Se avete occasione di passare per Assisi, consigliamo vivamente di passare una serata a teatro: al Teatro Metastasio, in pieno centro città, è in scena Chiara Di Dio, musical sulla Santa assisiate, per tutta l’estate.
LO SPETTACOLO - Fusi Orari ha già recensito l’anno scorso lo spettacolo di Carlo Tedeschi, creato nel 2004 (http://www.fusiorari.org/fusiorari/html/modules.php?name=News&file=article&sid=2416), che si presenta quest’anno sostanzialmente invariato, se non per qualche cambio scenografico: la tecnologia avanza, e anche qui c’è l’uso delle proiezioni video al posto delle scenografie tradizionali, nonchè di effetti speciali. Il cast è cambiato, come spesso succede in questa compagnia: Santa Chiara è ora Artalica Martínez Alvarez, che con Maria Passaro (anima di Chiara) e Licia Umberti (Chiara giovane) formano la figura della Santa, suddivisa in tre parti. Annamaria Bianchini, che interpretava la Santa nella scorsa stagione, era tutta un’altra cosa: la sua mancanza si sente molto. San Francesco è un giovanissimo, Francesco (manco a dirlo) Troilo, pugliese, alto e con i capelli rossi, somigliante molto a Valentino Rossi e molto meno al Santo, che, si dice, fosse bassino e moro: ma la sua interpretazione convince molto, bella voce e molto nel personaggio. Sembra lui il protagonista e non Santa Chiara… Simpaticissima la Suor Filippa di Eleonora Congiu, consorella un po’ originale e comica, e splendido, davvero, il mendicante di Luigi Arnone, uno dei più “anziani” della compagnia: interpreta una bellissimo personaggio che fa da filo conduttore a tutta la vicenda, misterioso, che non mostra mai il suo volto se non alla fine (ma non vi sveliamo chi sia, nel caso lo andaste a vedere), ci racconta gli episodi della vita di Chiara e Francesco con sapiente maestria.
CARLO TEDESCHI E LA COMPAGNIA - Abbiamo avuto la fortuna di incontrare Carlo Tedeschi, ad Assisi per la prima del nuovo allestimento del suo lavoro sulla Santa locale. Autore, regista, scrittore, specialmente di musicals, tra i quali ricordiamo Sicuramente Amici (1986), L’Uomo Dal Turbante Rosso (1994), Un Fremito D’Ali (su Padre Pio, 2005), Patto Di Luce (2010), L’Analfabeta Colta (su Teresa Manganiello, 2011). Abbiamo scambiato due chiacchere, circondato dai suoi ragazzi, alla fine di una rappresentazione del musical. Persona enigmatica, riservata, dallo sguardo penetrante, ci spiega il suo lavoro presso il centro che dirige a Lago di Monte Colombo (RN), dove crea i suoi spettacoli, e segue un’accademia di formazione per lo spettacolo da cui prende tutti i suoi interpreti. A fine spettacolo, sfollati gli spettatori, raduna tutti gli artisti nel foyer del teatro, e chi si sente di dire qualcosa, lo fa in tutta libertà: ecco che vengono esplicitate emozioni, sentimenti, problemi, difficoltà e stati d’animo che sono emersi durante la rappresentazione e vengono condivisi con tutti. Il giorno dopo chiacchieriamo con tutta la compagnia prima di un’altra rappresentazione, e ci raccontano un po’ la loro vita. Tutti molto giovani, disponibili, ci riservano un’accoglienza incredibilmente calorosa: alcuni si ricordano perfino di noi dallo scorso anno. In accademia come in tournée, vivono insieme e condividono tutto: cucinano, lavano, insomma, come una grande famiglia; iniziano la giornata tutti insieme, con le Lodi, per poi dedicarsi alle rispettive attività Molti sono sposati o fidanzati fra loro. Tutti hanno una venerazione, giustamente motivata, per Carlo Tedeschi, fondatore e padre di questo gruppo, che insegna l’arte e da’ anche la possibilità a tanti sconosciuti di emergere o, almeno, di provare il palcoscenico: di lui, i ragazzi dicono Aiuta la gente, testimonia le esperienze. Decide quasi all’ultimo di buttare Francesco Troilo nel ruolo di San Francesco, nonostante sia arrivato da poco in accademia, ma L’importante è conoscere il Santo: basta farsi docile. Si sentono a casa, sono uniti per uno stesso fine: non è una questione economica, sono persone semplici, infatti gli spettacoli spirituali, si sa, per una buona parte del pubblico possono essere considerati come poco interessanti. Gli italiani hanno poco coraggio: coraggio di proporre opere con testo e musica del tutto italiani; altri spettacoli simili ai miei sono tutti falliti. Francesco è tante cose: poesia, rinuncia all’amore, attrazione per Dio; sono modelli oggi fuori moda. Lo spettacolo spiega bene cos’è la carità: vivere una vita di valori, non farsi travolgere dal denaro. Tedeschi rimane molto fedele alla storia, le frasi dette dai personaggi sono effettivamente vere, compreso il dettaglio delle ciliegie: Chiara, in punto di morte, chiede una cerasa, una ciliegia; ma è agosto e la stagione è passata, non ci sono ciliegie in agosto. La scelta dei personaggi avviene naturalmente: crescono insieme, e osservandone il percorso di vita può cogliere delle peculiarità, sono loro stessi a scegliersi, alternandosi in ruoli diversi, e scambiandosi fra le sedi di Rimini, Assisi, e della Sicilia. Un bel gruppo, che esula dai retroscena non sempre puliti dello spettacolo. Da vedere, meritano sia il lavoro in sé, che questi ragazzi.
Teatro Metastasio, Assisi
ogni week end
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