Ora che è tutto finito e che la Spagna ha difeso il suo titolo, entrando letteralmente nella storia, ci si può permettere di valutare, con un occhio più distaccato, ciò che abbiamo visto sui campi di Polonia e Ucraina. Fusiorari ha considerato le prestazioni di calciatori, squadre e commissari tecnici, ed ha stilato un ranking delle cinque migliori e peggiori posizioni, con i rispettivi voti. Iniziando dai giocatori, dove a Fabregas, Pirlo e Ronaldo fanno da contraltare a Sneijder, Sifakis e Robben.
FABREGAS RE – Ecco, per cominciare, la classifica top dei calciatori:
1°-Cesc Fàbregas: 9. Abbiamo scelto lui poiché è stato veramente l’uomo che, in questa super-Spagna, ha fatto la differenza per tutta la durata del torneo, specialmente nella doppia sfida contro l’Italia. Riassume un po’ le eccezionali, ma prevedibili, performance dei suoi compagni di squadra Xavi Hernandez, Andrés Iniesta ecc…che senza dubbio avrebbero meritato le prime cinque posizioni, monopolizzando la nostra lista. Superman.
2°-Andrea Pirlo: 8,5. Anche stavolta la classe cristallina del bresciano ha brillato in un Campionato di calcio internazionale, risultando il migliore in assoluto fra gli Azzurri. Se a Kiev fosse finita diversamente, avrebbe perfino rischiato di conquistare il Pallone d’Oro. La sua intelligenza tattica e la sua visione di gioco sono fuori dal comune: già ben dieci anni fa Carlo Ancelotti lo considerava un giocatore unico al mondo, il migliore nel suo ruolo. Stupendo.
3°-Cristiano Ronaldo: 8,5. Dopo un inizio non esaltante, la violenza delle critiche lo ha fatto rinascere e da solo ha portato il suo Portogallo ad un soffio dalla finale di Kiev. Avrebbe forse meritato di eliminare la Spagna sotto tono della semifinale, ma si è dovuto inchinare alle Furie Rosse dopo i calci di rigore. Ciononostante, è un talento naturale ed è giusto che sia ancora in lizza per il Pallone d’Oro. Imprendibile.
4°-Mario Balotelli: 8. Questo Europeo poteva essere la consacrazione per lui e in un certo senso lo è stato; mettendo a segno tre gol di rara bellezza ha mostrato al mondo cosa è capace di fare (se ne ha voglia). Devastante contro la Germania: in pratica l’ha affondata lui quella che era considerata una corazzata inaffondabile per chiunque, ad eccezione (forse) della Spagna. E’ giovanissimo, deve ancora crescere e questa è una buona notizia per il pallone made in Italy. Gigante.
5°-Andry Shevchenko: 8. Un vero e proprio orgoglio nazionale. L’ex-stella di Dinamo Kiev, Milan e Chelsea ha lottato come un leone per presentarsi al meglio a questo importantissimo evento giocato in casa, e non ha affatto deluso. Anzi, ha deliziato gli spettatori con una fantastica doppietta alla Svezia e una generosissima prova contro l’Inghilterra, pur acciaccato e con un ginocchio gonfio. Solo applausi per questa icona dello sport. Immortale.
SNEIJDER E ROBBEN FLOP – Adesso passiamo alle delusioni più gravi di Polonia&Ucraina 2012:
1°-Wesley Sneijder: 3. Cosa è andato bene a Euro 2012 per Sneijder? Non lo sappiamo. Ma sappiamo cosa è andato male: semplicemente tutto. Non è riuscito nemmeno a segnare un gol per salvarsi la faccia. Abulico.
2°-Michalis Sifakis: 3. In novanta minuti contro la Germania ha vanificato tutti gli sforzi fatti dai suoi compagni per raggiungere i quarti di finale. Un portiere di riserva “saponetta”, che di palloni non ne ha presi neanche uno: li ha solo dovuti raccogliere dal fondo della rete per far ripartire il gioco dal centro del campo. Difendendo i pali dell’Aris Salonicco, è stato nominato miglior portiere greco nel 2010 e nel 2011; si capisce perché non lo è stato nel 2012. Disastroso.
3°-Arjen Robben: 4. Il consueto “finalista perdente” stavolta non si avvicina neanche lontanamente dalla finale. Come per il suo compagno di squadra Sneijder, vincitore di questa speciale e poco gratificante classifica, nulla è andato per il verso giusto alla star del Bayern Monaco. Ma almeno ha mostrato una certa dose di buona volontà. Inutile.
4°-Andrey Arshavin: 5. Dal capitano russo ex-Arsenal ci si poteva aspettare molto di più, invece dopo le prime uscite si è eclissato progressivamente, come la sua squadra. Zero reti, nel vivo delle azioni solo a sprazzi: non è stato l’Arshavin che aveva incantato l’Europa quattro anni fa in Austria&Svizzera. Evanescente.
5°-Zlatan Ibrahimovic: 5,5. Due gol in tre partite non sono niente male, ma ha corso spesso al piccolo trotto prendendosela con i compagni, al posto che con se stesso. Doveva essere il trascinatore della Svezia, lo è stato solo nell’ultima partita contro la Francia, quando i giochi ormai erano fatti. Nervoso.
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