Siamo alle soglie della finale e il pensiero vola, tra mille malinconie e un pizzico di nostalgia, a quella notte magica di quattro anni fa. Ora però dobbiamo lasciare la corona a una tra Olanda e Spagna. È giunto il tempo di pensare al futuro. Anche se ora noi italiani siamo divisi tra chi simpatizza per altre nazionali e chi segue il Mondiale in maniera disinteressata, penso che la maggior parte dei milioni di commissari tecnici sparsi sul suolo italico sia d’accordo nel dire che c’è bisogno di aria nuova tra gli Azzurri.Serve qualcuno che abbia voglia di rischiare (ma sarebbe davvero un rischio?) sugli illustri esclusi e che porti un po’ di novità: Cesare Prandelli sembra essere l’uomo giusto. Rimane il problema di una generazione che ha dato pochi talenti alla nazionale e giocatori ancora giovani che devono crescere e di un ricambio generazionale (che ormai è scontato avverrà). Ma il problema a quanto pare non è solo nostro, infatti guardando chi è giunto in finale, notiamo che alla fine ce l’hanno fatta due squadre che non hanno mai vinto la manifestazione: chi avrà la meglio sabato vincerà il primo mondiale della sua storia.
SONO QUESTE LE GRANDI? - Per la prima volta la Spagna, dopo essersi spinta al massimo fino ai quarti, arriva in una finale mondiale e per la prima volta l’Olanda, dopo due precedenti negli anni 70, non affronta la rappresentativa del Paese organizzatore nella partita decisiva per la vittoria dell’ambito trofeo. Ma sono arrivate in finale le due squadre che meritavano di più? Probabilmente sì. I fallimenti più evidenti sono quelli delle due finaliste dell’edizione scorsa, ma Italia e Francia sono in buona compagnia. Neanche il tempo di tessere le lodi dei campioni sudamericani che subito le nazionali più rappresentative crollano, proprio per mano delle due finaliste, capaci di dimostrare sul campo che quelle due squadre non erano le corazzate che la stampa elogiava. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo era sicuramente sfavorito rispetto a squadre più attrezzate, come per esempio, oltre a quelle citate prima, l’Inghilterra guidata da Don Fabio Capello, vittima della Germania e della previsione del polpo Paul. In questo Mondiale che non ha mantenuto proprio tutte le attese, a quanto pare sono arrivate in finale le due squadre che meritavano di più. Due squadre ben organizzate e congeniate, con i campioni che servono per arrivare fino in fondo a una competizione del genere e pronte per entrare nella storia. E un certo Wesley Sneijder rischia di vincere tutte le manifestazioni a cui ha partecipato nella stagione.
LE SEMIFINALI – Dopo averle azzeccate tutte, l’ormai celebre polpo Paul indovina anche la vincitrice tra Germania e Spagna, rischiando di fare davvero una brutta fin

e. Puyol, al 73’ di una partita bloccata tatticamente, segna di testa, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la rete che porta gli iberici in finale. Vita meno facile per l’Olanda che, in vantaggio con Van Bronckhorst, si fa raggiungere da Forlan. La coppia Sneijder-Robben rimette la partita sui binari giusti, ma Pereira segna la seconda marcatura per l’Uruguay che fa passare qualche interminabile minuto agli olandesi. All’Uruguay, la sudamericana arrivata più avanti, non rimane che lottare per il terzo posto, risultato comunque da non buttare. L’altra contendente per il terzo posto è ovviamente la Germania che, nonostante i due poker rifilati ad Argentina e Inghilterra negli scontri a eliminazione diretta, si ferma anche questa volta alle semifinali.
VERSO LA FINALE – Dopo alcune partite di alto livello, nella finale di questo mondiale sono arrivate le due squadre più in forma, potenzialmente potrebbe essere la partita più bella di questo mondiale e speriamo vivamente che mantenga le attese. Staremo anche a vedere se Wesley Sneijder (il genio dai “fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale”) sarà vincente e capocannoniere, oppure se sarà David Villa il bomber e il trionfatore. L’attesa è alta e lo stadio di Johannesburg, dove nel rugby trionfò la nazionale sudafricana quindici anni fa, è pronto per ospitare l’evento e il pubblico è pronto per dare fiato alle vuvuzelas per l’ultima volta prima di spegnere i riflettori sui mondiali di calcio 2010.
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |