Stasera un'altra occasione per esplorare la vitalità delle periferie e per riflettere. Andrà in scena alle 21, presso il Teatro Officina, Tornando in via Padova...e oltre. Dopo il debutto di maggio che registrò il tutto esaurito al Piccolo Teatro lo spettacolo viene riproposto, in una versione ridotta, in apertura della stagione 2011 - 2012. Un affresco di un quartiere multietnico, in cui si sperimentano nuove forme di convivenza e di cultura. Alla Compagnia del Teatro dell'Officina, si alterneranno voci e volti, veri, degli abitanti di via Padova: sul palco saranno presenti dieci diverse nazionalità. Per raccontare una strada un tempo simbolo di degrado, oggi sinonimo di nuove forme di integrazione.
MELTING POT DI NARRRAZIONI - La pièce, per la regia di Massimo de Vita (storico animatore del Teatro dell'Officina, di origini abruzzesi), è il risultato di un anno di lavoro sul campo e di 120 ore d'interviste a cui hanno collaborato 14 associazioni che operano in via Padova. "Siamo partiti da un quartiere in trasformazione, il più multietnico di Milano, con una forte dimensione di accoglienza, di disponibilità e di generosità" - ha dichiarato Daniela Airoldi Bianchi, responsabile del progetto - "una via che è sede di creatività, di orchestre, di studi di design e di architetti". Questa sera verranno proiettati alcuni estratti dello spettacolo, i più significativi. Nella versione originale (andata in scena al Teatro Piccolo nel mese di maggio), i personaggi rievocano gli anni della massiccia emigrazione dal Sud Italia degli anni '50, raccontano la storia del giovane egiziano, Aziz, ucciso in via Padova da una banda di Latin King, denunciano ingiustizie, danno voce a bisogni e desideri di un'umanità di diversa provenienza. Con l'obiettivo di aiutare a guardare oltre e a sperare. Perché, come dice il testo, "la generazione che dovrà venire sarà migliore di quella che è nata dal ferro, dalla terra e dal fuoco. Senza paura e senza troppo riflettere i nostri figli si daranno la mano e guardando le stelle diranno: com'è bella la vita! Nasceranno da noi uomini migliori". Alla fine due giovani lanciano aeroplanini di carta con tutti i "vorrei" di via Padova, affidando al vento i desideri delle persone che partecipano allo spettacolo e abitano in questa via. Proposte di speranza e cambiamento lanciate a Milano, nella speranza che possano essere raccolte. Le affascinanti sonorità dell'Orchestra di via Padova (assenti nella versione in scena stasera) chiudono la serata. "Perchè la musica" - ha affermato Massimo Latronico, direttore dell'ensemble - "è il sottofondo di via Padova ed è un altro modo per raccontare le storie che ognuno dei musicisti porta con sé".
TEATRO SOCIALE - Una comunità che si incontra e si mette in scena, riflettendo su gioie, dolori e conflitti: è questo il senso del teatro sociale, che caratterizza da sempre l'impegno del Teatro Officina. Un'istituzione fondata nel 1973, che fin dall'inizio ospitò, nella storica sede di viale Monza 140, importanti compagnie nazionali (come quella del Teatro dell'Elfo), producendo spettacoli sul tema delle culture regionali e sulla comicità. Anche Paolo Grassi sostenne con piccoli contributi economici i primi passi di quel gruppo di giovani studenti, insegnanti e operai che traformò una balera in un teatro sperimentale. Col tempo, il Teatro dell'Officina diventò un riferimento culturale del quartiere, raccogliendo intorno a sé importanti cantautori del Nuovo Canzoniere Popolare (un gruppo di artisti e studiosi che raccoglieva la tradizione dei canti sociali italiani), come Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Gualtiero Bertelli e Ivan della Mea. Poi iniziarono i corsi di musica popolare, i cineforum e le assemblee delle prime comunità straniere. Nel 1984 il Teatro Officina si trasferiva nella sede di Via Sant'Erlembaldo 2, a Milano: un ex complesso di case popolari per famiglie numerose, le case Crespi, costruite nel '37. Attraverso il lavoro quotidiano sul territorio, nelle biblioteche, nelle scuole e nei centri per giovani e anziani, si definiva la vocazione per le periferie. Nasceva "Teatro nei cortili", rassegna estiva itinerante nei cortili delle abitazioni. Con il progetto "Memoria storica" (1997), la ricerca si spostava sulla cultura orale contadina, culminando in "Memorie di terra contadina", spettacolo allestito in una cascina coinvolgendo gli abitanti di Olevano Lomellina. Progetto che l'anno dopo veniva declinato sul mondo operaio di Sesto San Giovanni con "Cuore di fabbrica". L'attuale repertorio del teatro dell'Officina si muove su tre differenti filoni: la ricerca di approdo di una spiritualità laica, le forme del comico e dell'assurdo, memorie e testimonianze di emigrazioni passate e presenti. Tra gli spettacoli proposti il trittico Vangeli - Dostojevskij -Turoldo, "En Attendant Godot", gli spettacoli "Qui tutto bene e così spero di te" e "Parole fuori luogo". Per la Casa della Carità, con cui collabora dal 2004, ha realizzato due grandi eventi teatrali nel 2006: "Voci dai quartieri del mondo" e "Canto la lingua di tutti", fino allo spettacolo "In nome della donna" sulle madri straniere, tratto dal libro di Erri de Luca "In nome della madre".
TORNANDO IN VIA PADOVA... E OLTRE
regia: Massimo de Vita
con: Massimo de Vita, la Compagnia del Teatro Officina, testimoni e ospiti
inizio spettacolo: ore 21.00
Ingresso ad offerta libera
Teatro Officina
S. Erlembaldo 2
Milano
tel. 02.2553200
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