Al termine del girone d’andata del campionato 2011-2012, la Juventus si può fregiare del titolo di campione d’inverno, tornando ad essere protagonista nella massima competizione italiana. Seguono Milan, in rincorsa dopo un avvio complicato dai numerosi infortuni, e Udinese, che conferma quanto di buono si era visto nella scorsa stagione. L’Inter rimane a sei punti dalla vetta, “guarita” da Ranieri dopo un pessimo inizio di campionato, mentre il Napoli delle imprese europee fatica a trovare continuità in Serie A. Ormai lontane dalla vetta e dalle aspirazioni scudetto le squadre romane.
TORNA LA JUVE – Dopo alcune stagioni tormentate, i tifosi bianconeri possono tornare ad accarezzare il sogno scudetto. La Juventus conclude il girone d’andata con 41 punti, in testa alla Serie A e soprattutto imbattuta. Ma non sono solo i numeri a stimolare le ambizioni della squadra di Torino, ma piuttosto la ritrovata grinta con cui gli undici di Conte scendono in campo. Una determinazione e una coesione che era mancata nelle passate stagioni e che ora riesce a compensare un organico inferiore rispetto al Milan di Allegri. Certamente un ruolo rilevante è stato giocato anche dagli innesti di mercato della scorsa estate, uno su tutti l’ingaggio di Andrea Pirlo. L’ex rossonero ha contribuito ad aumentare la qualità al centro del campo, fornendo a Conte il regista che era mancato nelle passate formazioni. Ma non solo. Anche gli altri arrivi si sono rivelati importanti: Vucinic, che ha portato estro nel reparto offensivo, Vidal, con il suo apporto di quantità al centrocampo e Lichsteiner, che fornisce alla Juventus un terzino sinistro ora convincente. Anche Estigarribbia e il tanto bistrattato Giaccherini hanno dato un contributo importante nelle occasioni in cui sono stati chiamati in causa. Buoni risultati che fanno dimenticare alcuni affari meno riusciti, come l’acquisto di Elia e di Pazienza.
Il girone di ritorno si prospetta combattuto, con il Milan ad un solo punto di distanza, e qualcosa può ancora essere migliorato. Dietro l’imbattibilità della Juventus si nascondono comunque otto pareggi, alcuni dei quali contro squadre decisamente inferiori, e certe prestazioni non proprio brillanti. Ma la squadra di Conte può fregiarsi dei risultati positivi negli scontri diretti con le principali concorrenti - tra cui brillano le vittorie contro le milanesi - nonché della migliore difesa della Serie A. Considerato il vantaggio non indifferente di non averi impegni nelle coppe europee, la Juventus può davvero ricominciare a sognare.
LE MILANESI – I campioni d’Italia uscenti si trovano secondi ad un solo punto dalla vetta, ma pagano un inizio di stagione in sordina con soli cinque punti in cinque partite. A discapito di Allegri e della sua squadra, la seria emergenza infortuni a inizio stagione. Una crisi che ha decimato il reparto offensivo tra settembre e ottobre, mettendo fuori gioco non solo Ibrahimovic, l’uomo chiave dei rossoneri, ma anche Robinho e Boateng. Problemi anche per Pato, la cui fragilità si conferma essere un grosso limite per il brasiliano, e che tuttora fatica ad ingranare. Si aggiunge alla lista poi il forfait di Cassano, a seguito del malessere che lo ha colpito alla fine di ottobre. Una volta riordinato l’attacco il Milan ha però ricominciato a fare gioco e punti, accorciando progressivamente la distanza dalla vetta. Rivelazione dell’organico rossonero è Antonio Nocerino, acquisto passato sottotraccia in un primo momento, ma che sta dando più frutti del previsto. Un rafforzo per il centrocampo del Milan ancora più vitale se si considera la lunga assenza di Alberto Aquilani. Forte del prolifico attacco – il migliore della Serie A, anche grazie alle 14 reti di Zlatan Ibrahimovic, la squadra di Allegri ha preso il giusto ritmo per inseguire lo scudetto, a patto che riesca a gestire il calendario più fitto rispetto ai concorrenti bianconeri.
Diversa la situazione dell’Inter. La guida di Gasperini si è rivelata disastrosa: una squadra disorganizzata, poco coesa e in apparente ritardo di condizione rispetto agli avversari. L’arrivo di Ranieri ha permesso all’Inter di ritrovare gradualmente ordine e risultati. L’ex tecnico di Roma, Juventus e Parma si è confermato capace di rimettere in piedi una squadra apparentemente allo sbando, semplificando il gioco e deviando lentamente verso un classico ma solido 4-4-2. L’Inter ha sofferto assenze importanti e prolungate, quali quelle di Forlan e Sneijder, ma difficilmente possono essere sufficienti per giustificare un inizio così zoppicante. Le ultime quattro vittorie consecutive raccolte in campionato hanno però restituito fiducia e accorciato la classifica. È forse presto per parlare di un’Inter ritrovata e in grado di competere per il titolo, ma è sicuramente un passo avanti rispetto alle aspettative di fine ottobre, quando anche la qualificazione per la Champions League pareva un miraggio.
LE ALTRE CONTENDENTI – Difficile inquadrare la stagione del Napoli. Se da un lato non si possono che esaltare i successi raccolti in campo europeo, non ci si può esimere dal sottolineare come il passo in campionato sia stato notevolmente più lento. L’impegno richiesto dalla Champions League - in particolar modo per una rosa come quella partenopea, che non si può permettere un turnover estensivo - è stato cruciale nel rallentare la corsa degli uomini di Mazzarri. È però forse un alibi insufficiente, se si considera che nel mese di gennaio il Napoli ha raccolto la miseria di due punti in tre partite. Un’assenza di continuità e una fatica nell’espugnare i campi delle cosiddette piccole, che si chiudono a riccio, sembrano mettere a rischio le possibilità per il Napoli non solo di inseguire la vetta, ma persino di ripetere la qualificazione alla Champions League.
Tutt’altro umore si respira a Udine. La squadra di Guidolin, a dispetto delle cessioni importanti durante il mercato estivo, si conferma squadra organica e costante. L’uomo chiave è ovviamente Antonio Di Natale, che con le sue 14 reti guida la classifica marcatori con Ibrahimovic e dà forza alla marcia dell’Udinese. I friulani non sono più una sorpresa e possono certamente aspirare a replicare la qualificazione alla Champions League, sebbene con soli tre posti disponibili la concorrenza sia più agguerrita.
Ormai fuori dai giochi anche le squadre romane. La Lazio, trascinata dal trentatreenne Klose, è capace di buone prestazioni, ma non riesce a trovare la continuità di risultati. La Roma invece ha sofferto un inizio difficile con il nuovo allenatore Luis Enrique, che ha faticato a trovare un equilibrio prima di iniziare a fare risultati. I giallorossi sono in ascesa e hanno risalito la classifica, ma non sembrano avere la forza necessaria per rimontare gli 11 punti che li separano dalla vetta.