Il Teatro degli Arcimboldi inizia alla grande la propria stagione ospitando Notre Dame de Paris, l’ormai famosissima opera moderna di Riccardo Cocciante, nel decimo anniversario di programmazione italiana.
I NUMERI - E’ una storia che ha per luogo / Parigi nell’anno del Signore / 1482 / Storia d’amore e di passione / E noi gli artisti senza nome / Della scultura e della rima / La faremo rivivere / Da oggi all’avvenire… Così inizia uno dei più grandi successi del XXI secolo, il musical tratto dal romanzo di Victor Hugo. Storia francese, progetto nato inizialmente in Francia e sviluppato in francese (i testi italiani sono di Pasquale Panella, dagli originali di Luc Plamondon): solo in Italia ha replicato 896 volte, debuttando proprio a Milano, al Forum di Assago, il 21 marzo 2001, quando in Francia aveva già sfondato nel 1998. Ne sono state fatte versioni in molte lingue: inglese, spagnolo, russo, e in tutto il mondo è stato visto da oltre quindici milioni di spettatori.
DIECI ANNI DI SUCCESSI - Abbiamo già avuto modo di parlare dello spettacolo e di commentarne pregi e difetti; dieci anni di successi, sempre e comunque: l’opera piace. Per la versione 2011, nulla è variato in termini di scenografie, costumi e coreografie. Il corpo di ballo, formato in parte da danzatori ed in parte da acrobati, è sempre di un ottimo ed alto livello, e non delude le aspettative, rendendo giustizia alle stupende coreografie contemporanee dello svizzero Martino Müller, che viene dalla scuola del grandissimo Jiri Kylian a Stoccarda . Anche se si sono avvicendati diversi casts, bisogna riconoscere che il primo è rimasto nel cuore di tutti gli appassionati; molti degli artisti originali hanno avuto una carriera incredibile dopo la partecipazione a Notre Dame: Giò Di Tonno (Quasimodo), Lola Ponce (Esmeralda), Vittorio Matteucci (Frollo), Matteo Setti (Gringoire), Marco Guerzoni (Clopin). Claudia D’Ottavi (Fiordaliso), Graziano Galatone (Febo). Senza nulla togliere ai successivi, ottimi interpreti, questo cast rimane e rimarrà davvero un cult.
L'EDIZIONE 2011 - Per l’edizione 2011, i protagonisti sono tutti nuovi ed in molti casi davvero giovanissimi, forse troppo: in alcuni manca proprio la maturità artistica per affrontare ruoli assolutamente non banali. Quasimodo è Angelo Del Vecchio (20 anni appena!): bella voce, bella interpretazione, un po’ spento in certi momenti, ma tutto sommato buono: non dimentichiamo che il paragone con Giò Di Tonno è veramente difficile da sostenere! Bella e brava l’Esmeralda di Federica Callori, come la Fiordaliso di Serena Rizzetto: particolarmente toccante il loro duo in Bello Come Il Sole. Ottimo il Clopin di Lorenzo Campani: a 38 anni, infatti, è perfettamente all’altezza del ruolo. Di tutto il cast, forse il migliore. Bravo, ma troppo lirico, il Frollo di Vincenzo Nizzardo: la sua voce quasi da tenore riduce non di poco la cattiveria che il personaggio richiede. Troppo emozionato forse, ma non ha convinto, Riccardo Maccaferri come Gringoire: il poeta che racconta la storia e tiene le fila della trama, troppo spesso è poco convincente ed incisivo: bella voce, ma assolutamente da lavorare sul personaggio; simile commento per il Febo di Giacomo Salvetti, decisamente fuori ruolo. Un opera mastodontica su tutti i fronti, che, nonostante siano passati dieci anni, non stanca e vale la pena di essere rivista!
Fino al 9 ottobre 2011, ore
Teatro degli Arcimboldi
Viale Dell’Innovazione, 20 Milano
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |