
Tutte e tre qualificate agli ottavi di finale, ma quanti fantasmi Inter, Milan e Roma troveranno sul loro cammino nella Champions League edizione 2010/11: essendosi classificate tutte al secondo posto nei loro rispettivi gironi, le squadre italiane affronteranno le teste di serie della competizione, perché, in base al regolamento vigente, verranno sorteggiate con le prime classificate degli altri gironi. Gli avversari più temibili hanno le sembianze di un folletto argentino con la maglia a strisce verticali blu e granata e il volto di un portoghese spaccone con la camiseta blanca, ma non sono da sottovalutare neppure Manchester United, Bayern Monaco e Chelsea.
BALE, L’INCUBO DI BENITEZ – A settembre i nerazzurri, campioni in carica, erano considerati senza dubbio i più forti e i favoriti per passare il turno per primi nel girone A: benché senza il guru Mourinho, il vero artefice della trasformazione europea della passata stagione, rimpiazzato dall’esperto Rafael Benitez, la formazione era rimasta praticamente la stessa che aveva trionfato a Madrid (a parte la defezione di Balotelli). Deludendo le aspettative di esperti e tifosi, l’Inter ha debuttato pareggiando a Enschede con i campioni di Olanda del Twente per 2 a 2, ma nella seconda giornata ha letteralmente demolito i tedeschi del Werder Brema per 4 a 0; la doppia sfida col Tottenham Hotspur ha evidenziato i limiti dei milanesi che in casa, in vantaggio di ben quattro gol al termine della prima frazione, hanno rischiato il tracollo subendo tre reti da un ragazzino in versione extraterrestre, quel Gareth Bale finito ora nel mirino delle big di tutto il continente. Il ritorno a Londra si è rivelato un disastro: gli Spurs hanno affondato la corazzata del Biscione imponendosi con un netto 3 a 1. Grazie al sofferto successo sul Twente (1-0), l’Inter si è qualificata alla fase ad eliminazione diretta ma non al primo posto, dato che nell’ultima sfida contro gli anseatici del Werder è stata protagonista di un’altra figuraccia, perdendo 3 a 0. Ironia della sorte, il secondo gol lo ha messo a segno la giovane promessa Arnautovic, acquistata l’anno scorso da Moratti e subito scaricata ai tedeschi: come si suol dire, oltre il danno, la beffa.
MILAN RIACCIUFFATO DA PEDRO LEON – Nel girone obiettivamente più duro del torneo, il Milan ha mantenuto la promessa e senza particolari difficoltà ha raggiunto il traguardo degli ottavi. In seguito ai colpi del mercato estivo, che hanno portato alla corte di Berlusconi il mister Allegri, il bomber svedese Ibrahimovic, il talento carioca Robinho, la scheggia ghanese Boateng, oltre ai due centrali Sokratis e Yepes, ci si aspettava un duello serrato con il nuovo Real di Mourinho e di Florentino Perez; se gli scontri diretti tra i due contendenti hanno decretato una leggera superiorità madridista, dal punto di vista della classifica il Real ha fatto il vuoto dietro di sé, chiudendo il gironcino a quota 16 punti, frutto di cinque vittorie e un pareggio, mentre i rossoneri si sono limitati a totalizzarne la metà. Nella prima partita il Diavolo ha superato tranquillamente i francesi dell’Auxerre per 2 a 0 in virtù della doppietta di Zlatan Ibrahimovic; all’Amsterdam Arena è stato fermato sul definitivo 1-1 dall’Ajax, secondo nell’Eredivisie 2009/10, mentre il primo duello con i merengues si è risolto 2 a 0 a favore degli uomini di Mourinho. Il secondo confronto con i blancos, nelle mura amiche di San Siro, ha assunto i contorni di una beffa per i giocatori di Allegri che, avendo rimontato lo svantaggio iniziale di Higuain grazie ad una splendida doppietta del trentasettenne Inzaghi, hanno incassato il gol del pareggio di Pedro Leon al quarto minuto di recupero. Il Milan si è assicurato il secondo posto battendo ancora una volta l’Auxerre per due reti a zero, mentre nell’ultimo match, ininfluente, è stato battuto dai lancieri dell’Ajax per 2 a 0.
ROMA, DAL FIASCO COL BASILEA ALL’IMPRESA COL BAYERN – La terza compagine italiana, la Roma, è stata inserita nel Gruppo E, insieme a Cluj, Basilea e Bayern Monaco. I giallorossi, in virtù di una campagna acquisti accorta ma ambiziosa, hanno beneficiato dell’arrivo della prima punta Borriello dal Milan, del centrocampista Fabio Simplicio dal Palermo e del redivivo ”Imperatore” Adriano dal Flamengo. Aprendo le danze con una prevedibile sconfitta all’Allianz Arena di Monaco per 2 a 0, dopo aver vanificato le offensive dei bavaresi per 80 minuti, il percorso della società capitolina in Champions League ha vissuto alti e bassi: il team del coach Ranieri é passato dalla vittoria di misura sui rumeni del Cluj (2-1) all’inaspettata batosta contro il Basilea, trionfatore allo Stadio Olimpico per 3 a 1; al ritorno la Roma si è vendicata superando 3-2 gli svizzeri e compiendo un’autentica impresa a novembre battendo, con il medesimo risultato, i vicecampioni in carica del Bayern. La qualificazione aritmetica, come seconda, è stata ottenuta grazie al pareggio in Romania per 1 a 1.
SCHALKE E SHAKHTAR LE MENO TEMIBILI – Ecco quindi che il prosieguo dell’avventura europea si fa abbastanza proibitiva per i club del Belpaese, chiamati a non sfigurare nei confronti dei colossi spagnoli e inglesi. I sorteggi si terranno venerdì 17 dicembre alle ore 12, a Nyon. Le possibilità della dea Statistica (o Fortuna, se preferite) sono le seguenti: Tottenham Hotspur, Schalke 04, Manchester United, Barcellona, Bayern Monaco, Chelsea, Real Madrid o Shakhtar Donetsk, ma l’Inter non potrà ritrovarsi di fronte il Tottenham, il Milan eviterà certamente il Real e la Roma scanserà il Bayern. Tra questi avversari, i più ostici sembrano essere il Barcellona di Guardiola, leader nella Liga e da tre anni almeno semifinalista nella rassegna continentale, e il Real dello Special One, ad una manciata di punti dagli stessi blaugrana nel massima serie del campionato spagnolo e con tanta voglia di riscatto, dopo anni di delusioni in Coppa Campioni. Anche il Manchester United è da temere: da quattro stagioni raggiunge almeno i quarti di finale e, anche se ha l’attacco più asfittico tra le grandi d’Europa, ha concesso solo una rete in sei partite. Restando in Inghilterra, i londinesi del Chelsea sono certamente tra i più forti collettivi della manifestazione, ma stanno attraversando un periodo di grave crisi: se Ancelotti riuscirà a risolvere i problemi attuali della sua squadra durante la pausa natalizia, da febbraio in poi potrebbe non essercene per nessuno. Il Bayern invece, pur essendo finalista in carica, non sta riuscendo a esprimersi come di consueto in Bundesliga e si trova ad una ventina di punti dalla capolista Borussia Dortmund, mentre l’altra compagine tedesca, lo Schalke 04, si trova in una situazione ben peggiore: sta lottando per non retrocedere in Zweite Bundesliga. Il Tottenham ha qualità, è alla prima partecipazione in Champions e vuole ben figurare: ne sa qualcosa l’Inter; lo Schakhtar è insidioso, spavaldo e non ha nulla da perdere, ma sembra il più abbordabile del lotto, insieme allo Schalke.
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