Dopo un’estate trascorsa tra controversie giuridiche, fantasie di calciomercato e l’eco lontano delle disfatte di Brasile e Argentina nella deludente Coppa America, torna il calcio giocato anche da noi. Il primo trofeo della stagione si disputa dall’altra parte del pianeta, in quell’avveniristico Bird’s Nest di Pechino, già teatro delle Olimpiadi cinesi del 2008 e che proprio pare non portare fortuna all’Inter. Come nel 2009 contro la Lazio, i neroazzurri perdono questo derby d’agosto per 2-1 e il Milan festeggia il primo titolo.
PRIMO TEMPO NERAZZURRO – Solo qualche piccola sorpresa nelle formazioni che scendono in campo di fronte ai settantamila tifosi che riempiono il Bird’s Nest. Per l’Inter c’è la ormai celebre difesa a tre di Gasperini, ma non lo Sneijder in quella posizione bassa a centrocampo in cui era stato provato negli ultimi impegni amichevoli. L’olandese gioca insieme al neoarrivato Alvarez a supporto di Eto’o, schierato come punta centrale. Dalla parte rossonera, Allegri decide a favore di Robinho come compagno d’attacco di Ibrahimovic, in considerazione della non eccelsa forma fisica di Pato.
Non c’è traccia dell’afa inclemente paventata negli ultimi giorni, ma dal fischio d’inizio ci vuole poco per capire che il clima della partita è invece caldissimo. Il Milan parte aggressivo, cercando di spaventare i neroazzurri con interventi molto decisi. I neroazzurri appaiono più freschi e dinamici fisicamente, nonché meglio disposti in campo. La prima occasione degna di nota capita però a Robinho: il brasiliano, smarcato a rete da un passaggio di Ibrahimovic, conclude a lato. La partita si infiamma al 20’, quando Gattuso, già ammonito poco prima, interviene duramente su Obi al limite dell’area rossonera, innescando le proteste dei neroazzurri che reclamano il secondo giallo, ma per Rizzoli è solo calcio di punizione. Il fallo costa comunque caro al Milan, perché Sneijder confeziona una bella conclusione ad effetto che si piazza in fondo alla rete, nonostante l’intervento di un poco reattivo Abbiati.
L’Inter, forte del vantaggio, sembra avere il pallino del gioco, portando avanti un deciso possesso palla fatto di fraseggi corti e spinta sulle fasce. Il Milan appare in affanno e, anche quando riesce a proporsi in fase offensiva, fatica a trovare gli spunti di fronte ad una difesa ben schierata in campo, pronta a raddoppiare prontamente sul portatore di palla. La squadra di Allegri trova però il modo di spaventare Julio Cesar e lo fa soprattutto grazie ai cross dalla trequarti, cercando di pescare gli inserimenti di Ibrahimovic e compagni. È proprio in questo modo che al 39’ lo svedese sorprende Ranocchia e incorna a rete, trovando però solo un palo. Il primo tempo si chiude con il Milan che cerca con un po’ più di convinzione il pari, ma con un’Inter che pare in grado di gestire facilmente l’offensiva dei cugini.
RIPRESA DEL DIAVOLO – Gasperini sorprende tutti alla ripresa, cambiando il modulo e optando per una difesa a quattro, con Zanetti abbassato al ruolo di terzino. Con il nuovo assetto l’Inter sembra però meno pericolosa, forse più preoccupata nel controllare risultato ed energie che nel chiudere la partita. Mossa che si rivela errata, perché il Milan, che inizia lentamente a crescere e a trovare più spazio, al 58’ riesce ad agguantare il pareggio: dopo un momento di confusione al limite dell’area neroazzurra, Robinho è bravo a servire in area Seedorf, che scavalca Julio Cesar con un cross, servendo una palla facile da concretizzare per Ibrahimovic, che insacca di testa. Il gol galvanizza i rossoneri, mentre l’Inter sembra sempre più stanca. Gasperini prova a rimediare tornando al fortunato modulo del primo tempo e inserendo il più fresco Faraoni per Alvarez. Dalla parte rossonera entra invece Pato per Robinho, ed è proprio lui a innescare l’azione che porta al vantaggio. Il brasiliano controlla ottimamente il lungo lancio dalla difesa e conclude a rete, mettendo in difficolta Julio Cesar che riesce solo a deviare sul palo. Sulla palla vagante il più reattivo è Boateng e al 68’ il punteggio si fissa su quello che sarà poi il definitivo 2-1. L’Inter ci mette un po’ a ritrovare testa e gambe per spingere in attacco e comunque non riesce mai a riproporre il buon gioco del primo tempo. Gasperini butta nella mischia anche Pazzini e il giovane Castaignos per Stankovic e Obi. Il giovane olandese si mette in luce per il suo dinamismo sulla fascia destra, riuscendo anche a servire un buon pallone per Eto’o che sbaglia la non facile conclusione al volo. L’offensiva finale neroazzurra è disordinata e troppo ricca di imprecisioni, così il Milan gestisce senza troppo affanno il vantaggio agguantato nel secondo tempo. All’Inter rimane solo il beffardo gol al 94’, annullato per evidente fuorigioco di Eto’o, che illude qualche tifoso.
Della squadra di Gasperini rimane da capire se quella che si vedrà dal 28 agosto, data di inizio del campionato di Serie A, sarà quella ben organizzata del primo tempo o quella disorientata della ripresa. Intanto il Milan festeggia il primo trofeo stagionale, frutto della capacità di massimizzare la rabbia agonistica che ha mostrato nella ripresa e degli spunti dei singoli, in attesa di trovare una condizione fisica adeguata per tenere i ritmi alti con maggiore continuità.
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