L’anticipo serale della 31a giornata del campionato di Serie A ha sancito la conferma dei rossoneri in testa alla classifica e, probabilmente, chiuso le velleità di scudetto dell’altra sponda del Naviglio. La stracittadina meneghina si è conclusa con il risultato di 3 a 0 a favore degli uomini di Allegri, punteggio legittimato da quanto visto sul campo: rossoneri superiori per possesso palla, vantaggio territoriale, tiri in porta e occasioni. Un Milan tonico, che ha messo alle corde un’Inter un po’ troppo rinunciataria, con una doppietta di Pato e centro di Cassano su rigore, poi espulso. Seedorf faro del gioco. Male tutti i nerazzurri, rimasti in dieci per l’espulsione di Chivu al 54’. Leonardo eccessivamente fiducioso in una fiammata di Eto’o, non pervenuto.
LAMPO PATO, ETO’O SI MANGIA IL PAREGGIO - La marcia trionfale dell’Inter si interrompe proprio sul più bello. Nel derby che avrebbe potuto significare il sorpasso sui cugini a sette gare dal termine, i nerazzurri incappano in una serata no ed incassano il secondo ko stagionale contro i ragazzi di Allegri, autori di un vero capolavoro tattico. Il Milan del tecnico livornese si schiera con il 4-3-1-2, con Van Bommel vertice basso del “rombo”, a Seedorf il compito del regista e Pato e Robinho le due bocche da fuoco. Risponde l’Inter con un 4-2-1-3 con Ranocchia titolare e con il tridente Pandev-Pazzini-Eto’o, davanti a Sneijder. Pronti via, e il Milan è già in vantaggio: a Pato sono bastati 43 secondi per entrare nel tabellino dei marcatori, raccogliendo un pallone vagante dopo un rimpallo tra Robinho e Julio Cesar. Il brutto colpo stordisce per 20 minuti il Biscione, incapace di proporsi in avanti. Al 9’ Seedorf reclama un fallo di mano di Maicon, ma l’arbitro lascia correre. Prima vera occasione nerazzurra nei piedi di Pazzini al 20’, solo davanti ad Abbiati, ma il portiere neutralizza. Si continua, la partita è vivace e l’Inter pare essersi ripresa dallo shock iniziale, anche se il pressing rossonero è asfissiante. Occasione clamorosa per Van Bommel al 36’: il suo tiro, deviato dalla coscia di Chivu, scavalca Julio Cesar e impatta sulla traversa. Gli uomini di Leonardo reagiscono subito: su corner battuto da Snejider, svetta di testa Thiago Motta ma Abbiati compie un miracolo, allungandosi sulla sua destra. I nerazzurri protestano, lamentando il gol. Le immagini non chiariscono completamente il dubbio, anche se sembrano dare ragione al direttore di gara. E’ questo il momento migliore per la Beneamata: a due minuti dal termine della frazione, Cambiasso fa la torre per Eto’o che, a tu per tu con Abbiati, si divora una rete facilissima ad un metro dalla linea.
CASSANO, GOL ED ESPULSIONE - Nella ripresa nessun cambio. Dopo cinque minuti Flamini entra in campo al posto di Gattuso, vittima di uno stiramento. Al 54’ Pato si invola verso la porta, Chivu è costretto a fermarlo con le cattive: è rosso, l’Inter resta con un uomo in meno. I replay, però, non fugano i dubbi per una sospetta simulazione dell’attaccante brasiliano. Sulla punizione che segue, Julio Cesar è attento sulla botta di Thiago Silva. In inferiorità numerica, Leonardo sceglie di coprirsi facendo entrare Cordoba per Pandev. Al 61’ arriva il raddoppio di Alexandre Pato, al termine di una bella azione corale milanista. Seedorf autentico ispiratore, conferma di essere presente nelle partite che contano. L’olandese apre di prima sulla destra verso Abate che, solo, è libero di controllare e scaricare una conclusione che è una via di mezzo tra un cross e un tiro. Su di essa si avventa il Papero che, di testa, mette dentro. 2-0 e metà San Siro è in delirio. C’è spazio anche per il “Principe” Milito, che sostituisce uno spento Pazzini. Dopo quattro minuti il Diavolo ha un’altra chance per segnare, ma il destro di Robinho, lanciato a rete da Flamini, viene respinto da Julio Cesar, il migliore tra i suoi. Subito dopo Boateng viene arginato in corner e poi ancora una ghiotta opportunità per Robinho che però, libero in area, gigioneggia e spreca malamente. Nel frattempo, fuori Cambiasso e dentro Stankovic nelle file nerazzurre. Ormai il match è appannaggio di una sola squadra, il Milan: favorito dall’espulsione di Chivu, i giocatori di Allegri sono autori di un vero e proprio monologo. A centrocampo, il predominio rossonero è evidente. Al 76° minuto Flamini segna, ma si trova in posizione irregolare per una manciata di centimetri. Un minuto dopo, Robinho si vede respingere l’ennesimo tentativo, poi lascia il terreno di gioco per Antonio Cassano. Esce tra le ovazioni del pubblico anche Pato, l’eroe di questa serata a tinte rosse e nere. Lo stesso Pato, alla vigilia, era stato indicato dall’ex-milanista Andry Shevchenko come l’uomo in grado di fare la differenza: l’ucraino ha avuto ragione. Ma l’incontro non è ancora finito. All’88’ Zanetti contrasta fallosamente in area il neo entrato Cassano: secondo il signor Rizzoli è penalty. Il barese non si fa innervosire dalle provocazioni di Julio Cesar e firma il 3-0. Esultanza con tanto di maglia al cielo e prevedibile cartellino giallo. Che diventa rosso, nei minuti di recupero, allorché lo stesso talento di Bari vecchia compie un intervento falloso ai danni di Cordoba: l’ultima “cassanata” gli costerà la squalifica per la prossima gara contro la Fiorentina. Ma le note negative finiscono qui. Il Milan trionfa e si cuce mezzo tricolore sul petto.
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
Commenti
RSS feed dei commenti di questo post.