Dopo l’entusiasmante pareggio del Milan, il Napoli emula i rossoneri e sfiora l’impresa contro il Manchester City di Roberto Mancini. A Milano continua invece l’incubo Inter che, dopo essere capitolata a Palermo, si trova a fare i conti con un’amara sconfitta contro i turchi del Trabzonspor. Si complica così la già difficile situazione di Gasperini, già additato come responsabile dell’inizio zoppicante dei neroazzurri.
RITORNO IN EUROPA – A molti, in campo e fuori, saranno tremate le gambe quando è iniziato il celebre inno della Champions League. Il City si ripresentava nella massima competizione europea dopo 43 anni di assenza, il Napoli dopo “soli” 21 anni. Nessuna paura, però, quando lo svedese Eriksson fischia il calcio d’inizio. Parte più forte il Manchester City, che fa molto possesso palla e spinge con tutti gli undici. Il Napoli, dal canto suo, contiene gli inglesi senza eccessivo affanno e dimostra di poter azzannare il City con le sue ripartenze. La prima occasione capita a Dzeko, che al 12’ incrocia col destro e conclude di poco a lato. Poco dopo tocca al Napoli spaventare il Manchester: anticipo sbagliato della difesa sulla trequarti e Lavezzi ha lo spazio per una splendida conclusione a giro. Hart è battuto ma la palla si stampa sulla traversa. La partita prosegue con grande intensità, ma senza grandi occasioni fino al 34’, quando è invece Yaya Toure a centrare la traversa dopo un contropiede fulminante. Prima dell’intervallo c’è il tempo per un ultimo brivido su una punizione di Kolarov, che rischia di sorprendere De Sanctis: il portiere napoletano riesce a correggere in angolo.
IMPRESA SFIORATA – Ci vuole poco per capire che anche il secondo tempo non si prospetta avaro di emozioni. Tre minuti dopo il rientro, Zuniga scodella un cross sul secondo palo per Hamsik, che conclude al volo, ma Kompany salva miracolosamente sulla linea di porta. Ci riprova lo stesso Hamsik al 65’ dopo una bella azione di contropiede, ma la conclusione è deviata sopra la traversa da un intervento strepitoso di Zabaleta. Il gol però è nell’aria e il Napoli deve aspettare solo tre minuti per poter finalmente festeggiare la rete. Al 68’ Maggio recupera un buon pallone nella propria metà campo e dopo una cavalcata di cinquanta metri serve a Cavani una palla che va solo spinta in porta. I partenopei possono finalmente esplodere di gioia e si iniziano ad accarezzare l’idea di poter agguantare una vittoria, contro ogni pronostico. È però una vecchia conoscenza del campionato italiano a spegnere gli entusiasmi. Kolarov, ex Lazio, insacca una punizione dal limite e permette a Mancini di agguantare un pareggio quanto mai fondamentale in un girone così equilibrato. Il Napoli, dato per spacciato nella sfida contro i campioni milionari del Manchester City, agguanta un pareggio straordinario, supportato da una prestazione più che convincente. Una prova che sicuramente darà agli uomini di Mazzarri la convinzione che anche l’avventura europea si può affrontare con ottimismo.
DISASTRO INTER – Tutt’altra aria si respira invece a Milano, dove la stagione dell’Inter di Gasperini si fa sempre più buia. L’allenatore dei neroazzurri, forse per le pressioni mediatiche e societarie, forse per proprie valutazioni, decide di abbandonare la tanto vituperata difesa a tre per schierare un più ortodosso 4-3-3. Spazio dall’inizio anche a Pazzini che prende il posto di Milito. Cambiano i fattori, ma il risultato dell’equazione rimane identico: l’Inter rimane una squadra statica, con poche idee e tanta confusione. Questo nonostante un avversario assolutamente alla portata, il Trabzonspor, ripescato per la Champions per via dei guai giudiziari del Fenerbahce. I turchi nel primo tempo non si fanno mai vedere seriamente dalle parti di Julio Cesar, limitandosi a contenere un’Inter decisamente modesta. A salvare dal sonno i soli 20000 spettatori presenti a San Siro ci provano Zarate e Pazzini, intorno alla mezz’ora. Il primo si libera dopo un bel doppio passo, ma la conclusione è ribattuta facilmente dall’estremo difensore del Trabzonspor. Per Pazzini invece solo l’amarezza di aver mancato clamorosamente una facile palla nell’area piccola.
GOL PESANTE – Già al 10’ del secondo tempo, Gasperini prova a ravvivare la manovra neroazzurra con due cambi: Milito per Pazzini e Alvarez per Obi. Due sostituzioni che non cambiano gli equilibri della squadra, mentre invece forse si sarebbe potuto osare di più, in particolar modo se si considera l’eterea capacità offensiva dei turchi. Pare quindi assistere a una replica del primo tempo, con i neroazzurri che impostano manovre macchinose, mentre il Trabzonspor si limita ad osservare compiaciuto i problemi dell’Inter. Ancora intorno alla mezz’ora la squadra di Gasperini prova a cercare lo spunto, ma Milito sciupa due nitide occasioni. E come dice il vecchio adagio calcistico, gol sbagliato gol subito, arriva puntuale la beffa: da un calcio d’angolo per i turchi si apre lo spazio per Altintop che trova solo la traversa. Sospiro di sollievo, ma è solo un’illusione: sulla palla vagante il più reattivo è Celutska che poi batte Julio Cesar con un preciso rasoterra. La reazione dell’Inter allo svantaggio è timida, e il più in palla pare essere il neo entrato Coutinho. Finisce con una sconfitta, la terza di fila su tre match ufficiali giocati dall’Inter. Si tratta del peggior avvio di stagione dal 1921. Un inizio tanto sconcertante quanto sono evidenti i molteplici problemi dell’Inter, al di là di moduli e difese a tre o a quattro. Troppa confusione in campo e troppi giocatori ancora lontani anni luce da una forma accettabile. Un reparto di centrocampo statico, stanco, che copre poco in fase difensiva e che accompagna in modo insufficiente la manovra offensiva, che rimane sempre macchinosa. Tanti problemi e poco tempo, perché, al di là delle dichiarazioni di facciata del presidente Moratti, la posizione di Gasperini si fa sempre più traballante.
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |