Il sogno di Francesca Schiavone di riconfermarsi sul trono del Roland Garros è svanito in finale: una solida Li Na le ha imposto un perentorio 6-4, 7-6 (0) e la cinese è diventata la prima asiatica nella storia a vincere un torneo dello Slam. Per questo successo, Li Na agguanta la posizione numero 4 nella classifica mondiale, mentre la Schiavone retrocede di due posizioni e si ritrova settima. Malgrado la sconfitta, l’azzurra si ritiene soddisfatta del lavoro svolto e, a trent’anni, resta una delle protagoniste assolute di questo sport.
FINALISSIMA A SENSO UNICO - “Dovrò giocare molto bene, ma so cosa devo fare”. Queste le parole di Francesca Schiavone alla vigilia della finale del Roland Garros 2011, che l’avrebbe contrapposta alla cinese Li Na. La tennista milanese, numero cinque al mondo, si diceva fiduciosa in una nuova affermazione all’Open di Francia in seguito al successo dell’anno passato: si era sbarazzata progressivamente di Jelena Jankovic, di Anastasia Pavlyuchenkova e di Marion Bartoli, testa di serie numero 11, con un punteggio di 6-3, 6-3. Dal canto suo, Li Na poteva vantare di aver eliminato Petra Kvitova, Victoria Azarenka (numero 4 al mondo) e la numero 7 del ranking WTA, la bella Maria Sharapova, con un 6-4, 7-5. Tali credenziali avrebbero potuto far presagire una finale tiratissima, invece lo spettacolo a cui abbiamo assistito a Parigi è stato una specie di monologo della ventinovenne cinese, la quale non ha commesso sbavature ed è diventata la prima donna asiatica ad aggiudicarsi un torneo del Grande Slam. Troppo fiacca la resistenza della nostra punta di diamante, che ha mostrato segnali di stanchezza: con il risultato di 6-4, 7-6 (7-0) al tie break, la “Leonessa” ha consegnato agevolmente la coppa Suzanne Lenglen alla sua avversaria, che ha avuto il merito di chiudere subito i conti al primo match point disponibile, dopo un’ora e 48 minuti di gioco. Troppe imprecisioni, poca grinta e un errore arbitrale (sul 6-5 una palla dell’asiatica, rimbalzata fuori dal campo, avrebbe portato Francesca al set point, ma il direttore di gara ha dato torto all’azzurra) hanno decretato la sconfitta dell’italiana, che a partire dal 6 giugno scivolerà dalla quinta alla settima posizione del ranking mondiale. Per Li Na, si tratta del primo torneo dello Slam vinto in carriera e, di conseguenza, salirà dal sesto al quarto posto del ranking.
LI NA, ROVESCIO MICIDIALE - Francesca Schiavone si ritiene soddisfatta del suo lavoro, ma riconosce la superiorità della sua avversaria: “Credo di aver giocato ad un livello pari al suo, o di poco sotto. Ho lottato molto su ogni punto e sono molto soddisfatta in generale di quello che sono riuscita ad esprimere. Lei ha giocato molto profondo, è riuscita a spingere tantissimo fin dall'inizio. Mi ha tenuto costantemente lontano dalla rete: ho dovuto difendermi e non ho potuto attaccare. Il suo – continua l’azzurra – è un tennis di alto livello, corre molto e colpisce molto bene, inoltre il suo rovescio è micidiale, lo può mettere dove vuole. Non so se un giorno arriverà ad essere la numero uno del mondo: per diventare la migliore non basta vincere un torneo dello Slam, bisogna vincerne tanti altri ancora”.
SCHIAVONE SODDISFATTA - Nonostante la debacle, la “Leonessa” vede il bicchiere mezzo pieno: “E' ovvio che lo stato d'animo è diverso tra vincere o essere andata vicino a farlo. Però mi sento bene, vivo queste emozioni forti fino in fondo, sono arrivata un'altra volta qui con la possibilità di vincere, è magnifico, fantastico. Anche se ho perso, è un grande momento per me. L’importante è essere riuscita a difendere il titolo fino in fondo”.
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