Teatro Litta - Don Giovanni a mosca cieca

Mercoledì 15 Giugno 2011 15:26 Annalisa Perteghella Performances - Teatro
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Con questa rappresentazione tratta dall'Anatol di Schnitzler, Silvia Giulia Mendola chiude la stagione del teatro Litta, regalando al pubblico milanese una prima nazionale densa di suggestioni e colpi di scena. Un viaggio interiore attraverso la storia di un uomo che non sa scegliere, che amando tutte le donne finisce per non amarne veramente nessuna. Una girandola di sentimenti ed emozioni che culminerà con un finale tanto lieto quanto inatteso.

DA ANATOL A DON GIOVANNI – Correva l'anno 1893 quando il drammaturgo austriaco Arthur Schnitzler dette alle stampe la raccolta di atti unici incentrati sulla figura di Anatol, uomo dietro i cui costumi licenziosi si cela un più profondo smarrimento interiore. Nell'atmosfera di crisi di valori che faceva da sfondo alla finis austriae, l'Anatol di Schnitzler, con la propria personale crisi esistenziale, portava sotto le luci della ribalta il disfacimento di un impero che a ritmo di valzer e di operetta cercava invano di rimandare i propri conti con la storia. Esattamente come il mozartiano Don Giovanni due secoli prima, la frivolezza e il cedimento alle pulsioni più istintive del proprio io volevano rappresentare una possibile risposta alla crisi dell'uomo moderno. Nell'opera di Schnitzler, a fare da contraltare al passionale Anatol troviamo il razionale Max, vera e propria voce della coscienza del protagonista. L'istinto da una parte e l'intelletto dall'altra, dunque, in una complementarietà di personaggi che contribuì a richiamare l'attenzione di Sigmund Freud, contemporaneo di Schnitzler e suo sincero ammiratore.

MOSCA CIECA – L'Anatol odierno è un uomo in crisi. Nauseato dalle sue stesse conquiste, progetta un viaggio in solitaria alla ricerca di una tranquillità dell'animo che probabilmente non raggiungerà mai, eternamente teso tra le gioie della conquista presente e la brama della preda successiva. A trattenerlo, sul palco e nella vita, è l'amico di sempre Max, controparte razionale e novello grillo parlante. Attraverso il gioco della mosca cieca, Anatol/Don Giovanni intraprenderà un viaggio all'interno delle complesse dinamiche che regolano il rapporto tra uomo e donna, e dei ben più oscuri meccanismi che regolano il mondo interiore dell'individuo. In un vortice di incontri, in cui la linea che divide vittima e carnefice si fa sempre più labile, il libertino Anatol sperimenta in prima persona la paura del tradimento e la furia cieca della gelosia, oltre che lo smarrimento di fronte all'agonia e alla fine di un amore del quale si conosce il destino, ma di fronte al quale si preferisce continuare a fingere. Le donne di Anatol, ben lungi dall'essere le indifese donne-angelo dello stilnovismo italiano, mettono in seria difficoltà il protagonista, in un ribaltamento di ruoli che fa finalmente uscire allo scoperto tutto il disagio e lo sconforto che popolano la profondità dell'animo di Anatol. Una volta gettate via le maschere, Anatol potrà riconciliarsi con il proprio io, ridando dunque unità ad un essere che, già secondo il mito di Aristofane, non è nato per rimanere solo.

SILVIA GIULIA MENDOLA - Le arie del Don Giovanni di Mozart fanno da unico sfondo a questa rivisitazione dell'opera di Schnitzler, quasi a celebrare la continuità tra i due personaggi. Sul palco, volutamente spoglio, si alternano i dialoghi tra Anatol e Max - veri e propri flussi di coscienza – e la danza sensuale di Anatol e dei suoi amori, in un turbinio di emozioni che culmina nel colpo di scena finale. Scelte registiche che rappresentano un'ulteriore conferma del talento dell'attrice/regista Silvia Giulia Mendola, classe 1979. Diplomata all'Accademia dei Filodrammatici nel 2003, la giovane regista ha già collezionato prestigiosi riconoscimenti (“Premio alla vocazione Hystrio 2004”, “Premio La parola e il gesto 2004”, “Premio Alfabeto delle Primedonne 2010”), oltre che passaggi nei maggiori teatri milanesi. Con la compagnia PianoinBilico, nata nel 2005, Silvia Giulia Mendola ha messo in atto quell'interdisciplinarietà tra le arti predicata già da Wagner, realizzando spettacoli teatrali – tra cui il Don Giovanni a mosca cieca - in cui oltre alla recitazione vengono inseriti musica dal vivo, danza, canto e acrobazie, offrendo al pubblico uno spettacolo a trecentosessanta gradi, il cui valore finale risulta assai superiore della semplice somma delle parti che lo compongono.

 

Don Giovanni a mosca cieca

tratto da Anatol di Arthur Schnitzler, adattato da Corrado Accordino

con: Marco Cacciola, Tamara Balducci, Linda Gennari, Lara Guidetti, Alessia Vicardi, Greta Zamparini

regia: Silvia Giulia Mendola

dal 14 giugno all'8 luglio

Teatro Litta, Milano

 

 

 

 

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