Incredibile e rocambolesco pareggio tra i titani del Barcellona e il Milan al Camp Nou: dopo il vantaggio lampo di Alexandre Pato (1’), i blaugrana surclassano i rossoneri e colpiscono con Pedro (36’) e David Villa (50’), ma si fanno sorprendere dal colpo di testa del difensore brasiliano a tempo scaduto (92’).
SANCHEZ E IBRA ASSENTI ILLUSTRI - Se non è un miracolo poco ci manca. Il Milan, al cospetto di una squadra stellare, viene letteralmente preso a sberle dagli assi in maglia azulgrana per 90 minuti sui 92 totali; 120 secondi maledetti, infatti, per gli uomini di Pep Guardiola, che buttano via 3 punti facili facili, facendosi infilare in apertura e in chiusura di gara. I padroni di casa si presentano con il solito 4-3-3 con Victor Valdès tra i pali, i mediani Mascherano e Busquets centrali di difesa, Abidal e Daniel Alves sulle fasce, Iniesta, Xavi Hernandez e Keita in mezzo e col tridente di attacco Villa, Messi e Pedro. Ospiti con il 4-3-1-2 con Abbiati in porta, Nesta e Thiago Silva centrali, Abate e Zambrotta sulle fasce, Van Bommel diga davanti alla difesa, Seedorf e l’esordiente Nocerino esterni di centrocampo, e Boateng alle spalle di Pato e Cassano. Guardiola deve rinunciare a Piqué e al neo acquisto Sanchez, infortunatosi domenica scorsa contro la Real Sociedad, mentre Allegri, da parte sua, non ha a disposizione né Robinho, né Ibrahimovic, oltre ai nuovi arrivi Taiwo e Mexes.
PATO-GOL, POI CI PENSA PEDRO - Dal fischio d’inizio di Atkinson al gol di Pato passano solamente 24 secondi, quanto basta al Papero per conquistare palla a centrocampo, accelerare lasciando sul posto Mascherano e involarsi verso Victor Valdès: pallone in mezzo alle gambe e il Milan è inaspettatamente in vantaggio. Gli 80mila del Camp Nou sono scioccati e ammutoliti, un po’ come la loro squadra, incapace di reagire alla bruciante partenza milanista. Ma, nonostante la botta, il Barça si ricorda di essere il team più forte al mondo, quello che ha vinto 12 trofei negli ultimi tre anni, quello della manita al Real di Mourinho, lo stesso che ogni domenica sgretola gli avversari della Liga al ritmo di 5 gol a partita. E così, dato che Xavi, Iniesta, Messi e compagnia non soffrono di amnesie improvvise, i barcelonistas cominciano a giocare come sanno. Al 13° David Villa colpisce al volo l’esterno della rete, poi ci prova Messi da fuori. Rispondono Prince Boateng, che spara alto, e di nuovo Pato che, in un’azione fotocopia a quella del primo minuto, stavolta controlla male, facendo sfumare il raddoppio. Gradualmente gli azulgrana prendono possesso del rettangolo di gioco e manovrano con più scioltezza e semplicità. Al 18° Nesta stende Lionel Messi al limite dell’area, batte lo stesso Messi che di sinistro colpisce un palo clamoroso. Da questo momento in poi il Milan si disunisce e smette di giocare: ci vogliono dei supereroi come Nesta ed Abbiati per ritardare ancora il pareggio blaugrana, che ormai è nell’aria. Messi, Villa e Iniesta impegnano più volte la retroguardia avversaria, ma senza fortuna. Al 34° esce Boateng, per risentimento muscolare, ed entra al suo posto Massimo Ambrosini. Due giri d’orologio e il Barcellona riequilibra il risultato: Messi penetra in area superando di slancio Abate e mette in mezzo per l’accorrente Pedro, che da un passo non può sbagliare. Abbiati e Thiago Silva disattenti in tale occasione, ma il gol era puramente una questione di tempo. Neanche la sostituzione di Iniesta per Fabregas arresta il predominio degli uomini di Guardiola, quasi impossibili da arginare. A salvare il pacemaker di Galliani ci pensa il signor Atkinson, che fischia la fine dei primi 45 minuti. Padroni di casa che superano abbondantemente la sufficienza, ospiti in grande affanno, tra cui spicca negativamente un Cassano assolutamente impalpabile.
MILAN A FONDO, LO SALVA THIAGO SILVA - Nella ripresa il copione è lo stesso, se non più accentuato, con i rossoneri che non arrivano nemmeno a vedere la linea di centrocampo, ma che rimangono schiacciati dalla potenza della squadra del presidente Rosell. Al 5° del secondo tempo David Villa batte egregiamente una punizione conquistata da Busquets per un fallo di Cassano, pallone a giro imparabile, che termina a fil di palo alle spalle di un incolpevole Abbiati. 2-1 Barça e la paura di un’incombente goleada diventa concreta. Calcio totale per decine di minuti e tiki-taka impressionante da parte dei catalani, in questo momento l’unica formazione in campo, che si infrangono però su un Nesta che sembra ringiovanito di dieci anni. Allegri sceglie di togliere Cassano e inserisce Emanuelson, cambiando pure il modulo in un 4-4-1-1 più coperto. Intanto il possesso palla resta devastante per il Barcellona, superando l’80 per cento, mentre i rossoneri paiono completamente annichiliti. Entra capitan Puyol ed esce Keita, nel frattempo i blaugrana collezionano una quantità enorme di occasioni, calci d’angolo e punizioni dal limite. Al 73esimo si segnala la prima azione del Milan della ripresa, un debole colpo di testa di Pato su calcio d’angolo (il primo della gara per il Diavolo!) di Seedorf. Dopo un altro paio di conclusioni da parte di Messi e Pedro, Van Bommel lascia il campo per Aquilani. Dall’altra parte Villa esce per Afellay. Nel finale il Barça abbassa il ritmo e il Milan rifiata, anche se all’87esimo Messi ne fa fuori quattro e al 90esimo Pedro scivola al momento di calciare. Al 92esimo Abate si aggiudica il secondo corner della partita per i rossoneri. Dalla bandierina Seedorf fa spiovere un cross perfetto per la testa di Thiago Silva che sovrasta tutti e manda in delirio i sostenitori italiani presenti nella capitale catalana. Barcellona-Milan finisce 2-2.
BLAUGRANA LEZIOSI, ROSSONERI CINICI - Se non vi pare vero spegnete la Playstation e sgranate bene gli occhi: i marziani sono tornati sulla Terra, oppure sono i terrestri ad essere arrivati su Marte. Gli azulgrana pagano a caro prezzo le due sole imperfezioni del match. Del resto, score a parte, i numeri parlano chiaro: il Barcellona ha totalizzato 15 tiri (7 in porta), colpito un palo, gestito il 75% di possesso palla, battuto 11 calci d’angolo ed effettuato 769 passaggi, mentre il Milan 5 conclusioni (3 nello specchio), 25% di possesso, 2 corner e 242 passaggi. Dati che, da soli, esprimono la smisurata mole di gioco macinata dai campioni d’Europa e la fortuna che ha avuto l’undici di Allegri di uscire indenni dal Camp Nou, impresa riuscita unicamente al Real Madrid nella semifinale di Champions League della scorsa stagione. Secondo 2-2 stagionale di fila sia per Guardiola che per Allegri, ma le sensazioni sono molto diverse. Se per i funamboli spagnoli questo pari si contraddistingue per l’eccessiva leziosità e la poca concretezza mostrata, per i campioni d’Italia si traduce in un miracolo che riporta serenità nell’ambiente, in seguito alle incertezze palesate contro la Lazio. Comunque sia finita, si tratta, in fin dei conti, della prima di sei partite del girone di Champions: per sapere chi giungerà alla qualificazione agli ottavi bisognerà aspettare il mese di dicembre.
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