Corrado D'Elia - Don Chisciotte, diario intimo di un sognatore

Mercoledì 22 Giugno 2011 20:22 Annalisa Perteghella Performances - Teatro
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Con una personale reinterpretazione del Don Chisciotte di Cervantes, l'attore e regista Corrado D'Elia chiude la stagione del teatro Libero. Una stagione dedicata “ai grandi sognatori, ai grandi slanci, alle grande imprese”, che non vuole essere semplice evasione, ma vero e proprio invito alla riflessione. Quale chiusura migliore, se non la narrazione delle gesta del più grande tra gli idealisti e del più convinto dei sognatori? Una serata per dire no all'asfissia dei disfattisti, dei cinici e dei disillusi, per tornare a respirare aria pulita e a nutrire la propria mente di poesia e pensieri cristallini.

TORNARE A DESIDERARE - La storia è nota: Don Chisciotte, appassionato lettore di romanzi cavallereschi, varca il confine della fantasia per provare a vivere in prima persona le epiche avventure vissute dai propri beniamini. “È matto” dice qualcuno, “prima o poi si scontrerà con la realtà”, ribatte qualcun'altro; ma Don Chisciotte, come ogni vero sognatore, non dà importanza al giudizio della gente, tanto più se è gente abituata a volare basso. Come ogni cavaliere che si rispetti, inoltre, si dota di un fido scudiero con il quale condividere le proprie imprese ardite – Sancho Panza - e di un grande amore al quale dedicare i propri successi – Dulcinea del Toboso. Le gesta dell'eroico cavaliere della Mancha rivivono attraverso la voce di Corrado D'Elia, nell'intima cornice del teatro Libero. L'attore-regista, dalla propria scrivania che ricorda la fusoliera di un aereo, alterna la lettura di brani del romanzo di Cervantes a citazioni di altri autori e a riflessioni personali, quasi a ricordare che volare alto non solo si può ma si deve, se non si vuole tradire la propria natura di essere umano nato per de-siderare, ovvero sentire la mancanza delle stelle e mettersi in cammino per raggiungerle.

ELOGIO DELL'IMPERFEZIONE - La storia dello sgangherato cavaliere, che voleva diventare simbolo dei cavalieri senza macchia e senza paura, diventa invece un tributo ai “vincibili”, a chi è conscio del fatto che l'importante non è il raggiungimento di un risultato, ma il battersi per esso; che quando ci si mette in cammino non lo si fa per la méta ma per il viaggio. Perchè le cose migliori sono le cose imperfette, “i bicchieri spaiati, le finestre chiuse che si riaprono col vento”, perchè “c'è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”. Un personaggio, quello di Don Chisciotte, che va oltre la spacconeria e la prepotenza che a volte contraddistinguono chi si sente destinato a grandi cose, e rivela invece tutta la melanconia che pervade le anime sensibili, i sognatori in cammino che capiscono di combattere contro i mulini a vento, ma che proprio non riescono ad adattarsi al pensiero delle persone normali, perchè “una vita senza sogni non può dirsi vita”, perchè una passione che ci spinga avanti, un buon motivo per alzarsi dal letto alla mattina, lo si deve pur avere. È bello e incoraggiante pensare che, nonostante il rinsavimento in punto di morte, a fungere da esempio sia stata, più che la sua spavalderia, la sua incoscienza travestita da follia, e che a rendere il mondo un posto un po' migliore siano oggi i novelli Don Chisciotte, “quelli che parlano al vento, i visionari, gli uomini di cuore, quelli che si ostinano a credere nel sentimento puro, quelli che ancora si commuovono, i poeti del quotidiano, chi è capace di grandi slanci, grandi idee e grandi sogni”.

CORRADO D'ELIA E TEATRI POSSIBILI - E novello Don Chisciotte lo è per davvero Corrado D'Elia. Diplomato alla Scuola d'arte drammatica Paolo Grassi, egli è ideatore e fondatore del progetto Teatri Possibili, oltre che direttore artistico del Teatro Libero. Il consorzio Teatri Possibili, in particolare, nato come Associazione Culturale nel lontano 1996 e trasformatosi poi in vero e proprio circuito teatrale, connette oggi i palcoscenici di diverse città italiane in nome della promozione e della divulgazione della nobile arte teatrale. Una capacità dunque, quella di D'Elia, di trasformare in realtà i propri sogni, di tornare a camminare tra le stelle, consapevole del fatto che “l'eccelsa impresa” di Don Chisciotte sarà compiuta solamente quando si riuscirà a far intendere e sentire al pubblico “la poesia che è in ognuno di noi, la vocazione alta di ciascuno, o semplicemente la propria strada, il proprio destino”. Una strada e una vocazione che, se seguite e coltivate, possono condurci alle stelle.

 

Don Chisciotte: diario intimo di un sognatore

progetto e regia di Corrado D'Elia

da Miguel de Cervantes

con Corrado D'Elia

dal 21 giugno al 17 luglio

Teatro Libero, Milano

 

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