Se nel calcio, lo sport più amato dagli italiani, la nostra Nazionale si é resa protagonista di una magrissima figura ai Mondiali in Sudafrica, al contrario nel baseball, gioco poco praticato nel Belpaese, l’Italia ha conquistato uno splendido quanto imprevedibile terzo posto in Coppa Intercontinentale, battendo per 4-3 i padroni di casa di Taiwan. Si tratta di un’impresa storica per il nostro movimento dei “diamanti”, mai così in alto fuori dall’Europa.
LEONI IN EUROPA, AGNELLI NEL MONDO - La Coppa intercontinentale è un torneo riservato alle migliori selezioni appartenenti all’International Baseball Federation (IBAF) e si distingue da altre competizioni internazionali come il Campionato Mondiale, per il quale è consentita solo la partecipazione di giocatori dilettanti o di serie minori professionistiche, e il World Baseball Classic, creato appena nel 2005 in seguito all’esclusione di tale disciplina dalle Olimpiadi, ma che è diventato rapidamente il più importante evento di questo sport. Finora, la forza del baseball made in Italy si era manifestata validamente entro i confini europei (molti saranno sorpresi, ma dal 1954, cioè dall’anno di istituzione del Campionato Europeo, abbiamo dominato il campo per decenni insieme all’Olanda, conquistando 9 titoli, 15 finali perse e 3 gradini bassi del podio, e attualmente siamo defending champions), ma non si era mai espressa positivamente in ambito più ampio, ad esclusione di un quarto posto nell’edizione del Mondiale disputatosi a Nettuno nel 1998. Il bronzo ottenuto a Taichung dimostra che gli Azzurri sono finalmente riusciti ad entrare nel gotha delle nazionali che contano.
UN DEBUTTO SFORTUNATO - Un risultato del genere era difficilmente pronosticabile al via della rassegna iridata e ancor meno dopo il tremendo esordio in cui l’Olanda ha fatto a pezzi capitan Chiarini & Co. strapazzandoli 10-0. Nelle partite successive, invece, il coach Marco Mazzieri ha trasmesso una grande voglia di riscatto che si è concretizzata in un crescendo continuo: l’Italia ha superato in serie la Tailandia, il Nicaragua, il Giappone e la Corea del Sud, ma successivamente ha dovuto inchinarsi alla terza big asiatica, Taiwan (2-6), e ai fortissimi cubani in semifinale (3-5). Tali risultati hanno permesso ai nostri di accedere alla “finalina” di consolazione contro Taiwan ma, questa volta, a prevalere sono stati i ragazzi di mister Mazzieri, che hanno inflitto una sconfitta per 4-3 ai cinesi nella cornice dell’Intercontinental Stadium di Taichung. Per la cronaca, la finale è stata una replica dell’edizione 2006, Cuba si è aggiudicata l’undicesimo titolo in Coppa lasciando la piazza d’onore agli olandesi (4-1 il punteggio).
UNA STAGIONE MEMORABILE - Ecco le parole del capitano Mario Chiarini a fine gara: "E' un risultato frutto di umiltà e voglia di vincere, la vittoria dell’Europeo ci ha dato una consapevolezza nuova". Il lanciatore Alessandro Maestri: "Vincere con la maglia azzurra ti dà un'emozione unica. Avevamo lo stadio contro, negli ultimi istanti ho provato ad alleggerire la pressione ed è andata benissimo, è la dimostrazione che nel baseball non è mai veramente finita fino all'ultima eliminazione. E’ merito di tutti i compagni". Il manager Marco Mazzieri: "E' la ciliegina sulla torta ad una stagione indimenticabile, questo gruppo è arrivato così lontano perché nessuno ha pensato a se stesso, ma ognuno si è messo a disposizione della squadra, e questo per un allenatore è la soddisfazione più grande".
UN PUNTO DI PARTENZA PER IL FUTURO - La spedizione in terra orientale si è conclusa in maniera estremamente felice, il gruppo azzurro è entusiasta e la nostra Federazione è in festa: si tratta di un successo propedeutico per la crescita del movimento su scala nazionale, tra i più competitivi d’Europa, ma ancora lontano anni luce dalla diffusione presente in America del Nord, nei Caraibi e nel Sollevante. Anche senza copertura televisiva, queste sono imprese degne di essere raccontate perché l’Intercontinentale, così come gli altri tornei organizzati dalla IBAF, è un’occasione imperdibile per dei ragazzi umili che non cercano né popolarità né fama, ma che inseguono la loro passione cercando di raggiungere traguardi sempre nuovi.
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