L’Europa torna a sorridere alle italiane. Dopo una prima giornata con due pareggi e una sconfitta (sebbene con significati diversi), arrivano tre vittorie importanti per il cammino in Champions League. Successi facili per Milan e Napoli, un po’ più sofferto quello dell’Inter, ma tutte e tre offrono decisi segnali di crescita.
INTER E LA CURA RANIERI – A vedere i neroazzurri sul campo sintetico di Mosca contro i russi del CSKA sembra impossibile che sia passata solo una settimana dalla sfida contro il Novara. Dopo la vittoria contro il Bologna arriva il secondo successo stagionale e, grazie alla cura Ranieri, l’Inter sembra essersi ricordata come vincere. Non certo una prova stellare quella di Zanetti e compagni, ma comunque solida e efficace. Nella formazione di partenza l’unica sorpresa è l’esordio europeo di Ricky Alvarez, ma per il resto il nuovo allenatore si affida al gruppo già collaudato.
L’Inter parte forte e in soli cinque minuti si porta in vantaggio, grazie a Lucio che insacca su calcio d’angolo, con la complicità dell’estremo difensore russo che esce a vuoto. I neroazzurri continuano a costruire e, dopo aver sfiorato il raddoppio con un colpo di testa di Obi, al 23’ arriva la rete di Pazzini, che finalizza da distanza ravvicinata l’occasione creata da un incursione del dinamico Nagatomo. Partita che si prospetta archiviata, ma che invece offre ancora emozioni. Nella seconda metà del primo tempo il CSKA prende campo e si fa vedere dalle parti di Julio Cesar, impegnandolo anche in una non facile parata. La squadra di Slutski prende coraggio e trova la rete proprio un attimo prima dell’intervallo: Dzagoev trasforma una punizione, su cui Julio Cesar si fa cogliere impreparato, e i russi accorciano le distanze.
Il CSKA ora ci crede e si spinge in avanti, intanto l’Inter perde Pazzini per una distorsione – rischia di saltare il match contro il Napoli - e lascia il campo all’argentino Zarate. L’Inter non rinuncia comunque all’offensiva e crea qualche buona occasione, ma al 72’ arriva la doccia fredda. Wagner Love prende l’iniziativa, salta Lucio e scarica una conclusione precisa sul primo palo, Julio Cesar non ci arriva ed è pareggio. In un baleno riaffiorano i vecchi fantasmi, quello dell’Inter incapace di vincere e di un cammino europeo che si prospetta più che mai in salita, ma si tratta, appunto, solo di un lampo. Un lampo che dura novanta secondi, tanto è il tempo che ci mette Mauro Zarate a mettere a frutto il suo estro, perfettamente coerente con la pazza Inter, e a confezionare un gol magnifico che riporta subito la squadra di Ranieri in vantaggio.
Al di là dei brividi e delle incertezze, salta subito agli occhi quanto salutare sia stata la fulminante cura Ranieri. Solo una settimana fa il gruppo di Gasperini appariva confusionario in difesa, statico a centrocampo e innocuo in fase offensiva. Il nuovo tecnico, oltre a una sana dose di grinta, ha portato una solidità di cui non c’era traccia e che, sola, può essere sufficiente a portare risultati. La stagione è ancora lunga e di cose da perfezionare in quest’Inter ce ne sono ancora molte, ma il pessimismo dilagante a cui i tifosi erano costretti fino a una manciata di giorni fa si può dire quanto meno arginato.
NAPOLI FORMATO CHAMPIONS – Grande soddisfazione per Mazzarri e i suoi uomini, che raccolgono al San Paolo la prima vittoria nel girone di ferro della Champions League. Un risultato, che con il City affossato dal Bayern per 2-0, vale il secondo posto e mette i partenopei in una condizione di vantaggio nella corsa per gli ottavi. Un esito che serve anche a scacciare le critiche pressanti dopo gli ultimi due risultati in campionato, figli di un ampio turnover e della stanchezza per il calendario serrato. Ma nella notte europea in campo ci sono tutti i titolari e si presentano col giusto piglio.
Basta poco più di un quarto d’ora per avere la meglio su un Villareal non proprio brillante. La squadra di Giuseppe Rossi sta affrontando un inizio di stagione zoppicante, con soli cinque punti raccolti nella Liga sui quindici disponibili e con la seconda sconfitta per 2-0 in Champions League. E dimostra tutti i propri problemi al San Paolo contro un Napoli che parte subito forte. Al 15’ la difesa spagnola sbaglia il fuorigioco, Zapata scivola nel tentativo di rientrare e Hamsik si trova la porta spalancata. Impossibile sbagliare, 1-0. Due minuti dopo Marcos Senna è impreciso nel retropassaggio e la velocità di Lavezzi sorprende Rodriguez, che nel maldestro tentativo di marcatura attera il Pocho in area. Rigore che Cavani trasforma con freddezza e partita chiusa. Il Napoli si limita a controllare il risultato, mentre il Villareal reagisce ma fatica a produrre occasioni nitide in attacco. La chance più invitante per gli spagnoli è alla mezzora, quando il retropassaggio impreciso di Cavani si trasforma in un potenziale assist che però Nilmar spreca malamente. L’uruguaiano non è implacabile come suo solito e al 65’ sbaglia la palla del possibile 3-0. Nell’episodio subisce anche un infortunio alla caviglia per il quale rischia di saltare la sfida contro l’Inter, come Aronica, che potrebbe aver registrato uno stiramento al termine della partita.
Una notte magica a Napoli, dove si è confermato che i partenopei, quando sono al meglio, vogliono e possono dire la loro in Champions League, anche nonostante la sfortuna che li ha fatti finire in un girone decisamente ostico. Mazzarri dovrà trovare il modo di vincere gli infortuni e la fatica della coppa per non perdere il ritmo in campionato, ma ha confermato la qualità della sua rosa.
MILAN IBRACENTRICO – Tre punti anche per il Milan, che, al di là dell’avversario rispettabile ma comunque più che abbordabile, ha ragione per rallegrarsi. Soprattutto per un motivo e si chiama Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese riprende il proprio posto nel martoriato attacco dei rossoneri e la differenza salta subito all’occhio. C’è quasi sempre il suo zampino nelle azioni offensive del Milan, grazie al misto di forza, esplosività e imprevedibilità che lo caratterizza.
A San Siro il match entra subito nel vivo. Al secondo minuto un’incursione del Viktoria Plezen è sventata solo da una strepitosa parata di Abbiati. Dopo un paio di minuti è il portiere dei cechi a respingere la conclusione di Cassano, innescato da Ibrahimovic. Il Plezen è però squadra ordinata, che concede pochi spazi e i rossoneri faticano a sfondare la loro tenace difesa. Quando poi si crea lo spazio per concludere a rete a tappare i buchi ci pensa Cech, estremo difensore del Viktoria, che non sfigura rispetto il più famoso omonimo del Chelsea. Bisogna aspettare il 50’ per sbloccare il tabellino: rigore per fallo di mano in area, sul tentativo di dribbling di Ibrahimovic. Portiere da una parte, palla dall’altra e lo svedese firma l’1-0. Non contento, al 66’ serve un filtrante a Cassano, che solo davanti al portiere segna con un elegante pallonetto a scavalcare l’incolpevole Cech.
Allegri può essere soddisfatto. Il Milan corre pochi rischi, ma soprattutto recupera una bella fetta del suo potenziale offensivo, in quel reparto che ultimamente era parso un po’ ingolfato. Ibrahimovic riprende il posto di leader dell’attacco rossonero, scettro che era stato lasciato in prestito a Cassano e, nonostante fosse appena rientrato dall’infortunio, lo fa con una grande prova. I rossoneri, sperando in un’infermeria meno affollata, possono finalmente riprendere la marcia dopo un difficile inizio di campionato.
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