Nella seconda giornata della Rugby World Cup, l’Italia supera i russi 53 a 17 e torna in corsa per la qualificazione ai quarti di finale. Grande prestazione degli azzurri, soprattutto nel primo tempo, con le mete di Parisse, Toniolatti e Benvenuti (due volte a testa), Gori, McLean e Zanni, oltre ad una meta tecnica. Le note negative sono le troppe mete concesse ai russi (tre) e l’imprecisione sui calci di Bocchino e Benvenuti.
UN MATCH DA VINCERE - Dopo la sconfitta, preventivabile, contro l’Australia, l’Italia era chiamata a non sbagliare con la Russia, una nazionale di cui si sapeva molto poco, ma che aveva in comune con la nostra un fatto curioso: erano le uniche due formazioni della Coppa del Mondo che non avevano ancora messo a segno una meta. In ottica qualificazione, questa e la successiva partita contro gli Stati Uniti sarebbero state dei match da vincere assolutamente, possibilmente mettendo a segno almeno quattro mete, per poi giocarsi il tutto e per tutto contro l’Irlanda di O’Driscoll, il 2 ottobre prossimo.
ORSI IN LETARGO - Considerando l’uniforme di gara, i nostri avversari avrebbero potuto sembrare tranquillamente dei gallesi. Sono bastati i primi passaggi alla mano per capire che non lo erano, tanto che già al secondo minuto di gioco l’Italia ha la possibilità di portarsi sul 3-0, svanita per l’errore di Riccardo Bocchino. Quattro minuti più tardi gli azzurri vanno in meta: sulla pressione azzurra, i russi lasciano un varco, prontamente sfruttato da capitan Parisse. Bocchino trasforma, si va sul 7-0. L’avvio di gara è da restare incollati al televisore: al 14° arriva la seconda meta italiana, dopo una splendida azione corale che vede impegnati 7 giocatori: Gori ruba il pallone dagli sviluppi di una mischia russa, Pratichetti si incunea tra le linee avversarie e deposita a terra l’ovale per l’arrivo di nuovo di Gori che ricicla per Parisse, il quale lo passa a Derbyshire, che a sua volta trova il supporto di Toniolatti, liberissimo di schiacciare in meta (la prima per lui in maglia azzurra) ad una manciata di centimetri dalla bandierina. Bocchino si ripresenta dalla piazzola, ma la trasformazione, stavolta, non gli riesce: 12-0. Ancora tre giri di orologio e l’Italia segna la terza marcatura: calcetto di Bocchino in attacco, Ostroushko è in vantaggio ma gli sfugge l’ovale dalle mani, Pratichetti raccoglie e dà a Benvenuti, che non ha difficoltà a depositare in meta. Bocchino sbaglia ancora il calcio di trasformazione, si resta quindi sul 17-0 per l’Italia.
META DI TONIOLATTI, E’ BONUS - La Russia prova il contrattacco, ma non riesce a bucare la grande difesa azzurra e, inoltre, risulta fortemente penalizzata da in avanti grossolani. Al 21° minuto quarta meta, decisiva al fine di guadagnare il punto bonus. Rimessa veloce battuta dagli uomini di Mallet, Parisse sguscia tra due avversari e serve Toniolatti, che va a segno tra i pali. Bocchino fa il suo dovere: 24-0. Cinque minuti dopo gli italiani sfiorano la perfezione e la quinta segnatura, ma Ongaro commette un’imprecisione all’ultimo passaggio. Si riprende da una mischia in favore degli azzurri, che si tramuta in una meta tecnica non appena i nostri fanno crollare il versante rivale nella propria area. Bocchino centra i pali e aggiunge due punti, 31-0. Alla mezz’ora Ongaro viene ammonito per aver placcato Klyuchnikov senza palla, ed è costretto a lasciare i suoi in inferiorità numerica per 15 minuti: gli Orsi ne approfittano per mettere a segno la loro prima meta in un Campionato del Mondo, ad opera di Yanyushkin. In seguito è Rachkov che si incarica della trasformazione: 31-7. A due minuti dal termine della prima frazione, Edoardo Gori allarga sulla destra per Bocchino, il quale serve in velocità McLean che, trattenuto per la maglietta, scarica nuovamente l’ovale per Gori, che resiste alle cariche dei russi e si tuffa oltre la linea di meta. Bocchino trasforma nel 38-7 con cui le due squadre vanno al riposo.
ITALIA, STRADOMINIO IN MISCHIA - La ripresa si apre con un paio di disattenzioni azzurre che sarebbero potute costare caro, ma è sufficiente un’altra bella azione sugli sviluppi di una touche per andare per la settima volta in meta: ovale che viene gestito in maniera esemplare, che viene poi calciato da Benvenuti e che, infine, lui stesso va a schiacciare con la mano, infilando di corsa la retroguardia russa. L’ala di Treviso si cimenta pure nella trasformazione, fallita. L’Italia conduce per 43 a 7. Al 49° Ostroushko si riscatta dall’ingenuità di inizio incontro aggirando McLean e segnando la seconda meta per la Russia. Rachkov non centra i pali, 43-12. I ritmi notevolmente più bassi agevolano i nostri avversari, che possono rifiatare e concentrarsi sulle ripartenze. Ciononostante, al 62° McLean irride l’intero pacchetto difensivo russo, eludendo cinque uomini in trenta metri ed involandosi inesorabilmente in meta. Si tratta dell’ottava per gli Azzurri, la decima del match. Benvenuti bissa l’errore nella trasformazione, si rimane 48-12. Questa meravigliosa Italrugby allenta la tensione nelle battute finali, concedendo troppo facilmente la terza segnatura ai russi, con Makovetskly. Rachkov è affaticato e il suo drop impreciso: 48-17. Poco dopo è l’Italia a sfiorare la nona meta, sfumata per un in avanti commesso da Cittadini, ma la trova al minuto 75°, grazie alla notevole spinta della mischia, da cui si stacca improvvisamente Zanni, che realizza la seconda marcatura personale in tricolore. Benvenuti fa l’en plein di errori dalla piazzola e così l’incontro termina 53-17 per l’Italia.
PROSSIMO OSTACOLO: GLI USA - Festa azzurra per la prima vittoria nel Campionato del Mondo di Nuova Zelanda 2011, ottenuta con oltre quattro mete, che significa un punto bonus in più in classifica. Ora la testa del Ct Nick Mallet si può rivolgere senza patemi alla sfida contro gli Stati Uniti: vincere è obbligatorio, magari con il punto bonus, se si vuole puntare a passare il turno, obiettivo mai raggiunto finora nella storia dell’Italrugby. Il successo dell’Irlanda sull’Australia, però, complica non poco i piani azzurri, in ottica secondo posto nel girone: i verdi hanno dimostrato di avere un’enorme esperienza internazionale, che sarà di loro aiuto nel confronto decisivo e che ha fatto spesso, in passato, la differenza tra le due formazioni.
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