C’è una cosa da constatare in questo Campionato Europeo di calcio: alla fine la differenza la fanno la classe e la determinazione: due elementi di cui Portogallo, Spagna, Germania e Italia hanno fatto valere nei confronti di Repubblica Ceca, Francia, Grecia e Inghilterra, loro rispettivi avversari, surclassati, seppur in maniera diversa, nel gioco e nelle occasioni da rete. Le prime quattro squadre del Continente sono state selezionate e ora si trovano una di fronte all’altra per contendersi l’accesso in finale: al curioso derby della penisola iberica si affianca una delle sfide più suggestive del calcio mondiale, Germania-Italia. Noi di Fusiorari abbiamo provato ad indicare gli uomini, uno in ogni squadra, che potrebbero sorprendere positivamente nella fase più decisiva e più emozionate del torneo.
XABI ALONSO RULLA LA FRANCIA - Sempre e solo lui. Dopo aver concluso l’ennesima stagione stratosferica al Real Madrid con 46 gol in 38 presenze in Primera División, Cristiano Ronaldo sta conducendo la Nazionale del proprio Paese verso lidi ben più rosei di quanto fosse lecito aspettarsi. Dalle disastrose prime uscite con Germania e Danimarca, l’ala di Funchal ha saputo invertire rotta a sé e alla sua squadra, prendendosi sulle spalle la responsabilità del collettivo come solo un vero campione potrebbe fare. Nei quarti di finale è stato lui il demolitore della Repubblica Ceca: due pali e una rete hanno messo ko gli uomini di Michael Bilek, mai realmente in partita. In questo momento è in lizza per il Pallone d’Oro (non una novità, dato che compare nella classifica di France Football ininterrottamente da otto anni), ma moltissimo dipenderà dal prosieguo del torneo e, in particolare, dall’esito della sfida con i suoi compagni di club della Spagna, la prossima avversaria in semifinale del Portogallo. Le Furie Rosse, nei quarti, hanno piegato la resistenza francese con estrema facilità. Veramente poca cosa la squadra transalpina al cospetto dei maestri di Del Bosque, clamorosamente irrisi da un possesso palla infinito ed estenuante. La doppietta di Xabi Alonso ha messo in chiaro quanto sia elevato il livello della Selección Roja rispetto ai galletti, colpevoli di aver giocato una partita arrendevole, attendista e per nulla coraggiosa. I dubbi della stampa sulle prestazioni spagnole si sono affievoliti, ma non sono del tutto scomparsi. Il derby iberico servirà da cartina al tornasole, anche se la sensazione è che i campioni d’Europa e del mondo in carica siano ancora, in ogni caso, i favoriti.
DAL “BISCOTTO” AL “CUCCHIAIO” - Altro che “Cavallo di Troia” o Davide contro Golia. Per la Grecia non è successo il miracolo: obiettivamente sarebbe stato azzardato pronosticarlo, anche se il momentaneo pareggio di Samaras alla rete di Lahm aveva illuso dieci milioni di greci. Nella seconda frazione la Germania ha raccolto ciò che aveva seminato nel primo tempo ed è dilagata, segnando altre tre marcature ad una generosa ma modesta Nave Pirata, tradita dagli errori del portiere di riserva Sifakis. Il rigore messo a segno da Salpingidis all’89’ è servito solamente a ridurre lo “spread”. Inflessibile come la cancelliera Merkel, l’undici di Joachim Löw non ha subìto cali di concentrazione e prosegue nella striscia di 14 vittorie consecutive in altrettante partite ufficiali, condite da 43 gol all’attivo e 10 al passivo. Una marcia inesorabile quella dei Panzer, perfino più convincente di quella degli spagnoli. Una marcia che l’Italia dovrà arrestare, se vuole coronare il sogno di trionfare allo stadio Olimpico di Kiev. Gli Azzurri sono reduci dalla lotta all’ultimo sangue con l’Inghilterra, superata grazie alla lotteria dei rigori. Lo 0 a 0 dopo 120 minuti non rende giustizia ai ragazzi di Prandelli, che hanno letteralmente dominato gli avversari, ma ancora una volta la performance della Nazionale ha palesato l’incapacità cronica di “monetizzare” ciò che si investe in termini di azioni pericolose e di tiri nello specchio. Tant’è vero che l’Italia detiene il peggior attacco tra le semifinaliste della competizione. Attualmente il pericolo maggiore per la squadra Azzurra, senza considerare il valore, effettivo, della Deutsche Fussballnationalmannschaft, è la stanchezza. Le statistiche dicono che è assai raro che la formazione reduce da una vittoria ai penalties passi il turno ai danni di quella che viene da un successo ottenuto nei novanta minuti regolamentari. Di contro, però, noi italiani abbiamo una straordinaria tradizione favorevole contro la Germania nei match delle fasi finali di grandi competizioni, di cui la semifinale mondiale di Dortmund del 2006 è stata la conferma più recente.
LE POSSIBILI RIVELAZIONI - Al di là delle stelle che si affronteranno (Ronaldo, Xavi Hernandez, Iniesta, Özil, Müller, Pirlo, Buffon), la redazione di Fusiorari si sente di puntare su giocatori meno al centro dell’attenzione e che, proprio per tale motivo, potrebbero rivelarsi degli inattesi protagonisti e risultare decisivi per l’esito dei due confronti. Nel Portogallo scegliamo João Moutinho, un centrocampista offensivo di grande carattere e consistenza in mezzo al campo, elemento imprescindibile nella Selecão di Paulo Bento. Nella Spagna occhio a Jordi Alba, ventitreenne del Valencia cresciuto nella cantera blaugrana, appena entrato nel novero della Nazionale ma già autore di buone prestazioni, in particolare contro la Francia. Tra i tedeschi è già un idolo, ma solo la vittoria in Euro 2012 può rendere Manuel Neuer un mito: finalista in Champions League con il Bayern Monaco, è attualmente considerato dall’IFFHS (l’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio) il secondo miglior portiere del mondo dietro a Casillas. Tra gli Azzurri è da monitorare Claudio Marchisio, centrocampista duttile dotato di un tiro potente; la stagione appena conclusa è stata per lui la migliore, diventando preziosissimo per la conquista dello scudetto da parte della Juventus. Tra poche ore scopriremo se l’imminente spettacolo delle semifinali concederà un po’ di gloria agli attori appena ricordati o se la scena verrà rubata, ancora una volta, dai grandi big. Ma non importa: comunque andrà a finire, sarà uno spettacolo.
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