Il successo sui “cugini” australiani per 20-6 spedisce gli All Blacks in finale della Rugby World Cup 2011, dove affronteranno la Francia, vittoriosa 9-8 sul Galles. E’ una riproposizione della finalissima dell’edizione inaugurale della Coppa del Mondo, quella del 1987, ospitata e vinta proprio dai Tuttineri. Curioso che anche la finalina, tra Australia e Galles, sia identica a quella di 24 anni fa.
ALL BLACKS VS BLEUS, SAPORE RETRO’ - Il 23 ottobre 2011 come il 20 giugno 1987. Ecco il sogno di ogni neozelandese, che sia di etnia maori o di discendenza europea. Allora, come oggi, il Campionato Mondiale di rugby si stava disputando sull’isola della lunga nuvola bianca e in finale arrivarono gli All Blacks, padroni di casa, e la Francia. I primi, favoritissimi, erano giunti all’atto conclusivo avendo triturato nel girone Italia, Figi e Argentina, poi Scozia e Galles nella fase ad eliminazione diretta; i secondi, fermati sul pareggio (20-20) dalla Scozia, poi non ebbero difficoltà a sbarazzarsi di Romania, Zimbabwe e Figi, prima di superare, con qualche affanno, i Wallabies. L’incontro non deluse le aspettative e fu di grande intensità. Al tabellino si registrarono tre mete neozelandesi (di cui una trasformata), da parte di Jones, Kirwan e Fox, una francese (trasformata) segnata da Berbizier, quattro calci dei Neri (Fox) e uno dei Galletti (Camberabero). Punteggio finale: Nuova Zelanda 29, Francia 9. Scontato? No, perché nelle successive edizioni della Coppa del Mondo gli All Blacks fecero una magra figura, più che altro dal punto di vista dei risultati. Sempre sconfitti nei momenti decisivi, tanto che dal 1991 al 2007 raggiunsero la finale una sola volta, perdendola, nel 1995. Insomma, molto spettacolo ma poca concretezza.
FRANCIA, TERZA FINALE - Domenica prossima sarà un appuntamento da non perdere, anzi, l’Appuntamento, che quattro milioni di persone stanno aspettando. Se la nazionale della felce argentata non vede l’ora di scrollarsi di dosso l’epiteto di eterna incompiuta, la Francia attende con trepidazione il primo titolo iridato, dopo aver perso due finali, quella già citata nel ’87 e nel ’99, al cospetto dell’Australia. Ecco perché i Blues non sono affatto intenzionati a lasciarsi scappare di nuovo la Coppa, anche se per quanto si è visto fin qui, i favori del pronostico non vanno certo alla nazionale dell’Esagono. Gli uomini allenati da Marc Lièvremont hanno dimostrato di essere forti fisicamente e tecnicamente, ma il bel gioco ha spesso latitato. Nella prima fase non hanno avuto problemi con Giappone e Canada, ma sono stati pesantemente sconfitti dalla stessa Nuova Zelanda e, di misura, perfino da Tonga. Nei quarti hanno superato gli inglesi di soli sette punti, in semifinale hanno estromesso i gallesi per un punto, grazie alla superiorità numerica a causa dell’espulsione di Warburton e ad un pizzico (per non dire un vagone) di fortuna. Gli oceanici, di contro, hanno espresso il rugby più divertente e frizzante dell’edizione in corso (a pari merito col Galles) e hanno demolito via via qualunque avversario, da Tonga all’Australia, passando per Giappone, Francia, Canada e Argentina.
PRESSIONE ALLE STELLE - Nonostante ciò, gli All Blacks non possono stare tranquilli. In Francia c’è il campionato di palla ovale per club migliore del pianeta, e la stessa nazionale tricolore è stata finora l’unica compagine europea a batterli in una World Cup (per ben due volte, nel 1999 e nel 2007). Ma, soprattutto, la variabile in assoluto più importante sarà la pressione dei mass media di un Paese che non cerca altro che il successo in questo sport. Tanto più che il torneo è in casa. Infatti è prevedibile che, se i ragazzi di Graham Henry dovessero perdere il match, la sconfitta sarebbe considerata una catastrofe. Salterebbero parecchie teste, come successe quattro anni fa, quando l’eliminazione ad opera dei Galletti produsse una vera e propria epurazione dei “losers”: solo capitan Richie McCaw e Dan Carter furono risparmiati. Quest’ultimo, infortunatosi prima della partita contro il Canada, seguirà dalle tribune la grande sfida, così come Jonah Lomu, probabilmente il più celebre giocatore di tutti i tempi, alle prese con seri problemi di salute.
RIVINCITE - L’incontro è sentitissimo da entrambe le tifoserie: la Francia vuole vendicarsi della finale persa nel 1987, la nuova Zelanda rifarsi dell’umiliazione recente del 2007, quando per la prima volta i Tuttineri furono esclusi dai top four del pianeta. Ecco, quindi, che questa finale assume i contorni di una revanche, sia da una parte che dall’altra. Nessuno vuole uscire dal campo da runner-up, ma è pur vero che i francesi considerano il raggiungimento della finale di Auckland un autentico miracolo sportivo, e finire ko, con gli All Blacks, non ha il medesimo sapore che essere battuti, per esempio, dagli Azzurri (evento che sconvolse l’opinione pubblica nel marzo scorso). La sorte premierà i profeti maori della palla ovale, da troppo tempo addormentati, oppure bacerà sulla fronte i solidi e organizzati europei? La risposta domenica 23, alle 21, fuso orario locale.
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