Eurogol – Super Cavani e ricetta Mazzarri, ecco il Napoli che stupisce l’Europa

Lunedì 28 Novembre 2011 21:04 Matteo Mezzalira Sport - Calcio
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La recente vittoria contro il Manchester City ha messo in luce in progressi del Napoli allenato da Walter Mazzarri, che sembra non avere ansie di ambientamento al massimo torneo calcistico d’Europa. Ora la qualificazione è ad un passo: basterà vincere sul campo del già eliminato Villareal. I segreti del team in maglia azzurra sono un Cavani super, il gioco instillato dal tecnico ai suoi giocatori e l’enorme entusiasmo. Viceversa, i possibili “talloni d’Achille” potrebbero essere la scarsa esperienza in Champions, il reparto difensivo e le tentazioni di mercato provenienti da Inghilterra e Spagna.

UNA CITTA’, UNA SQUADRA - A Napoli, si sa, il calcio è un elemento imprescindibile, un’unità indissolubile che lega la squadra ai tifosi, la società alla città, con un’identificazione sportiva che non ha eguali in Italia. Chi è stato allo stadio San Paolo si sarà fatto un’idea in merito. Tutta la città vive lo spirito del Napoli in maniera viscerale, per le vie dei quartieri ci sono gruppi di ragazzini che passano pomeriggi interi a giocare a pallone. “Il Napoli non è una squadra di calcio, ma lo stato d'animo di una città”, si dice. Ed è proprio vero. Non stupisce che, in corrispondenza dei due gol con cui Edinson Cavani ha steso il Manchester City, i sismografi del dipartimento di Scienze Fisiche dell’università Federico II abbiano registrato delle intense vibrazioni del suolo: sessantamila tifosi festanti al San Paolo possono far tremare la terra!

UN GIRONE DI FERRO - Il cammino europeo del Napoli si sta facendo sempre più esaltante. A settembre pochi avrebbero scommesso sui partenopei, inseriti in un girone di ferro con il Villareal di Giuseppe Rossi, il Bayern Monaco di Ribéry e il Manchester City dello sceicco Mansour e dei suoi acquisti folli. Ma, partita dopo partita, la qualificazione è diventata sempre meno un miraggio e sempre più qualcosa di tangibile. Martedì sera Mazzarri ha messo in campo una squadra fresca e motivata, capace di mettere un seria difficoltà la corazzata di petrodollari allenata da Roberto Mancini. Le emozioni al San Paolo sono state numerose, sia da una parte che dall’altra, ma gli “asinelli” hanno legittimato i tre punti con una prestazione superlativa. Edinson Cavani è stato l’autentico mattatore della serata, autore di una doppietta leggendaria che lo spedisce dritto dritto nel cuore dei tifosi. La rete di Balotelli non ha evitato la sconfitta e la pioggia di critiche che si è abbattuta sul tecnico jesino, primo in Inghilterra, ma a rischio qualificazione nella fase ad eliminazione diretta della Champions League. Ora, infatti, la situazione nel girone dice Bayern Monaco già agli ottavi, Napoli secondo a 8 punti, Manchester City a quota 7, Villareal già fuori a 0 punti. L’ultimo match sarà decisivo ai fini della qualificazione: il Manchester ospiterà i tedeschi già sicuri di essere primi, il Napoli andrà in Spagna.

LA RINASCITA CON DE LAURENTIIS - La Champions League è una manifestazione da cui il Napoli mancava dalla stagione 1990/’91, quando ancora si chiamava Coppa dei Campioni. Facile quindi fare parallelismi con l’epoca d’oro degli anni ’80 e primi ’90. Così come paragonare il Pibe de Oro a Cavani, Ottavio Bianchi a Walter Mazzarri. In realtà, in questi ultimi vent’anni il mondo del pallone è cambiato. La squadra di oggi è molto diversa, è meno talentuosa, sì, ma anche più equilibrata. Se in passato, per vincere, bastava passare la palla a Maradona o a Careca, nel calcio contemporaneo l’organizzazione e la disciplina tattica sono componenti essenziali: c’è bisogno di esterni validi che possano servire gli attaccanti in area, di un centrocampo dinamico e di una difesa solida e affidabile. E il Napoli ha vissuto sulla propria pelle tale cambiamento, durante gli anni ’90 e ‘00, attraverso un costante declino che ha trascinato i partenopei prima in Serie B, poi al fallimento e alla iscrizione in C1. E’ tutto merito di Aurelio De Laurentiis se nel giro di 36 mesi gli Azzurri sono tornati nella massima divisione in Italia e, in questa stagione, nella più prestigiosa competizione europea.

TRE GOL A BAYERN E CITY - Per togliersi ancora soddisfazioni in Champions, il Napoli può contare su tre punti fermi. Il primo è la straordinaria forma di Edinson Cavani, “El Matador”: due parole, una garanzia. Talento da vendere, personalità da leader. L’uruguaiano è il valore aggiunto di questa formazione. Quattro centri in cinque gare di Champions, è ormai sullo stesso piano dei big del continente. Il secondo è la qualità del gioco propugnato da Mazzarri. Gli “asinelli” esprimono un bel calcio, divertente, in cui anche le punte danno una mano in difesa quando ce n’è bisogno. Il Bayern e il Manchester City sono stati trafitti tre volte in 180 minuti: ciò significa che nessun avversario potrà considerarsi al riparo dalle veloci ripartenze dei campani. Il terzo caposaldo è la consapevolezza di non aver nulla da perdere. I supporters napoletani stanno già vivendo un sogno e sono già orgogliosi del cammino della propria squadra del cuore, per cui un’eventuale eliminazione verrebbe accolta senza troppi drammi.

DIFESA, TROPPI GOL SUBITI - I fattori che, al contrario, potrebbero penalizzare il Napoli nel prosieguo dell’avventura in Coppa Campioni, sono anch’essi tre. Innanzitutto, l’inesperienza in tornei del genere potrebbe giocare brutti scherzi alla banda di Mazzarri. In questo senso il primo tempo dell’incontro all’Allianz Arena è stato una cartina al tornasole. Secondariamente, il reparto arretrato sembra il punto debole dell’undici in maglia azzurra: la porta difesa da De Sanctis conta già sei reti al passivo in cinque match ed è rimasta inviolata solo nella gara contro il Villareal. Errori come quello in occasione della rete di Balotelli, per esempio, non dovrebbero accadere ad una squadra di rilievo. In terzo luogo, le sirene del mercato potrebbero distrarre alcune stelle della rosa partenopea nei momenti decisivi della stagione. Il tecnico dovrà lavorare proprio su questi ultimi due aspetti, migliorare i meccanismi difensivi e mantenere compatto il gruppo, se vuole aggiungere altri tasselli per la conquista, forse, di qualcosa di grande.

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