A dispetto di un campionato in cui le milanesi arrancano e il Napoli fatica a trovare continuità nei successi, le serate europee delle italiane offrono risultati e soddisfazioni. Se i partenopei riescono a non capitolare contro i tedeschi del Bayern, Milan e Inter raccolgono due successi che valgono il primo posto nei rispettivi gironi. La corsa per la Champions League rimane aperta per tutti.
RISCOSSA INTER – Ormai sprofondata in zona retrocessione nel nostro campionato, l’Inter si reca in Francia cosciente della necessità di una vittoria per non complicarsi la vita anche in Europa. Ranieri decide di affidarsi dal primo minuto all’estro di Zarate, mentre il centrocampo gode del rientro di Thiago Motta e di Sneijder. Di fronte c’è il Lille, un organico dotato di un talentuoso reparto offensivo, tra cui spicca il giovane belga Hazard, sogno proibito di Moratti.
Per i primi venti minuti i francesi però non si sbilanciano, forse memori delle due ultime uscite di Champions League, in cui si sono fatti rimontare prima dal CSKA e poi dal Trabzonspor. L’Inter controlla senza affanno gli avversari e cerca di mordere con le fiammate dei propri campioni. È così, con una rapida manovra corale che coinvolge tutto l’attacco neroazzurro, che al 21’ l’Inter si porta in vantaggio. Sneijder serve un preciso filtrante a Zarate, a sua volta bravo a pescare Pazzini all’altezza del dischetto del rigore. La punta neroazzurra colpisce al volo di destro e insacca. Scosso dal gol il Lille si riversa in attacco con qualche remora in meno, ma manca di concretezza e l’Inter non soffre, se si esclude qualche apprensione sui numerosi cross scodellati in area neroazzurra. I francesi però crescono durante la ripresa, a dispetto di un’Inter che rinuncia progressivamente alla fase offensiva. Ranieri coglie il momento di difficoltà e rinuncia a Zarate per aggiungere un uomo a centrocampo, il dinamico Obi. Cinque minuti più tardi toglie un affaticato Sneijder a favore di Stankovic. Hazard e compagni faticano a trovare la via del gol attraverso l’affollata difesa neroazzurra e Julio Cesar si fa trovare pronto quando viene chiamato in causa. Arriva così il triplice fischio e con esso l’agognata vittoria per l’Inter, che balza in vetta al proprio girone. Certamente i tre punti non cancellano i problemi dei neroazzurri, che continuano ad essere enormi: troppa iniziativa di gioco lasciata al Lille (che conclude con il 59% del possesso palla), una condizione fisica sempre inferiore a quella degli avversari, alcuni giocatori (come Nagatomo) sembrano non offrire sufficienti garanzie. Ma considerato il momento critico dell’Inter, il match europeo mostra anche importanti segnali positivi. Innanzitutto il rientro di Sneijder, la cui presenza si è dimostrata ancora una volta fondamentale per illuminare la manovra offensiva. Anche il ritorno di Thiago Motta, sebbene eccessivamente statico per lunghi tratti, contribuisce a mettere ordine nel centrocampo neroazzurro. Davanti la concretezza di Pazzini sembra combinarsi bene con la fantasia di Zarate. Ma soprattutto c’è quello zero nella casella dei gol incassati. Durante questa stagione, l’Inter non aveva subito reti solo nello scialbo 0-0 contro la Roma. Un segnale di crescita rilevante per quella che, al momento, è la peggior difesa della Serie A. Spetta ora a Ranieri dare continuità a questi aspetti positivi per risollevare l’Inter dal tremendo inizio, già a partire dal prossimo match contro il Chievo.
NAPOLI IN PIEDI – È uno straripante San Paolo ad accogliere i campioni del Bayern Monaco. Il Napoli, ancora scottato dalla sconfitta contro il Parma, si trova di fronte una delle formazioni meglio assortite d’Europa. I tedeschi dominano la Bundesliga e hanno raccolto due facili vittorie nei precedenti match in Champions League contro City e Villareal.
Lahm e compagni non si fanno intimorire neanche dagli oltre sessantamila spettatori e in soli due minuti trovano la rete del vantaggio. La difesa partenopea si fa sorprendere dall’inserimento centrale di Kroos, che con troppa facilità conclude a rete e batte un incolpevole De Sanctis. Una doccia fredda per il Napoli, che potrebbe sfociare in una goleada. I tedeschi dimostrano di essere una vera corazzata, che macina gioco e sforna occasioni, ma, pur subendo l’iniziativa avversaria, il Napoli riesce ad evitare il colpo del ko. In affanno in difesa ed ingolfata in attacco, la squadra di Mazzarri fatica, ma al 39’ torna in gioco grazie ad un episodio fortunato: Maggio affonda sulla destra e il suo cross radente viene deviato in rete da Badstuber. Autorete e fine dei 1147 minuti d’imbattibilità di Manuel Neuer.
Nella ripresa subito un altro grande brivido per il Napoli. Cannavaro respinge in area la conclusione di Gomez colpendo la palla col braccio, che però sembra piuttosto aderente al corpo. Non è così per l’arbitro portoghese Benquerença che concede il penalty. A compensare il torto ci pensa Morgan De Sanctis, che indovina la conclusione di Gomez e salva i partenopei. Il Bayern insiste per trovare il gol del vantaggio, ma il Napoli nel finale cresce e la partita si fa più equilibrata. Il gol comunque non arriva e i tedeschi devono accontentarsi del pari. L’unico rammarico per il Napoli non viene dal San Paolo ma da Manchester, dove il City strappa nel recupero la vittoria, con gli annessi tre punti, e rimane in corsa per la corsa agli ottavi. Al giro di boa della fase a gironi, la squadra di Mazzarri si trova al secondo posto e imbattuta. Non male per il “girone di ferro” della Champions League, nel quale il dominio di Bayern e City era dato praticamente per scontato.
SERATA FACILE PER IL MILAN – Diverso discorso per il Milan, che deve vincere soprattutto per non perdere il treno per il primo posto, per il quale l’avversario è il Barcellona. Nella formazione di partenza Allegri lascia Robinho in panchina e schiera Boateng come trequartista. L’allenatore dei rossoneri si concede anche un leggero turnover, con Bonera che sostituisce Thiago Silva e Taiwo che si prende la fascia di sinistra.
Il Bate Borisov si dimostra avversario sì modesto, ma comunque non da sottovalutare. Si chiude a riccio e cerca di colpire il Milan in contropiede. L’attacco rossonero, guidato da un Ibrahimovic in buona condizione, inizia il tiro a segno verso la porta. Al 12’ Aquilani, smarcato al limite da Cassano, prova il colpo da biliardo, ma trova solo il palo. Alcuni minuti dopo è Ibrahimovic a spedire sopra la traversa un buon cross del barese. Il Milan non riesce a trovare la via del gol e rischia addirittura la beffa: un erroraccio di Van Bommel lancia Bressan da solo verso la rete. Serve il miglior Abbiati per rifugiarsi in calcio d’angolo e impedire la rete del Bate Borisov. “Gol sbagliato, gol subito”, recita un vecchio adagio del mondo del calcio e infatti nell’azione successiva il Milan si sblocca. È Ibrahimovic a raccogliere una palla respinta al limite e a scacciare tutto il chiacchiericcio sulla sua presunta malavoglia.
La partita prosegue su questa linea, con il Milan che preme e il Bate Borisov che insiste sul contropiede, ma si rende pericoloso solo quando il Milan è disattento. Forse temendo una beffa ingenerosa, Allegri butta nella mischia Robinho per Cassano per cercare il raddoppio. E il colpo del ko arriva, ma lo firma Kevin Prince Boateng. Il ghanese controlla il pallone a limite area e fa partire un missile praticamente da fermo, contro cui il portiere del Bate non può fare molto.
Il risultato è assicurato e il Milan raccoglie tre punti che valgono praticamente gli ottavi, a cui mancano solo due punti per la matematica qualificazione. Ma soprattutto permettono ai rossoneri di giocarsi alla pari la corsa per il primo posto contro i “mostri” del Barcellona. Il Milan si rimette in piedi, grazie anche alla diminuzione degli infortunati, e Allegri può quindi essere contento. Rimangono solo da risolvere certi cali di concentrazione, il cui prezzo potrebbe essere più caro di fronte ad avversari più esperti dei bielorussi.
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