Serate europee dagli esiti differenti per le italiane. Su una sponda di Milano ci sono i rossoneri, amareggiati per il misero pareggio contro i bielorussi del Bate Borisov, sull’altra c’è l’Inter, che torna a vincere in casa anche in Europa. Il Napoli invece viene sconfitto in Germania dopo aver sfiorato un’incredibile rimonta, ma è ancora in corsa per gli ottavi di Champions.
MILAN SPRECONE – Il Milan vola in Bielorussia con l’obiettivo dei tre punti, fondamentali nella sfida a distanza con il Barcellona per il primo posto nel girone. Ci va senza Cassano, ricoverato in ospedale per una sofferenza cerebrale su base ischemica. Contro il Bate Borisov i rossoneri giocano anche per lui e l’avvio della squadra di Allegri è promettente. Creano occasioni e hanno il dominio della partita. Già al 15’ la conclusione ravvicinata di Aquilani è bloccata da un intervento in affanno della difesa bielorussa. Nei successivi cinque minuti l’estremo difensore Aleksandr Gutor si oppone due volte a Ibrahimovic che cerca il gol da fuori area. Sono le prove generali per il gol, che arriva al 22’. La difesa del Bate si fa trovare impreparata, Robinho scappa sulla fascia destra e serve lo svedese solo in area. Milan in vantaggio e profumo di goleada nell’aria.
La partita assomiglia molto al match giocato a San Siro. Il Milan tiene in mano la partita, con il Bate Borisov che riesce a impensierire solo sfruttando le sporadiche disattenzioni dei rossoneri. Al 24’ Abbiati è chiamato in causa su un colpo di testa di Bordachev, lasciato staccare colpevolmente in area piccola. I ragazzi di Allegri continuano a spingere e hanno più di un’occasione per chiudere la partita. La più ghiotta capita sui piedi di Robinho, lanciato a rete da Boateng con un filtrante squisito. Il brasiliano si conferma tuttavia un attaccante sì dinamico ma poco concreto: a tu per tu con Gutor si allunga la palla, si defila sulla destra e conclude sul palo. Non ha più fortuna neppure a inizio ripresa, quando smarcato nuovamente dal ghanese non riesce ad angolare a sufficienza la conclusione a giro.
Si sa, il calcio è spietato e tende a punire chi spreca troppe occasioni. Al 54’ Kontesevoi cerca di inserirsi in area, Abate gli chiude la strada in modo energico e il bielorusso cade a terra. L’arbitro danese Rasmussen decide per il rigore, anche se l’intervento non pare così deciso da giustificare la massima punizione. Bressan angola bene, Abbiati non può fare nulla e la partita torna in parità. Nella restante mezz’ora il Milan insiste nella manovra offensiva, ma non produce i risultati sperati. Triplice fischio e Allegri lascia la Bielorussia con notevoli rimpianti. La sensazione è quella di due punti buttati contro un avversario modesto, soprattutto a causa della poca freddezza negli ultimi metri. Con il pari i rossoneri si sono qualificati matematicamente alla fase finale, ma il Barcellona, che schiaccia il Plezen per 4-0, si porta al primo posto. Ora se il Milan vuole riconquistare la guida del girone ed evitare grane agli ottavi, dovrà necessariamente battere Messi e compagni. Un’impresa non proprio semplice.
EMOZIONI A MONACO – I numeri non sono incoraggianti per le squadre che devono mettere piede nell’Allianz Arena. In casa il Bayern ha vinto le ultime otto partite, realizzando ben 33 gol e subendone solo uno. Statistiche che non hanno certamente spaventato i tifosi partenopei, che hanno invece preso d’assalto i botteghini nella speranza di accaparrarsi un biglietto. A scendere in campo sono gli stessi dell’andata, con due sole variazioni: Fernandez, per lo squalificato Cannavaro, e Dzemaili, che prende il posto di Gargano.
Il Napoli riesce a reggere l’onda d’urto dei tedeschi solo per un quarto d’ora, cioè fino a quando il ventiseienne Gomez decide di smontare da solo le ambizioni della squadra di Mazzarri. Niente fronzoli, nessuna giocata ad effetto nel repertorio dell’attaccante tedesco, ma solo una spietata concretezza. In campionato conta già 12 reti all’attivo e alla fine della serata toccherà quota cinque marcature anche in Champions League. Così De Sanctis – che all’andata gli aveva parato un rigore - può solo stare a guardare mentre al 15’ Gomez lascia sul posto Campagnaro e segna il vantaggio. Colpevole la difesa del Napoli anche sulla seconda rete: il fuorigioco scatta male e la punta della nazionale tedesca si trova clamorosamente smarcata a centro area. Impossibile sbagliare e 2-0 già al 23’. Il Napoli è ormai in balia del Bayern e sembra incapace di reagire, così al 42’ arriva la tripletta per Mario Gomez. La partita sembra ormai archiviata, ma ecco il guizzo che riaccende le speranze appena prima dell’intervallo. Lavezzi batte una punizione dalla sinistra e nel mucchio svetta Fernandez, che incorna in rete. Il gol sveglia il Napoli, che solo un minuto dopo sfiora la seconda rete con Hamsik.
Gli azzurri rientrano dagli spogliatoi con più coraggio e crescono nella ripresa, tenendo così testa al Bayern. Il secondo giallo a Zuniga, e la relativa espulsione, sembrano spegnere le speranze partenopee, ma solo sette minuti dopo un ingenuo Badstuber rimedia la seconda ammonizione e lascia anche i suoi in dieci. A fare sobbalzare i cuori dei napoletani è però ancora Fernandez, uno che la partita l’avrebbe dovuta seguire dalla panchina. Altro colpo di testa e Manuel Neuer battuto per la seconda volta. È comunque il Bayern ad avere le occasioni migliori negli ultimi minuti. Nel recupero Lahm sfiora la rete e Gomez per poco non segna dalla propria metà campo.
Gli azzurri escono dall’Allianz Arena persino con qualche rammarico per la mancata rimonta, che serve comunque ad oscurare un primo tempo da incubo. Ci si chiede se il Napoli sarebbe stato in grado di vincere se avesse mostrato più coraggio dal primo minuto. La corsa verso il sogno degli ottavi rimane comunque nella mani dei partenopei: la contemporanea vittoria del City costa il secondo posto, ma sconfiggendo al San Paolo la squadra di Mancini e battendo il Villareal in Spagna il sogno potrebbe divenire realtà.
L’INTER AGLI ARGENTINI – A San Siro contro il Lille l’imperativo è vincere per dare una sferzata alla difficile stagione. Un obbligo che in questa stagione si è sentito anche troppo spesso in casa neroazzurra. Ranieri decide di affrontare i francesi confermando le scelte dell’andata, dando quindi spazio all’estro di Zarate, all’esperienza di Milito e lasciando in panchina Pazzini.
Sul prato verde del Meazza sembra di assistere alla replica della gara di due settimane fa a Lille, con un’Inter timida ma attenta e con un Lille che spinge senza riuscire a creare grossi pericoli. La squadra di Ranieri capisce che il contropiede e i lanci lunghi possono far male e ci prova subito, con Chivu che proietta Milito a rete, ma il suo tiro si stampa sulla traversa. L’argentino ancora non lo sa, ma è il segnale di una serata non facile.
La partita non decolla e il ritmo rimane abbastanza blando. Come all’andata l’Inter mette il naso avanti grazie a una rapida fiammata: su calcio d’angolo Samuel sovrasta Mavuba e al 18’ i francesi si trovano costretti a rincorrere. Il Lille cerca il pareggio, ma senza la veemenza dell’andata e senza neanche riuscire, nonostante il brillante reparto d’attacco, a generare serie preoccupazioni dalle parti di Castellazzi. Ma l’Inter, nella ripresa, prova a mettere in cassaforte il risultato. L’occasione più clamorosa capita sul piede di Milito al 48’: Sneijder scodella una punizione in area, la linea difensiva del Lille sbaglia il fuorigioco e così Stankovic serve il Principe a soli tre metri dalla porta. L’argentino spara inspiegabilmente sopra la traversa ed è il primo a non capacitarsi dell’errore madornale. San Siro si chiede che fine abbia fatto il Principe del Bernal, quello che aveva messo in ginocchio il Bayern al Barnabeu. Milito sente l’urgenza di rifarsi e forza senza successo una difficile conclusione, invece di servire i compagni a centro area. Serve il connazionale Zanetti, forse il migliore nella serata neroazzurra, per risollevare la serata dell’attaccante. Il capitano si inserisce dalla fascia destra con la freschezza di un ventenne e serve un assist che stavolta Milito non sbaglia.
2-0 e l’Inter assicura il risultato, o quasi. All’83’ Lucio pasticcia al limite dell’area e regala a De Melo la palla per accorciare le distanze. Nonostante il 2-1 il Lille però non trova le energie per rincorrere il pareggio e la partita termina con la vittoria dell’Inter, ora ad un punto dalla qualificazione matematica. La Champions League continua quindi a regalare più soddisfazioni del campionato, merito sì di una maggiore determinazione degli uomini di Ranieri,ma anche di avversari che fino ad ora non si sono rivelati all’altezza della massima competizione europea.
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