden che tenta di proseguire, seppur staccatissimo, poi si ritira: Misano perde in poco tempo una Ducati ed una Suzuki. In testa, vola Pedrosa, che non solo conferma la sua pole position, ma stacca tutti. Dietro di lui, Lorenzo mantiene la seconda posizione, nonostante un attimo di brivido quando sembrava davvero per terra (ed era pure davanti a noi), ma con un miracolo riesce a tenere la moto in piedi e prosegue. Più interessanti le altre tre posizioni: Stoner partito terzo viene raggiunto, attaccato e superato da Rossi. I tifosi del Vale nazionale esultano e ora la speranza di tutti è che attacchi il compagno di squadra Lorenzo. Ma il mallorquino è troppo distante, e Rossi deve invece difendersi da Andrea Dovizioso su Honda che, dopo aver superato il canguro della Ducati, gli fa passare un brutto quarto d’ora. Bella gara, che si conclude con Pedrosa vittorioso con un tempo di 44’22.059, seguito da Lorenzo a 1.90 e Rossi a 3.183. A seguire, Dovizioso, Stoner, Spies (di cui abbiamo ammirato il casco, bellissimo), Edwards, Bautista, Barbera, Melandri, Espargaro, Aoyama, De Puniet e Simoncelli. Il Sicc, partito bene, ad un certo punto sparisce per ricomparire ultimo e un ritardo non indifferente: ma non molla e porta a termine la gara senza ritirarsi. Lorenzo resta leader del mondiale con 271 punti, seguito da Pedrosa con 208 e Dovizioso con 139. Rossi è quarto con 130 punti, alla pari con Stoner. Gli altri italiani: 9° Melandri (67 punti), 11° Simoncelli (65), 15° Capirossi (41). Yamaha guida la classifica costruttori, seguita da Honda e Ducati.
PODIO TRISTE - E’ solo a gara terminata che veniamo informati che il pilota caduto in Moto2, il giapponese Shoya Tomizawa, è deceduto. Il gelo cala sul circuito. Nessuno ha più voglia di festeggiare. Podio triste e nessuna bottiglia di champagne stappata per la seconda vittoria consecutiva di Dani Pedrosa. L’invasione di campo dei tifosi acclama solo Rossi, fischia (e non solo) Lorenzo, considera poco o niente il vincitore. Anche il tempo sembra adeguarsi all’atmosfera cupa che è scesa sul Gran Premio: è nuvoloso e minaccia pioggia.
Assistiamo alla conferenza stampa, brevissima, dove tutti e tre i piloti in un pessimo inglese dicono, a turno, le stesse cose: che con un morto non c’è altro da dire, che non conoscevano bene Tomizawa ma il ricordo è quello di un ragazzo di 19 anni simpatico e in gamba. Pedrosa appare molto scosso, dice che sono stati informati solo a gara terminata, probabilmente per non venire deconcentrati, e che è rimasto davvero scioccato alla notizia. Della gara, solo che il team sta lavorando bene ed è un bel momento per lui. Lorenzo afferma che con quello che è successo non c’è altro da dire, che la gara di fronte ad una notizia del genere non conta. Rossi fatica a crederci, è difficile accettarlo, tutti i risultati sono nulla rispetto ad una vita spezzata: di lui dice che era bravo, veloce e giovane, e l’atmosfera si è fatta improvvisamente strana. Dopo essersi concessi a poche domande di singoli giornalisti, i piloti lasciano la conferenza, a cui ne segue un’altra proprio per i dettagli sulla morte di Tomizawa. Rossi scappa immediatamente, Pedrosa poco dopo. L’unico che si ferma ad ascoltare cosa sia successo, andandosi a sedere in mezzo al pubblico come un giornalista qualsiasi, è proprio Lorenzo. Che abbia un’anima anche lui?
Photos by Luigi Tesan
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