No alla censura, i teatri milanesi più forti della politica bigotta

Venerdì 30 Luglio 2010 20:48 Elisabetta Ranieri Performances - Teatro
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Pasolini non si tocca, almeno fino alla prossima stagione della rassegna milanese "Invito a teatro": è fallito il tentativo di Umberto Maerna, assessore provinciale alla cultura, di eliminare dal cartellone dell "Out Off" lo spettacolo "Orgia" di Pasolini; tentativo, questo, che aveva scatenato non poche polemiche nei circuiti teatrali milanesi.

 

MILANO - Pasolini non si tocca, almeno fino alla prossima stagione della rassegna milanese "Invito a teatro": è fallito il tentativo di Umberto Maerna, assessore provinciale alla cultura, di eliminare dal cartellone dell ‘Out Off lo spettacolo "Orgia" di Pasolini; tentativo, questo, che aveva scatenato non poche polemiche nei circuiti teatrali milanesi. Nel mirino dell’assessore c’erano anche altri spettacoli come "Chicago Boys" e ‘Trilogia del benessere’ di Renato Sarti previsti invece nella prossima stagione del Teatro della Cooperativa. Dunque, il teatro è salvo e non si tocca e stavolta il merito va sicuramente alla forte opposizione manifestata da  quasi tutti gli enti teatrali milanesi, uniti, per la prima volta, in un'unica causa: quella del no alla censura.

L'INTERVENTO DEL NOBEL - "Credo che il mio intervento e quello di molti miei colleghi - ha commentato il premio nobel Dario Fo - sia stato determinante nel ripensamento che c’è stato. Hanno capito, evidentemente, che si trattava di qualcosa che li portava a fare una figura barbina, di bassezza e mancanza assoluta di senso di civiltà, democrazia e libertà.’
L’artista ha poi  definito "orrendo" lo stato attuale del livello culturale italiano. "A Milano - ha detto Fo - tutto diventa paradossale perché da ormai non so quanti anni esiste un comune che è gestito proprio dalla destra conservatrice, per non dire reazionaria, e quindi tutto salta, tutto viene annegato prima. Questo non perché c’è una volontà organizzata ma semplicemente perché della cultura non  importa niente a nessuno, pensano che la cultura sia un sovrappiù, qualcosa anche di noioso che fa buttar via il denaro. Spendere del denaro, sostenere delle iniziative usando il denaro pubblico per fare cultura: roba da pazzi per loro, ci sono altre cose più urgenti da organizzare in città per i politici milanesi".

SCAMPATO PERICOLO - L’infelice richiesta di Maerna era stata giustificata come un legittimo tentativo di controllo sulle attività culturali sostenute principalmente dall’ente provinciale come ad esempio ‘Invito a Teatro’. Secondo le regole, infatti, la Provincia rimborsa i teatri che offrono a prezzo ridotto la possibilità di vedere otto spettacoli durante tutta la stagione. Che si tratti di questione di monitoraggio o di censura allo stato puro, quel che è certo per il momento è che la prossima stagione teatrale milanese non verrà toccata, "Orgia" compresa.

Ultimo aggiornamento Sabato 07 Agosto 2010 15:53

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