
Misano Adriatico: le prime pagine di diario di un tragico motoGP.
All'adrenalina di una corsa in diretta si sovrappone ed esplode la tristezza per la scomparsa, ancora una volta prematura, di un ragazzo.
Ecco la prima parte del reportage della nostra inviata Chiara Pedretti.
SABATO 3 SETTEMBRE 2010 Approfittando dello sbarco della macchina Moto GP in Italia (anche se ufficialmente si tratta del Gran Premio di San Marino), siamo partiti per Misano Adriatico (RN) venerdì, e nel pomeriggio eravamo già al circuito, subito travolti dall’atmosfera magica che attornia una gara di questo livello. Attorno alla pista c’è un mondo intero da scoprire, che non si immagina nemmeno. Dalla televisione vediamo solo la pista, appunto, e i box, nel momento della gara e delle qualifiche del sabato, quelle che stabiliscono la griglia di partenza. Ma c’è molto di più. Entriamo ai paddocks, ossia i retrobox, area riservata ma non troppo: senza pass non si entra, ma c’è comunque moltissima gente. A fianco del rettilineo del traguardo, ovviamente i box, sopra i quali c’è la nostra sala stampa, con colleghi da tutto il mondo. Incontriamo il mitico Nico Cereghini, ex campione del mondo, il primo ad insistere sull’importanza di allacciare bene il casco e di tenere le luci accese in moto anche di giorno (molto prima che diventasse obbligatorio). Con lui, il signor “Tutti in piedi sul divano”, Guido Meda, commentatore Mediaset, noto per la famosa frase ad ogni arrivo vincente di Valentino Rossi. Dietro ogni box, ci sono dei TIR che sembrano camion normalissimi, in realtà sono vere e proprie officine, una per pilota per la classe Moto GP e uno ogni due piloti per la Moto 2 (ex 250), dotate di tutto quanto necessario, dai pezzi di ricambio, agli attrezzi meccanici, ai “cambi abito” per i piloti. A lato, una vasca dove dopo ogni volta che la moto tocca la pista, fosse anche per pochi metri, tutti i pezzi vengono accuratamente lavati uno ad uno. Curioso vedere che la moto che poco prima correva in pista, viene smontata pezzo per pezzo, con gli addetti che corrono avanti e indietro dai box con i pezzi di moto in mano, che sciacquano, insaponano, risciacquano e asciugano… Tutto un via vai di gomme, forcelle, parti di cambio o di carena, e tutto ciò ogni volta! Ci sono persone addette apposta solo al lavaggio dei pezzi perché la moto deve essere sempre linda come nuova.

Le prove libere della classe regina sono finite e ovviamente, davanti al box di Valentino Rossi c’è sempre una fila di persone inenarrabile. Siamo fortunati e dopo le prove libere, il Vale nazionale esce un attimo dal suo box: zoppica ed ha un cerotto sul ginocchio destro. In viso è cupo, e per niente il solito Valentino: firma pochi autografi e poi si ritira. Poco dopo, incrociamo Loris Capirossi, Colin Edwards, e Marco Simoncelli. Quest’ultimo si ferma, firma tutti gli autografi, saluta i bambini, si concede per le foto, insomma, un campione di simpatia e umiltà: speriamo rimanga così. Ci passa a fianco Casey Stoner dal quartier generale Ducati, che carica la moglie sul motorino, saluta sorridendo e se ne va. Ci spostiamo verso la zona “Hospitality”, dove tutti i teams hanno una loro base dove principalmente ci sono bar e ristorante riservati al team stesso. All’ingresso, alcune case propongono modelli di loro moto o materiale pubblicitario. Incontriamo Jorge Lorenzo, decisamente poco cordiale, e Nicky Hayden, riconoscibile per la saetta disegnata col rasoio fra i suoi capelli. Valerio Staffelli, l’inviato di Striscia La Notizia, pranza all’Hospitality Ducati.

SABATO 4 SETTEMBRE 2010 Arriviamo presto. Diamo un’occhiata alle Motor Homes, dove dormono i piloti, vere e proprie case mobili dall’apparenza di un TIR. Tra tutte, inconfondibile quella di Valentino Rossi, con le sue iniziali e il 46 sul retro, e il suo motorino con l’immancabile 46 parcheggiato a fianco. Ed eccolo uscire, caricare la fidanzata e avviarsi ai box per le prove di qualificazione. Dietro di lui, sempre in motorino, Nicky Hayden e poi Mika Kallio del team Pramac. Intanto iniziano a girare le varie ragazze immagine il cui unico impegno è reggere l’ombrello del team, tutte con fisici da modella e alte il doppio dei piloti. Un clone di Valentino ma con una trentina d’anni in più gira per i paddocks confondendo un po’ tutti: con il casco sembra proprio lui, ma appena scopre il viso si svela il trucco… Sarà fatto apposta per far respirare un po’ il Vale? Prima sessione di prove, ancora libere, con Lorenzo davanti a tutti: il mallorquino della Yamaha sembra imprendibile. Dietro di lui, Dani Pedrosa su Honda Repsol e Casey Stoner. Rossi solo quinto, preceduto anche dal suo amico Colin Edwards, ora in forza al team Monster Yamaha. A seguire, Dovizioso, Hayden, Barbera e Spies (con un bellissimo casco con la bandiera americana). Persi nelle retrovie gli altri, Simoncelli e Melandri in primis. Quest’ultimo, esce poi dai box con la testa bassa, occhiali da sole, cercando proprio di non farsi notare, e non firma nemmeno un autografo. Nel pomeriggio, le attesissime prove ufficiali che stabiliscono l’ordine di partenza. Stavolta è Pedrosa a strappare la pole position con un tempo di 1’33.948, ed è pure il giro più veloce. Dietro di lui, Lorenzo a 0.308 e Stoner a 0.449. Rossi solo quarto con un ritardo di 0.522. Gli altri italiani tutti dietro: 8° Dovizioso, 9° Simoncelli, 10° Melandri e 11° Capirossi su Rizla Suzuki. Ma non c’è solo la Moto GP. La classe 125 è decisamente poco considerata, la Moto 2 (ex 250) un po’ di più. Su tutti, un grande campione, lo spagnolo Toni Elisa su Gresini Racing, attualmente leader della classifica. Nelle prove libere non fa benissimo, è solo 6° a 0.184 dal miglior tempo di Andrea Iannone su Fimmco Speed Up. Nelle prove ufficiali però la musica cambia: Elias passa davanti a tutti con un tempo di 1’38.991, seguito da Scott Redding su Marc VDS e Julian Simon su Mapfre Aspar.
Al termine delle prove ufficiali, la gara della categoria Rookies, ossia ragazzini giovanissimi già in sella a dei bolidi di quel genere. Segue una manifestazione del team Honda Gresini, che vede schierati per qualche foto e un giro di prova i due piloti di Moto GP Simoncelli e Melandri, Elias per la Moto 2 ed un gruppo di ragazzini con delle piccole Honda, tra cui notiamo Luca, il fratello di Valentino Rossi, che porta il numero 97 (praticamente un 46 rovesciato!). Intanto, i meccanici degli altri teams sono al lavoro: montano, smontano, correggono, testano senza sosta, infaticabili. Insieme a loro, le prove in pista delle Safety Cars.
Il sole sta tramontando sul circuito di Misano quando usciamo. Domani, il grande giorno: le gare.
Photos by Luigi Tesan
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