Calcio - Champions League, italiane avanti

Giovedì 08 Dicembre 2011 21:17 Daniele Nicolini Sport - Calcio
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Impresa riuscita. Con lo 0-2 sul Villareal, il Napoli conquista il Madrigal e raggiunge una qualificazione storica. Poco male se il Milan pareggia e l’Inter perde contro il CSKA, la matematica le aveva già qualificate. Così tutte e tre le italiane raggiungono la fase finale e, a dispetto del ranking, presentano agli ottavi più squadre di Germania, Inghilterra e Spagna.

 

BEFFA PLZEN – Inevitabile turnover massiccio per la squadra di Allegri, data l’inutilità del match per la classifica del Milan. Spazio allora per una difesa inedita: De Sciglio, giovane classe ’92, Bonera, Mexes e Taiwo. A riposo anche Ibrahimovic, al suo posto il duo brasiliano Pato-Robinho supportato da Seedorf.
Anche il ViktoriaPlezen avrebbe poco da chiedere alla classifica, considerato che solo un’assai improbabile vittoria del Borisov sul Barcellona metterebbe a rischio la loro qualificazione all’Europa League. I cechi però giocano per l’orgoglio di fare risultato contro una grande del calcio europeo e nel primo tempo mettono sotto il Milan.
Il Plzen, più aggressivo e determinato, sfiora il gol in più di un’occasione. La prima intorno al quarto d’ora, quando su calcio d’angolo, Pilař sfiora l’incrocio con una girata acrobatica. Prima dell’intervallo si registrano un paio di buone ripartenze del Plzen, ma concluse malamente, e una incornata di Čišovský che termina di poco a lato. In 45 minuti il Milan raccoglie solo un’innocua conclusione di Seedorf da fuori area. Il pari sembra accontentare i rossoneri che mai abbozzano una manovra offensiva decisa.
Serve Pato per svegliare i tifosi rossoneri dal torpore per un  primo tempo sottotono. Al 2’ della ripresa sponda di petto di Robinho per il “papero”, che con freddezza salta anche l’estremo difensore e segna il gol del vantaggio. Neanche il tempo di festeggiare la rete e il Milan imbastisce il raddoppio. Rapido contropiede al 48’, inarrestabile uno-due tra Pato e Robinho e quest’ultimo firma lo 0-2. Partita finita, si direbbe. Tanto più che dalla Spagna il temporaneo vantaggio per 1-0 del Barcellona sul Borisov dovrebbe smorzare la determinazione del Plzen. Invece i cechi continuano a spingere in avanti, mentre i rossoneri si adagiano sul doppio vantaggio. Una determinazione che viene premiata proprio negli ultimi minuti: all’89’ Bystroň accorcia le distanze e in pieno recupero Ďuriš beffa Amelia. Esplode la gioia per i cechi, sale l’amarezza per i tifosi rossoneri. Non cambia comunque molto per il Milan, che per via del suo secondo posto deve sperare di avere fortuna nei sorteggi. L’avversario sperato è ovviamente l’Apoel, rivelazione cipriota di questa Champions League, ma molto più alte sono le probabilità di pescare uno dei top team europei.

MALATA MA PRIMA – Anche per l’Inter la sesta giornata del girone di Champions League ha poco più del valore di un’amichevole. Il primo posto è già assicurato, sebbene in un girone decisamente modesto. Pertanto Ranieri si concede qualche novità nella formazione, per far riposare i titolari e lasciar crescere i giovani. Castellazzi prende così il posto di Julio Cesar e scendono in campo anche Obi, Faraoni e Coutinho. Dovrebbe essere il CSKA a fare la partita, considerato che la sua qualificazione è ancora aperta, ma la manovra dei russi è lenta e prevedibile. Così l’Inter riesce, con sporadici spunti, a creare più di una ghiotta occasione nel primo tempo. La prima, colossale, arriva al 9’, quando, in tre contro l’estremo difensore, gli attaccanti neroazzurri sprecano tutto. Solo due minuti dopo è Nagatomo a concludere centralmente da posizione ravvicinata. È sempre il giapponese ad impensierire Gabulov dalla distanza, ma il portiere si fa trovare pronto. Primo tempo invece piuttosto tranquillo per Castellazzi, messo in allarme solo su una girata di Wagner Love alla mezzora.
Inter non irresistibile quindi, ma più che sufficiente, contro un CSKA che dovrebbe imporsi, ma che non trova gli spazi per arrivare a rete. Situazione che però cambia radicalmente nel secondo tempo, quando già al 50’ il CSKA penetra con troppa facilità una difesa neroazzurra troppo statica, e trova il vantaggio con Doumbia. La reazione dell’Inter è immediata: solo un minuto dopo, Gabulov si oppone miracolosamente al colpo di testa di Ranocchia, ma sulla ribattuta il più rapido è Cambiasso, che segna il pari. La partita prende più ritmo, ma bisogna aspettare il finale per vedere i fuochi d’artificio. Zanetti scatta sulla destra, crossa sul secondo palo dove trova uno smarcatissimo Milito, che però conclude sulla traversa. “Gol sbagliato, gol subito” recita il vecchio adagio calcistico e, infatti, dopo solo un minuto Berezutski svetta sul calcio d’angolo e segna il vantaggio che qualifica il CSKA. Neroazzurri k.o. a San Siro per la seconda volta in meno di una settimana, anche se la sconfitta non comporta gravi conseguenze. L’Inter, la grande malata della Serie A, paradossalmente è l’unica a qualificarsi come prima del girone, anche se senza mai brillare e con avversari largamente alla portata. La vittoria dei russi serve a sottolineare alcuni problemi della formazione neroazzurra, come l’ormai inevitabile calo nel secondo tempo, la crisi realizzativa di Milito o la difesa talvolta ballerina. Quest’Inter non pare assolutamente in grado di giocarsela contro le grandi d’Europa, ma il primo posto potrebbe regalarle un’avversaria modesta e permetterle di continuare l’avventura europea un po’ più a lungo. Sta poi a Ranieri, e magari al mercato di riparazione, trovare le cure ai mali neroazzurri entro febbraio.

IMPRESA NAPOLI -  Difficile trovare qualcuno che, subito dopo lo spietato risultato del sorteggio, avrebbe scommesso sulla qualificazione degli azzurri. Come avrebbe potuto la squadra di Mazzarri tenere testa al Bayern, presenza costante nella massima competizione europea, al Manchester City, rinforzato a suon di milioni di sterline, e al Villareal, sì più modesta ma anche più avvezza al clima della Champions? Il Napoli ci ha creduto, ha affondato all’andata il “sottomarino giallo”, ha strappato un pari in Germania alla corazzata del Bayern ed è uscito vincitore dal doppio confronto con il City di Mancini. Rimane solo un ultimo passo a separare gli azzurri dalla storica impresa: espugnare il Madrigal, stadio ostile alle italiane, che mai hanno vinto in casa del Villareal. L’alternativa sarebbe sperare in un favore del Bayern che, già qualificato, dovrebbe impedire la vittoria del Manchester.
In uno stadio semivuoto, per via della disaffezione dei tifosi per la sciagurata stagione del Villareal, il Napoli si presenta un po’ fiacco. Forse intimoriti dal grande traguardo, gli uomini di Mazzarri non entrano in campo con la vivacità e la determinazione che li ha contraddistinti negli altri match europei. Ci si mette anche Zuniga, che al 5’ spreca sotto porta la possibilità di indirizzare subito il match sui binari giusti. Il Villareal risponde subito centrando il palo esterno con Marco Ruben. È ovviamente il Napoli a fare la partita, ma la manovra non è organizzata e non riesce ad essere incisiva. Gli spagnoli dal canto loro si difendono bene e non soffrono mai troppo. Solo Lavezzi pare avere il cambio di passo che può mettere in crisi la modesta retroguardia del Villareal.
Si arriva all’intervallo sullo 0-0, mentre da Manchester arriva la notizia del City già in vantaggio sul Bayern. Alla ripresa il Napoli è virtualmente relegato all’Europea League. La tensione si fa sentire, i giocatori non sono sciolti. La situazione sembra precipitare quando intorno al 50’, mentre dall’Inghilterra arriva la notizia del raddoppio di Touré, Mazzarri perde la testa e si fa espellere per una spinta a Nilmar. Il Napoli comunque, anche senza il suo generale, non smette di attaccare e, seppur con fatica, mette sotto pressione la traballante retroguardia del Villareal. Costruisce una buona occasione al 61’ con Cavani e Lavezzi, ma deve aspettare il 65’ per trovare il gol tanto atteso. Inler, evanescente fino a quel momento, tira un bolide su cui l’ottimo Diego Lopez non può nulla. Finalmente libero dalla paura, il Napoli prende pieno controllo della partita, sfiorando subito il gol con un’acrobazia di Lavezzi. Solo al 75’ arriva il gol della tranquillità, con Hamsik che corregge in rete un calcio d’angolo. Nel finale c’è spazio solo per una grande parata di De Sanctis, quando il risultato è comunque assicurato. I quasi 5000 tifosi napoletani del Madrigal esplodono di gioia e così anche una città intera, che raggiunge un traguardo storico.
Un risultato confezionato forse dal peggior Napoli visto in questa Champions, che per almeno un tempo è sembrato incapace di infondere il giusto ritmo al match, ma che ha il merito di non essersi mai demoralizzato. Il sorteggio di venerdì 16 dicembre potrebbe essere proibitivo – con il rischio di pescare Barcellona o Real Madrid – ma per ora si festeggia. E del resto il Napoli i pronostici li ha già stracciati una volta quest’anno.

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Dicembre 2011 21:21

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