Basket – “Fenomenale!” Il ritorno di Dan Peterson

Giovedì 27 Gennaio 2011 11:08 Matteo Mezzalira Sport - Altri sport
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E sono quattro. Quattro vittorie consecutive dell’Olimpia Milano da quando in panchina siede il settantacinquenne Dan Peterson, tornato ad allenare dopo 23 anni di inattività. Era il 1987 quando decise di ritirarsi dopo aver vinto  Scudetto, Coppa Italia e Coppa dei Campioni con l’Olimpia Milano. Non era un addio: il destino ha voluto, infatti, che le due strade si incrociassero nuovamente.

Nel frattempo, il tecnico americano è stato il volto della pubblicità del thè Lipton, successivamente si è dato alla telecronaca, prima commentando le partite dell’NBA su Canale 5 e gli incontri di wrestling su TeleMonteCarlo, poi seguendo il campionato italiano di basket in RAI, infine ha affiancato Giacomo “Ciccio” Valenti nella telecronaca dello slamball nel 2007, su Italia 1. E’ apparso spesso nelle trasmissioni televisive in qualità di opinionista su Sportitalia e ha collaborato per riviste sportive di tiratura nazionale, come la Gazzetta Dello Sport. Tutto ciò finché una gelida mattina di gennaio il suo telefono è squillato e dall’altro capo del filo ha preso la parola Livio Proli, presidente dell’Armani Jeans Milano, il quale aveva già maturato la decisione di esonerare il coach Bucchi. All’ora di pranzo Peterson era già praticamente l’allenatore dell’Olimpia. Il suo ritorno ha infiammato la tifoseria biancorossa e i primi risultati confermano che la squadra sta volando sulle ali dell’entusiasmo. A farne le spese, domenica scorsa, è stata la Teramo Basket, ultima in Serie A, che difficilmente avrebbe potuto rappresentare un ostacolo per questa Armani Jeans che si candida ad essere l’unica sfidante di Siena per lo scudetto 2010/11.

 

L’ESORDIO DI LYNN GREER - Il match iniziava nel segno di Milano che andava rapidamente sul 9-2, ma Teramo si riprendeva andando sul + 5 (9-14). L’Armani si riportava avanti grazie a Lynn Greer, al debutto con la maglia biancorossa, e chiudeva il primo quarto sul 27-22. Il secondo quarto si apriva con i lombardi sempre vivaci e capaci di ritrovarsi sul + 13 dopo appena un paio di minuti, ma gli abruzzesi si rifacevano sotto grazie ad un parziale di 11-0, merito di Zoroski. L’ultima parte della prima frazione terminava 42-39 per Milano. Nel  secondo tempo gli uomini di Ramagli si riportavano in vantaggio con Diener (50-51), ma Mancinelli toglieva le castagne dal fuoco e portava la sua squadra sul 61-56 alla fine del terzo periodo. Gli ultimi minuti non sono stati particolarmente emozionanti, Milano dopo essere stata sopra di 14 punti (70-56), chiudeva la pratica con il punteggio finale di 87-74.

DALLA NAZIONALE CILENA AI TRIONFI MILANESI - Nonostante abbia allenato per conto di sole due società, la Virtus Bologna e l’Olimpia Milano, in Italia Peterson ha lasciato ottimi ricordi ed è forse il tecnico più celebre e conosciuto di questo sport, anche grazie ai numerosi spot pubblicitari che hanno sempre enfatizzato il suo inconfondibile accento statunitense. La carriera da coach di Daniel Lowell Peterson iniziò negli anni Cinquanta allenando un’equipe della città natia di Evanston e proseguì con le formazioni universitarie del Michigan e del Delaware. Nel 1971 divenne capo allenatore della nazionale cilena che portò al miglior risultato di sempre, un quarto posto ai Giochi del Sudamerica. Nel 1973 venne contattato dalla Virtus Bologna con la quale vinse una Coppa Italia nel 1974 e uno scudetto nel 1976. Nel 1978 passò all’Olimpia che era reduce da una stagione nella serie cadetta, e la condusse a contendersi più volte il titolo di Serie A1 con Bologna e Cantù. La stagione 1981/82 inaugurò un’invidiabile striscia di successi condita da 4 scudetti (1982, 1985, 1986, 1987), 2 Coppe Italia (1986, 1987), 1 Coppa Korac (1985) e 1 Coppa dei Campioni (1987). Nel 1987 annunciò il ritiro. Nel corso dell’ultimo anno sulla panchina della Tracer Milano è stato oggetto, come ha recentemente affermato durante un’intervista a Radio24, delle lusinghe di Silvio Berlusconi, che voleva portarlo alla guida del nuovo Milan che stava allestendo, ma poi non se ne fece più niente e la scelta del magnate ricadde su Arrigo Sacchi.

MAMMA, BUTTA LA PASTA! - L’era Peterson, quella dello “sputare sangue” come diceva lui, ha significato un’epoca dorata per l’Olimpia: il periodo tra il 1978 e il 1987 ha lasciato un sacco di bei ricordi nel cuore degli appassionati e le sue tattiche hanno fatto la storia della palla a spicchi, come il gioco a “elle” e la difesa 1-3-1. Celebri alcuni suoi commenti, dal “fenomenale! Per me numero uno!” degli spot televisivi, al “pandemonio!” riferito alla finale del 1986 tra Boston Celtics e Houston Rockets di NBA, al più recente “mamma, butta la pasta!” durante un match di slamball del 2007. Ora il gioco del basket è molto cambiato, ma Dan ha dimostrato, in queste prime uscite, di sapersela cavare ancora bene. I prossimi mesi diranno se il modo di Dan Peterson di intendere la pallacanestro è ormai superata oppure se abbia ancora qualcosa da insegnare. Se riuscisse a interrompere lo strapotere della Mens Sana Siena e a conquistare lo scudetto, sarebbe una vera e propria apoteosi ed entrerebbe definitivamente nella storia della società meneghina. In caso contrario, non cambierebbe nulla: il vecchio Dan ha dato già parecchio a questa squadra. Ma possiamo star certi che l’immortale tecnico di Evanston ci proverà, eccome.

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Febbraio 2011 12:56

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