Anche per questa stagione il Teatro Nazionale di Milano proporrà un solo spettacolo, come si usa nelle grandi metropoli come Londra e New York: dopo La Bella E La Bestia e Mamma Mia!, quest’anno tocca a Sister Act.
DAL SET AL PALCOSCENICO - Reso indimenticabile dal celebre film omonimo del 1992, la storia della cantante di colore Deloris Van Cartier ha consacrato Whoopi Goldberg, dandole un successo incredibile. Da qui l’idea di portarlo in teatro facendone un musical, idea non troppo comune: di solito succede il contrario. Deloris è una scatenata cantante di night, fan sfegatata di Donna Summer, che sogna di sfondare nel mondo della musica. Quando assiste involontariamente ad un omicidio, peraltro eseguito dal suo amante, la polizia decide di metterla sotto protezione in un luogo altamente improbabile: un convento di suore. Qui, cambiando il nome in Suor Maria Claretta, Deloris fatica tantissimo ad adeguarsi alle regole delle consorelle, guidate da una Madre Superiora inflessibile, ma con il tempo le conquisterà tutte trasformando il coro del convento, terribilmente stonato, in un fenomeno musicale. Non passa certo inosservata, e la sua copertura salta: quando il suo ex amante con la sua banda cerca di braccarla dovrà vedersela non solo con lei, ma con tutto il convento!
IL CAST CREATIVO - Come per gli altri musicals sopracitati, la versione Broadway è stata adottata integralmente: regia, scene, costumi, tutto. E si vede. La prima cosa che si nota è che le canzoni sono tutte diverse da quelle del film: in linea, ovviamente, ma completamente riscritte dall’8 volte premio Oscar Alan Menken, qui tutte in italiano (unica parte autoctona). Le traduzioni di Franco Travaglio sono abbastanza scorrevoli, cosa poco comune nei musical di matrice anglosassone che arrivano da noi. Bellissime le scenografie di Klara Zieglerova, imponenti e davvero d’effetto: merita menzione la statua della Madonna nel finale dello spettacolo, completamente rivestita di paillettes; belli i costumi di Lez Brotherston, carine le coreografie di Anthony Van Laast, ma non c’è molto da danzare in effetti; Caroline Brouwer firma un’ottima regia, che rende tutti i personaggi ugualmente importanti e da’ ad ognuno il suo spazio: non solo a Deloris ed alla Superiora, in costante conflitto, ma alle consorelle, al commissario di polizia Eddie, al Parroco, all’assassino Curtis ed ai suoi tre scagnozzi.
IL CAST ITALIANO - A Loretta Grace spetta il difficilissimo compito di non far rimpiangere Whoopi Goldberg: brava, simpatica, bella voce, perfetta padronanza del ruolo. Ma anche le suore non sono da meno: Dora Romano (Madre Superiora), Laura Galigani (Suor Maria Roberta, la novizia), Giulia Marangoni (Suor Maria Patrizia dalla voce potentissima) su tutti. Simpaticissimi, perché molto maldestri, i cattivi: Felice Cascino (Curtis), Massimiliano Pironti, ex Peter Pan (TJ), Nicolas Tenerani, ex Capitan Uncino (Joey), Giacomo Buccheri (Deniro). Opposto, come carattere e personaggio, il timido Eddie (Timothy Martin) dalla voce incredibile. Completamente imprevedibile e bizzarro il parroco della chiesa, Monsignor O’Hara, interpretato da un bravissimo Simone Colombari. Pubblico in delirio, trascinato dalle musiche coinvolgenti e dalla bravura degli interpreti: tutti recitano, cantano e danzano, come dovrebbe essere sempre il vero musical. Tantissimi applausi alla fine, per uno spettacolo già di per sé rodato, ma la versione italiana, tutto sommato merita. Da non perdere.
Teatro Nazionale
Piazza Piemonte, Milano
Dal 27 Ottobre 2011, ore 20.30
www.sisteract.it
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